La maledizione della villa sommersa, tra storia e superstizione

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 4 minuti

La maledizione della villa sommersa è una leggenda che aleggia attorno ad uno dei luoghi più suggestivi della costa italiana, e che parla di morti, suicidi, fallimenti e sventure di ogni sorta. Ecco chi colpisce e come visitare quest’incredibile villa romana che riposa sotto le placide acque del mare.

Posillipo
Photo by enzoabramo – Pixabay

Quando si ha a che fare con il mare, le leggende non mancano mai. Dalle storie di pirati e sirene ai racconti dei marinai, il mare con il suo fascino e il suo terrore è in grado di dar vita a vere e proprie maledizioni, che colpiscono chi, in un certo luogo, si ritrova a ripercorrere le orme di chi lo ha preceduto.

Proprio così nasce la maledizione della villa sommersa che ogni anno attira migliaia di visitatori da tutta Italia, e non solo.

Questo luogo dalla nomea spettrale è in realtà un’area marina protetta, che tra le sue acque cela i resti di un’antica villa romana e che porta con sé un’inquietante leggenda fatta di morte, malattia, fallimenti e sventure di ogni sorta. Ecco dove si trova, qual è la sua storia e come visitare questo luogo sospeso tra storia e superstizione, tra magia e paura.

La maledizione della villa sommersa

Posillipo
Photo by 132364 – Pixabay

La maledizione della villa sommersa che aleggia sul Parco Archeologico Sommerso di Gaiola è legata ai proprietari delle ville che oggi si trovano sull’isola. Le vicende di chi ha abitato queste dimore di lusso non sono affatto romantiche e a lieto fine, ma piuttosto raccontano di suicidi, incidenti e fallimenti, facendo di questo posto un luogo maledetto e dal fascino sinistro e magnetico. La maledizione risale all’antichità, quando un ex schiavo romano di nome Publio Vedio Pollione fece sbranare vivi i suoi schiavi dalle murene. Esiste però anche un’altra versione, che rimanda l’origine della maledizione al poeta Virgilio, che proprio su quest’isola avrebbe tenuto lezioni di magia nera.

In epoca moderna, la maledizione non ha colpito gli abitanti della villa romana ormai sommersa, ma quelli della villa ancora in superficie, distribuendo sfortune e sventure lungo tutto il secolo scorso:

  • nel 1920 il proprietario Hans Braun fu trovato assassinato e poco dopo sua moglie annegò;
  • Otto Grunback morì d’infarto nella villa;
  • Maurice Sandoz morì suicida;
  • Paul Karl Langheim finì sul lastrico a causa dei bagordi;
  • Gianni Agnelli subì la perdita di numerosi familiari;
  • Jean Paul Ghetty vide suo nipote rapito dalla ‘Ndrangheta;
  • Gianpasquale Grappone fu arrestato dopo aver fallito con la sua compagnia di assicurazioni.

Il Parco archeologico sommerso di Gaiola

Napoli, Golfo
Photo by imprintmytravel – Pixabay

Tra storia e superstizione, questo luogo rimane però estremamente affascinante, e oggi è meta di molti turisti che sono attirati non solo dalle leggende cupe e tetre, ma anche dalla bellezza dell’ambiente naturale. Il Parco Sommerso di Gaiola, infatti, è un’area marina protetta e un centro di ricerca scientifica dedicato alla formazione e alla divulgazione ambientale. Qui si trova il fulcro del litorale di Posillipo, tra le falesie della baia di Trentaremi ed i pendii di Marechiaro, nel cuore della macchia mediterranea.

Sott’acqua si trovano i resti di numerose strutture archeologiche, tra cui bacini portuali, ninfei e peschiere che appartenevano alla villa del Pausilypon, fatta costruire proprio dall’ex schiavo Publio Vedio Pollione nel I secolo a.C. ed elevata a residenza imperiale dopo la sua morte.

L’area marina protetta si può visitare tutti i giorni gratuitamente previa prenotazione online. Il quartiere di Posillipo è uno dei più belli di Napoli e l’area che circonda la città è estremamente affascinante dal punto di vista ambientalistico: qui c’è anche un trekking incredibile da fare tra mare e terra!

La maledizione della villa sommersa, tra storia e superstizione: foto e immagini