Pellegrinaggio a Lourdes


Pellegrinaggio a Lourdes

GIORNO 1
Lourdes16.25. Cinque minuti e poi si parte. Sono già sul treno, finestrini abbassati, prontissima per salutare tutti gli amici che rimarranno a casa. All’improvviso il treno si muove e in pochi attimi prende velocità. Sbracciata, con una mano sul mio basco blu per paura che scappi via, saluto una massa di persone che si accalca in stazione. Poi tutti si calmano e io mi siedo nel mio scomparto con mia nonna e le sue amiche. Le ore successive passano in fretta, tra un’Ave Maria e l’altra, ci portano la cena e i barellieri tirano giù le cuccette per prepararci alla nostra notte in treno. Le luci della nostra carrozza, e anche di tutte le altre si spengono. Il treno tace. Con un po’ di fatica mi addormento. Domani pomeiggio arriveremo a Lourdes.



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GIORNO 2
LourdesSono le 7 e io sono già sveglia. Il treno costeggia la Costa Azzurra… bellissima. Quasi all’improvviso sono già le 16 e dall’altoparlante annunciano che manca pochissimo all’arrivo alla stazione di Lourdes. Il treno rallenta a poco a poco e sono sempre più emozionata. Quando finalmente scendo mi mettono in mano un cartello il nome dell’albergo in cui alloggerò. Sono il punto di riferimento per una ventina di pellegrini. Mi arriva notizia che la sera devo suonare alla Messa di inizio Pellegrinaggio, così più in fretta della luce, acchiappo il mio flauto e corro in chiesa. Naturalmente non va tutto per il verso giusto, ma il don che segue me e gli altri due musicisti non ci fa caso e dà la colpa della nostra stonatura alla stanchezza… Grazie Don…

GIORNO 3
Dopo la Via Crucis, il nostro don ci dà appuntamento in un’altra chiesa, sempre per provare. Questa chiesa è molto più bella rispetto a quella in cui abbiamo suonato ieri… Abbiamo una visuale bellissimma perchè noi suon iamo al secondo piano. Come seconda Messa va alla grande. Dopo un pomeriggio di foto e preghiere, finalmente, vado a dormire.

GIORNO 4
LourdesOggi c’è la Messa Internazionale e nonna, che è esperta di Lourdes mentre per me questa è la prima volta, dice che ci sarà tantissima gente. La chiesa sotterranea di Pio X è immensa… una colata di cemento modellata ad opera d’arte. Accanto a me c’è una signora francese. Tento di parlare un po’ con lei e mi meraviglio di riuscirci, dato che io studio tedesco. Ad un certo punto, nel grande schermo di fonte a noi, compare la bandiera del mio gruppo e tento di spiegarlo alla signora francese e lei capisce e applaude fortissimo. Poi anch’io faccio lo stesso quando appare la sua bandiera. E mi stupisco. Mi stupisco di come una semplice bandiera faccia sentire una persona parte di un gruppo ben definito. Alla fine della Messa la saluto e la ringrazio. Poi me ne vado, ma spero già di rivederla. Il pomeriggio è libero, così mi siedo in una panchina al di là del Gave, il fiume di Lourdes. Nella panchina in parte alla mia c’è una famiglia spagnola con un bambino piccolo. Il bimbo si avvicina a me come per voler giocare. Così io, non sapendo cosa fare, gli parlo in italiano e lui ride. Ad un certo punto i suoi genitori decidono che è ora di andare e lo chiamono “Pablo Pablo!”. Allora il bambino mi saluta e lo saluto anch’io “Ciao Pablo”. Poi segue la sua mamma e il suo papà. Quando ancora non è lontano, si gira ancora una volta e mi saluta con la mano quasi a dire “Ciao, torna presto qui”. Lo saluto anch’io con la mano e penso “Ciao Pablo, non crescere in fretta”. Poi lui torna a camminare dritto per la sua strada. Lo osservo finchè non lo vedo scomparire. “Ciao Pablo”. Dopo cena c’è la spettacolare fiaccolata. In mano ho la mia candela accesa. Cantiamo e preghiamo. Siamo un cordone di fuoco e questa è una bella sensazione. Questa è la notte di San Lorenzo, ci sono le stelle cadenti, se ne vedi una puoi esprimere un desiderio e sperare che si avveri. Alzo lo sguardo ma non si vede niente. Un po’ per l’inquinamento luminoso, un po’ perchè ci sono lenuvole non vedo le stelle… peccato. Alla fine torno verso il mio albergo e in uno dei tanti negozietti fuori dai cancelli dell’area dei santuari, rivedo la signora francese di stamattina. Ci salutiamo e scambio con lei qualche parola, poi la stancheza si fa sentire e salutandomi mi abbraccia. Con un po’ di malinconia scompaio tra la folla. Il mio desiderio è stato esaudito.

GIORNO 5
lourdesLa mattinata passa infretta e alcune signore mi dicono che, per l’ultima sera è stata organizzata al Salus, l’albergo attrezzato per gli ammalati, una festa per pellegrini, personale UNITALSI e ammalati. Da membro del personale decido di parteciparvi con un’amica. Ridiamo tanto e facciamo molti bali di gruppo. E’ una bella serata tra amici. Poi decido di andare alla grotta, sono le 23 e c’è un silenzio bellissimo. Tra le preghiere mi viene in mente una domanda che tanti programmi TV in Italia ma sono sicura anche nel mondo si sono posti: “Perchè tanta gente veiene a Lourdes?”. E mi viene in mente anche la risposta, cioè il motivo per cui io sono qui: “Fede”. Ci avviamo un po’ malinconiche verso l’albergo. Domani si torna a casa.

GIORNO 6
La valigia è pronta. Oggi suoniamo alla Messa di fine pellegrinaggio. Il nostro Vescovo si complimenta con noi e dice ai fedeli di applaudirci. Allora scoppia un applauso. Io e i miei compagni, tra la vergogna, guardiamo il nostro don: ci sorride e applaude fortissimo anche lui. Alla fine il don corre da noi e ci abbraccia. “Siete stati grandi”, ci dice. Dopo pranzo una corriera ci viene a prendere e ci riporta in stazione. Il mio morale è pressochè a terra. Poi partiamo… che tristezza. Non ho la forza di voltarmi a guardare il finestrino e vedere Lourdes che si allontana. mi piange il cuore. Le ore passano lentamente.

GIORNO 7
Il trenopiano piano, arriva nella stazione della mia città. Scendere. Il pellegrinaggio è finito. la vita ricomincia dallo stesso punto in cuio l’avevo lasciata meno di una settimana fa. La prima cosa che dico a mamma quando metto piede giù dal treno è “io ci tornerò”. Spero che Pablo mi senta. E se il vero pellegrinaggio cominciasse ora?

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