Scozia tour


Viaggio in tenda lungo le terre di Scozia

scozia Intraprendo questo viaggio nell’ estate dell’ ormai lontano 1999. Questo è il mio primo vero viaggio all’ estero, dopo aver visitato la Grecia e la Francia. Prenotiamo dall’ Italia unicamente il biglietto aereo Torino-Londra e l’ auto con cui affronteremo il viaggio. Giunti nella notte nella capitale britannica andiamo incontro al primo disguido. La sportello clienti della Herz è, contrariamente a quanto ci era stato comunicato in patria, chiuso. Passiamo la notte come quattro barboni all’ interno dell’aeroporto, sdraitai per terra. Paolo con la maschera paraocchi, Carlo con i tappi nelle orecchie, Paolino con la bandiera italiana come coperta ed io con la gazzetta aperta sul viso: uno spettacolo deprecabile. Svegliati, la seconda sorpresa: ci trovaimo in mezzo ai chek-in tra centinaia di persone che ci guardano con un aria mista tra lo stupore e lo sdegno. Ci rimettiamo in quadro e ci presentiamo allo sportello della Herz. Qualche problema con la signora allo sportello è la nostra terza sorpresa. In Italia abbiamo pagato per il noleggio di una Ford Focus famigliare, ma nonostante le nostre insistenze, ci viene consegnata una Focus berlina. Incavolati come delle iene accettiamo di cattivo grado. L’ auto è praticamente nuova, ha solamente qualche centinaio di km. Possiamo dire che nella sfortuna, ci è ancora andata di lusso. Partiamo alla volta della Scozia, con Paolo alla guida. Districarsi nell’ autostrada londinese è cosa a dir poco impossibile, senza contare che la guida alla sinistra non è cosi assai facile, ma Paolo si rivela un perfetto guidatore: mai un errore, mai un sbaglio di direzione. scoziaQuando l’ auto passa per pochi minuti nelle mani di Carlo, i marciapiedi di Glasgow tremano. Imboccata l’ autostrada ci accorgiamo che è totalmente gratuita. Siamo increduli quando notiamo incroci dove le auto improvvisamente svoltavano cambiando direzione. Da classici italiani, guida spericolata e tutta musica, in poche ore arriviamo a Edimburgo. Nei pressi del confine tra Inghilterra e Scozia non può mancare la foto di rito davanti al grande cartello che indica l’ inizio della terra scozzese. Non appena giunti in città, ci preoccupiamo da subito di trovare alloggiamento per la notte. Troviamo per caso un campeggio non troppo distante dalla città. Campeggio modello, erba come quella di un campo da golf, pulitissimo. E cosa assai gradita, per raggiungere il centro vi è nei pressi un comodo bus che parte ogni venti minuti. …una delle città più belle del mondo…Edimburgo è la capitale politica e culturale della Scozia, la regione autonoma all’interno della Gran Bretagna, e una delle più belle città del mondo. Geograficamente è situata presso la riva meridionale del Firth of Forth (estuario lungo circa 90km del fiume Forth), sul quale sorge il porto. Con i suoi incantevoli quartieri medievale e georgiano, dominata dalla rupe vulcanica dell’ Arthur’s Seat a sud e dalla Calton Hill a nord, la città è considerata una delle più affascinanti capitali europee. La città è famosa per le arti ( un tempo era conosciuta come ‘ l’Atene del Nord’ ). La città si suddivide in due grandi aree di interesse turistico separate da Princes Street, la via più trafficata del centro. La Old Town fiancheggia il crinale vulcanico tra il castello e il Palace of Holyrood, comprendendo la maggior parte del centro storico medievale stretto attorno ai vicoli delle zone del Grassmarket e del Royal Mile. edimburgoLa New Town, a nord, si sviluppò a partire dal 1767, quando ricchi mercanti estesero la città oltre le mura medievali. La zona raggruppa la più elegante architettura georgiana della Gran Bretagna.Edimburgo si affaccia sulla costa est della Scozia. La vera perla della Scozia, l’aristocratica Edimburgo, a nostro è avviso una delle città più belle del mondo. Il suo retaggio storico è testimoniato dagli antichi edifici che occupano tutta l’area centrale, stupende case del ‘500 e monumentali capolavori georgiani e vittoriani. Sono almeno 16 mila gli edifici considerati importanti sotto l’aspetto storico o architettonico, tanto che l’intera città è stata dichiarata Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco. Lo scorso dicembre un pauroso incendio partito da La Belle Angele, una delle discoteche più “in” dell’animata zona tra Cowgate e Lawnmarket, ha danneggiato molti edifici storici, compresa la prestigiosa Adam House, causando danni per milioni di sterline. Ma il disastro non ha messo in ginocchio la città: gli abitanti si sono rimboccati le maniche e hanno fatto rinascere quel quartiere a tempo di record. Il campeggio, bellissimo, è molto confortevole e pulito, come del resto l’intera Scozia. Posati i bagagli e montata la tenda, via bus raggiungiamo il centro cittadino per un primo contatto con la capitale scozzese. Ci incamminiamo lungo Princess Street, la grande arteria che confina con il Princess Street Garden e dalla quale si può ammirare il Castello di Edimburgo ( guarda la scheda ) in tutta la sua grandiosa bellezza. Percorriamo quindi High Street, per le sue vie acciottolate strette dove gli edifici ci riportano indietro di centinaia di anni. Il Royal Mile è un miglio di strada ( da Castle Hill a Canongate ) suddiviso in quattro spezzoni – le principali vie di transito della Edimburgo medievale – che dal castello scende all’ Holyrood Palace. Delimitata dalle mura cittadine, la ‘Old Town’ si sviluppò in altezza, con case fino a venti piani. Tra i 66 vicoli e i passaggi che si dipartono dalle vie principali è ancora possibile vivere l’ atmosfera medeivale della città. Lungo il Royal Mile numerose costruzioni di grande importanza si aprono ai nostri occhi.castello di edimburgo Il Parliament House, maestoso edificio in stile italiano, costruito nel 1630 per il Parlamento scozzese. La St. Giles Cathedral si erge in fronte al Parlamento. La High Kirk di Edimburgo , St. Giles è stranamente conosciuta come la cattedrale. Da qui John Knox diresse la Riforma scozzese ponendo l’ enfasi sulla preghiera individuale e sull’ abolizione dell’ autorità vescovile. Siamo davanti alla soglia di ingresso del castello, che domina dall’ alto la città. L’ entrata non è a buon prezzo, ma poco importa. Varcato l’ ingresso capiamo che la spesa sostenuta è insignificante di fronte ad un patrimonio di cosi grande valenza conservato all’interno di questa cinta muraria. Le vie all’ interno del Castello sono affollatissime di turisti di ogni dove. E’ jper molti versi una piccola città che sovrasta su questa rocca il territorio confinante. Vi sono alcuni punti della roccaforte da dove si può ammirare Edimburgo in tutta la sua bellezza, con un panorama mozzafiato. All’ interno del castello vi si trova la famosissima Scone of Destiny. Scone [sku:n] è un villaggio della Scozia centrale, a NE di Perth. Qui nacquero Maria Stuarda e Giacome VI, destinato a diventare il primo sovrano della Gran Bretagna unita con il nome di Giacomo I. All’ interno del castello si trova la Queen Margaret’s Chapel, la cui semplice architettura contrasta con quella più pomposa degli altri edifici. Nel castello si trovano anche le prigioni, dove vennero rinchiusi anche diversi prigionieri dell’ esercito napoleonico, in cui si possono osservare importanti graffiti del periodo, e dove trova posto un antico cannone, chiamato Mons Meg. Sempre nel castello hanno sede lo Scottish National War Memorial e lo Scottish United Service Museum. Nel palazzo, edificato nei secoli XV e XVI, è situata la Crown Room che ospita, oltre alla corona, lo scettro e la spada, ovvero le Regalia di Scozia ( doni rispettivamente di papa Alessandro VI e papa Giulio II ). Una notazione curiosa vuole che questi oggetti fossero stati dimenticati per molto tempo dentro ad un baule e ritrovati solo nel 1818 per l’ internamento di sir Walter Scott, il noto scrittore scozzese. Dopo aver passato quasi l’ intero pomeriggio all’ interno delle mura del castello, riprendiamo la via del campeggio per riposarci dopo una giornata cosi intensa.edimburgo di notte La notte che ci apprestiamo a passare lascia perplessi tutti noi a causa della temperatura. Il freddo si fa sentire inizialmente, ma il nostro sonno è cosi pesante che neanche una grandinata improvvisa avrebbe potuto svegliarci o renderci la nottata movimentata. Il mattino seguente ci alziamo ammirando con dispiacere la fitta nebbia, a nostra insaputa tipica della mattina. Dopo aver consumato la corposa (!!!) colazione a base di thè e un biscotto e mezzo a testa, ripartiamo per il centro città. Il tempo migliora incredibilmente e a metà mattinata esce un sole cosi caldo che ci porta a spogliarci dei nostri maglioni…Passiamo un paio di orette sdraiati nel magnifico parco Princess Street Garden, dove si erge il grandioso Scott Monument. Consumiamo il nostro pranzo al Mc Donald’s di turno e quindi riprendiamo la strada che porta all’ entrata dell’ Edimburgh Castle, ovvero High Street. La bellezza di questa strada ha davvero dell incredibile e la piazza del parlamento non fa eccezzione. Il percorso del Royale Mile ( guarda la scheda ) porta ad incrociare la piazza del parlamento, alla cui vicinanza si erge la magnifica St.Giles Cathedral. Riservata al culto presbiteriano, ha origini normanne. La giornata si rallegra quando per caso scorgiamo un italiano intento a rubacchiare, colto in flagranza di reato! Il pomeriggio cazzeggiamo per le vie del centro città, in modo particolare tra i grandi negozi che si affacciano sulla bellissma Princess Street. I nostri pasti sono sempre molto esigui, cosi come in fondo le colazioni mattuttine, ridotte a pochi biscotti e un bicchierino di thè. Questa giornata è dedicata allo spasso, fino quando giunge l’ ora di tornare in tenda. La giornata successiva, ultima a Edimburgo prima di ripartire per la Scozia del nord, la dedichiamo alla National Gallery. La National Gallery of Scotland (in lingua italiana Galleria Nazionale di Scozia) è una galleria d’arte di Edimburgo, la capitale della Scozia. La costruzione che ospita la galleria è un edificio in stile neoclassico del 1859, anno in cui fu inaugurato il museo, e fu progettata da William Henry Playfair. La vasta ed importante collezione di opere di grande prestigio fanno del National Gallery di Edimburgo una delle più importanti gallerie d’arte della Gran Bretagna. Sono di proprietà della galleria opere appartenenti ad autori illustri quali Tintoretto, Tiziano, Raffaello, Botticelli, Poussin, Claude Lorraine, Rembrandt, Rubens, Reynolds, Gainsborough, Chardin, Antonio Canova, Van Gogh, Claude Monet solo per citarne alcuni. edimburgo galleria nazionaleTra le opere più prestigiose presenti nella galleria di Edimburgo troviamo la bellissima scultura di Antonio Canova “Le tre grazie”. Onestamente, oggi come oggi, non ricordo quest’ opera. Ricordo unicamente che è stato il mio primo contatto con opere di cosi grande importanza storica. Nell’ ultima stanza, ricordo essere rimasto molto meravigliato di fronte a quadri di celebri pittori quali Van Gogh, Monet, Rembrant e Cezanne. Tutti in pochi metri quadrati. Sensazionale. Nel nostro Paese è impensabile una mostra di questa valenza a costo gratuito. Alla National l’ entrata era invece libera. Una volta ammirato queste opere usciamo per le nostre ultime ore a spasso per le vie di Edimburgo. Si, è davvero una delle città più belle da me viste. Piccola nota negativa, i cittadini scozzesi sono un poco burberi, ma sempre disponibili e cortesi. Ripartiamo alla volta di Stirling, una cittadina situata a nord di Edimburgo. Situata tra le Ochill Hills e le Campsie Feels, la città di Stirling si sviluppò attorno al castello, storicamente una delle fortezze più importanti della Scozia. Sotto il castello, la Old Town è ancora difesa dalle mura originiarie, costruite nel XVI secolo per difendere Maria Stuarda, regina di Scozia da Enrico VIII. In questa piccola città il tempo sembra essersi fermato ai secoli degli aspri combattimenti contro gli inglesi. Vicino a Stirling, gli scozzesi guidati da Re Robert I sconfissero l’ esercito di occupazione inglese, guadagnandosi cosi tre secoli di indipendenza. La nostra prima visita è diretta al Castello di Stirling ( guarda la scheda ), dove entriamo mischiati a un gruppo di italiani. Questo castello, di grande importanza, è stato per molti secoli spettatore della nascita e della morte di molti sovrani scozzesi. Per secoli al centro della stroria scozzese, questeo stupendo castello che si innalza su un dirupo roccioso è uno dei più eleganti esempi di architettura rinascimentale della Scozia. La leggenda vuole che re Artù sottrasse il castello originiario ai sassoni, ma in realtà non vi è alcuna testimonianza anteriore al 1124. Il presente edificio risale ai secoli XV e XVI e venne difeso per l’ ultima volta contro i giacobini nel 1746. Dal 1881 al 1964 servi da punto di raccolta delle reclute da Argyll e dal Sutherland; ora non assolve alcuna funzione militare. stirling scoziaStirling è davvero una bellisima cittadina, dove si respira l’ aria tipica scozzese, dove davvero la natura sembra fondersi con le opere costruite dalla mano dell’ uomo. Una piccola città ideale, rimasta architetturalmente ai secoli passati ma senza nascondersi al futuro. Su una collinetta poco distante dal centro di Stirling si ammira nella sua grandezza il William Wallace Monument. William Wallace, grande patriota scozzese (noto al grande pubblico attraverso il film vincitore d’Oscar Braveheart), nel 1297 sconfisse gli inglesi; per ricordarlo nel 1869 è stato innalzato il Wallace Monument, in stile neogotico, alta 77 metri. Situata sul tratto navigabile più alto del Forth e sul punto di passaggio per le Highlands,questa città si ritrovò al centro delle lotte per l’ indipendenza scozzese. Dal castello si dominano sette campi di battaglia, tra cui proprio quella inflitta agli scozzesi da W.Wallace. La salita che porta al monumento si trova in mezzo al bosco, dove all’ inizio della salita si trova la statua dedicata a Mel Gibson, attore nel pluridecato Braveheart. La vista della pianura circostante dal monumento è davvero magnifica, il che ripaga la fatica per la lunga salita che porta ad esso. Il giorno seguente ripartiamo con destinazione Perth, dove però non sostiamo. ..Glamis e i suoi fantasmi, Glamis e Macbeth…Proseguiamo in auto verso Glamis, dove si erge l’ omonimo castello. E’ una delle costruzioni più misteriose della Scozia: si raccontano strorie di fantasmi, streghe, fate. Il castello di Glamis è descritto nel Macbeth di Shakespeare, ambientata nella Duncan’s Hall. Il castello, nel suo attuale aspetto, risale al tardo Seicento, ma si pensa che venne utilizzato la prima volta come residenza reale nell’undicesimo secolo. La regina Elisabetta, la madre dell’attuale regina ha trascorso la sua infanzia in questo castello. Tra tutti i castelli scozzesi, quello di Glamis è uno dei più misteriosi e frequentati (così di dice) dai fantasmi. Il parco che su cui sorge il castello è vastissimo, l’ erba come quella dei campi da golf sembra disegnata a matita. L’ interno del castello è molto particolare, vi sono stanze antichissime e altre più recenti. Nella stanza da letto della regina Elisabetta riesco ad evadere i controlli e a posare il mio sedere sulla sedia dove la stessa regina passava le sue giornate. Molte sale sono aperte al pubblico, tra queste la Duncan’s Hall, la più antica del castello, quella nella quale Shakespeare ambientò l’ omicidio del re in Macbeth. Dopo aver consumato il pranzo nel parco del castello e dopo esserci riposati su questo enorme ‘campo da golf’ ripartiamo nel primo pomeriggio spingendoci sempre più a nord. Ci dirigiamo a tutta velocità nella valle dei Whisky ( guarda la scheda ). distilleriaNel nord-est della Scozia, sulle rive del fiume Spey si trova la più alta concentrazione del mondo di distillerie di whisky, ben 43, tra le quali marchi di grande fama come Glen Grant, Chivas, Glenlivet, Macallan e Aberlour. Vicino a Rothes, si trova la fabbrica dove si produce il Glen Grant. Decidiamo di sostare e visitare questa grande ed unica al mondo fabbrica di whisky. La visita guidata alla distilleria è gratuita, in italiano e molto esaudiente. La visita all’ interno fabbrica termina con un suggestivo filmato durante il quale James Grant, il fondatore, racconta la sua storia e quella della distilleria. L’audio in cuffia è in italiano e durante la visione del filmato vi offriranno una degustazione del whisky Glen Grant. Rimaniamo stupiti della bellezza del parco (voluto dallo stesso fondatore) all’ interno della fabbrica stessa. Tale parco nasce dalla passione di James Grant per il verde e la natura: pensate che per la produzione di whisky nella distilleria, completamente computerizzata, lavorano 6 operai; per la manutenzione del parco sono invece quotidianamente impegnati 11 giardinieri.



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La giornata prosegue splendidamente, visitare questa parte di Scozia è davvero intrigante per noi giovani saluzzesi. Siamo giunti solo a metà viaggio, ma già siamo molto soddisfatti di come procede la nostra avventura. Riprendiamo il viaggio in direzione Elgin. Sbagliamo strada perdendoci nel verde della Scozia, tra grandi laghi e pianure vastissime fino a quando una persona del luogo alla nostra richiesta di informazioni, ci riporta alla realtà : la direzione cui dovevamo prendere è opposta a dove in realtà siamo. Fatta marcia indietro, raggiungiamo dopo un paio di ore Elgin, per visitare le rovine della cattedrale. Conosciuta come la ‘lanterna del nord’, fondata nel 1224, fu incendiata nel 1390 e cadde in rovina dopo la riforma. Situata in King Street, rimangono pochi resti di questo capolavoro architettonico della Scozia. Le file delle finestre ricordano la cattdrale di St Andrews. Un tempo conosciuta come ‘ Lantern of the North ‘, la cattedrale venne danneggiata come detto sopra nel 1390 dal Wolf of Badenoch ( il figlio di Roberto II ) dopo essere stato scomunicato dal vescovo di Moray. Subì ulteriori danni nel 1576. A causa della stanchezza mischiata allo stress del viaggio in auto, avviene l’ unica diatriba del viaggio tra me e Paolo, per colpa di una stradina presa erroneamente. Una banalità e la normalità viene ristabilita. rovine della cattedrale di elginIl nostro viaggio continua rino a raggiungere la costa nord del Paese. Arriviamo a Lossiemouth, piccolo paese sul mare. Cosa vi può essere di meglio di un posto tranquillo per un riposo necessario dopo ore e ore di auto? Appena arriviamo in campeggio notiamo da subito qualcosa di strano e particolare. Il campeggio e’ quasi completamente deserto. Siamo a ferragosto, ma per le vie della città non vi è anima viva. Crediamo di trovarci in una città fantasma. Il tempo è cupo, il vento soffia senza darci particolari problemi e la temperatura mite nonostante il calendario dica agosto. Vi è in questa cittadina una spiaggia bellissima, incantevole. La voglia di un bagno è grande, ma il freddo ci impedisce di toglierci anche solo una maglia, figurarsi rimanere in costume. Dopo un sopralluogo alla città torniamo in campeggio dove dopo alcuni calci al pallone siamo costretti da una famiglia a smettere per il rumore da noi causato. Ma quale rumore?  Risulta un’ impresa montare le nostre tende con il forte vento: esse non riescono a stare in piedi, e siamo quindi costretti a legarle con un cordino alla portiera dell ‘auto! Terminata la difficoltosa operazione di montaggio delle tende, siamo pronti a consumare la cena in un pub all’ interno del campeggio. Con nostra grande sorpresa e piacere, scoviamo al suo interno molte persone intente a far festa. Inizio a pensare che tutti gli abitanti di Lossiemouth sono riuniti in questo pub… Dopo un paio di birre torniano in tenda per un meritato riposo notturno. La notte avrebbe dovuto essere da conforto alla nostra stanchezza , ma la temperatura scende al di sotto dello zero rendendo quasi impossibile il sonno. Sfoggiamo, per la notte, il nostro abbigliamento stile Polo Nord: doppia calza, doppio pantalone, t-shirt-camicia-maglia-maglione-giubbotto. Raggomitolati come ricci dentro il saccoapelo. E come se non bastasse, oltre alla temperatura sotto zero, anche i caccia della Royal Air Force non rendono facile il nostro sonno. Ecco svelato l’ arcagno segreto del campeggio semivuoto: agosto e temperatura sotto lo zero, tranquillità pari a zero visto che ogni 5 minuti decollano dalla base ( a poca distanza dal campeggio ) della Royal AF diversi cacciabombardieri. Eh si, davvero una bella e tranquilla notte! Al mattino ci alziamo tutt’ altro che riposati ma l’ idea della colazione ci da conforto. La temperatura è sempre vicina allo zero termico. Il nostro fornellino non riesce a scaldare l’ acqua, perennemente fredda. Il che vuol dire niente colazione: niente thè e biscotti. Tristezza!!! Ripartiamo, dopo aver smontato le nostre tende, per Inverness. E’ la città più a nord (stessa latitudine del sud della scandinavia) della Scozia ed è considerata la porta delle Highlands. E’ situata sulla foce del fiume Ness. I suoi edifici sono relativamente recenti (XIX sec d.C.), costruiti sulle rovine dell’Inverness distrutta nelle varie epoche maggiormente burrascose fatte di guerre e rivalità secolari; lo stesso castello risale al periodo che va dal 1834 al 1847. Essendo posta su di una confluenza di vie marittime e terrestri ha avuto influenze di popolazioni diverse, quali pitti, vichinghi, inglesi e clan scozzesi. Passiamo la nostra giornata camminando per le vie pedonali di Inverness, dal Castello della città fino alle rive del Loch Ness. lago di lochnessDopo aver passato la giornata ad Invernees, ripartiamo per il castello di Dunrobin. Situato nei pressi di Dornoch, il Dunrobin Castle è un immenso castello la cui costruzione risale al XIII^ secolo, anche se è stato più volte restaurato.

Ha un’ architettura un pò fiabesca e la sua posizione sul mare è molto spettacolare, con magnifici giardini all’italiana. Il parco è curato maniacalmente ed è davvero molto bello. E’ proprio qui passiamo gran parte del pomeriggio, stravaccati per un meritato riposo. La visita all’ interno è molto interessante, le stanze del castello sono arredate in stili assai diversi tra loro. Il castello è tuttora abitato dai Conti Sutherland, famiglia da sempre unica proprietaria. Rimaniamo molto sopresi quando in una teca posta all’esterno di una delle numerose stanze, notiamo custodita una scarpa del nostro gran compatriota Garibaldi! Ma che ci farà qui?E come ci è arrivata?? Misteri scozzesi… Facciamo il punto della situazione: Dornoch è il luogo più a nord che possiamo raggiungere. Abbiamo quindi la necessità di tornare verso sud. Costeggiamo il Loch Ness, ma essendo ormai sera andiamo alla ricerca di un posto dove passare la notte. Troviamo un campeggio lungo il lago e fortunatamente per noi, passiamo una notte in totale tranquillità. Neppure Nessie avrebbe potuto disturbare il nostro sonno. La mattina , svegliati di buon ora, ripartiamo con la nostra auto costeggiando il Loch Ness nella speranza di vedere un qualcosa che potesse assomigliare a Nessie. Invano! Pazienza, di mostri ne vedremo molti quando torneremo nella nostra cittadina. Costeggiamo il Loch Ness fino a Invermoriston, dove svoltiamo in direzione Portree, cittadina situata a nord dell’ Isola di Skye ( guarda la scheda ), nelle isole Ebridi. Il ponte che collega l’ isola di Skye alla terraferma ( ovvero Kyleakin con il Kyle of Lochalsh ) è, con nostra grande sorpresa, a pagamento. Il territorio che porta a Portree è molto particolare e senz’ altro unico. Un sola stada in mezzo ad un territorio dall’ aspetto lunare. Come se non bastasse una leggera nebbia rende questo paesaggio davvero suggestivo ed intrigante. Portree ( guarda la scheda ) ( che significa ‘ porto del Re ‘ e deve il suo nome alla visita di Giacomo V nel 1540 ) è una piccolissima città, capoluogo dell’ isola, dove però si può trovare qualsiasi cosa uno abbia necessità. Dornoch scoziaDopo un paio di ore passate in questa piccola cittadina, ripartiamo ripercorrendo la stessa strada e giunti in prossimità del ponte che collega Skye alla terraferma, con nostra grandissima sopresa, scorgiamo che per lasciare l’isola è necessario versare lo stesso importo dell’ andata! Pazzesco! Amaramente paghiamo il dovuto e abbandoniamo l’ isola immettendoci lungo il lago più noto della terra scozzese. Lungo il Loch Ness sorge quello che è ritenuto il castello più famoso agli occhi del mondo, della Scozia: l’ Elian Donan Castle. Il Loch Ness con la sua lunghezza di 39 km ed una larghezza e profondità pari a rispettivamente 1.50 km e 305 metri, occupa la metà settentrionale della faglia della Great Glen, che divide le Highlands da Fort William a Inverness. Famoso per Nessie, il mostro avvistato per la prima volta nel VI secolo, ha attirato milioni di curiosi da quando negli anni ’30 furono scattate foto enigmatiche. Verità o semplici prese in giro? Noi costeggiamo il lago per moltissimi chilomenti, ma di Nessie nemmeno l’ ombra. Ahimè! …Eilean Donan Castle e Highlander…Eilean Donan è uno dei castelli scozzesi più conosciuti e fra i più facilmente identificabili grazie alla sua ‘partecipazione’ al mitico film ‘Highlander’. Un bel ponte in pietra ci conduce verso l’isolotto di Eilean Donan, soggetto alle maree come tutto il Loch Alsh, sul quale sorge il castello. La costruzione originale risale al 1220 ad opera dei MacKenzie di Kintail, su loro concessione dal 1509 i MacRae divennero i conestabili del castello. Difeso con successo dagli attacchi del ‘Signore delle Isole’ (Lord of the Isles – MacDonald) nel 1539, fu distrutto dai cannoneggiamenti delle fregate inglesi quando nel 1719 venne dai Giacobiti Spagnoli. Da allora rimase in rovina fino al 1912, anno nel quale furono intrapresi i lavori di restauro, durati 20 anni. Il castello ‘integro’ fu il soggetto di una visione di Farquhar MacRae, poi confermata dal ritrovamento delle planimetrie originali nel Castello di Edinburgo. L’ingresso con saracinesca ci conduce al cortile interno e subito di fronte a noi una scala in pietra ci conduce all’interno della torre principale, nella Billeting Room, dotata di bel soffitto a volta e finemente arredata. Le mura sono spesse più di 4 metri. Infatti l’ umidità si fa sentire! Al piano superiore troviamo la Banqueting Hall con soffitto ligneo, un bel camino decorato con stemmi araldici e una collezione d’armi. castello di highlanderQui possiamo ammirare un frammento del Tartan appartenuto a Bonnie Prince Charlie, una delle sue lettere, una ciocca di capelli di James III, la spada di John MacRae e altre curiosità. Una porta è incisa con i nomi dei conestabili che si sono succeduti al castello attraverso i secoli. La torre pìù bassa è stata completamente ricostruita, fra le due si accede ad un piccolo imbarcadero sul Loch. E’ davvero bello questo piccolo castello posto sulla riva del Loch Ness. Peccato per l’ enorme numero di persone che lo assalgono quotidianamente. Passiamo la notte nei dintorni del castello in un campeggio immerso nel verde, dove mucche e altri animali di ogni genere e tipo si avvicinano in tutta tranquillità alla nostra tenda. Per cena mi concedo a malavoglia una pasta con funghi, che nella notte mi darà molti problemi di stomaco…La notte passa serenamente e la mattina, consumata la nostra immancabile e misera colazione, siamo pronti a ripartire per la nostra ultima meta in terra scozzese: Glasgow. Giunti nella capitale ufficiale della Scozia, rimango alquanto deluso. Glasgow ,se cosi si può dire, non sembra essere una città scozzese dove verde e natura sono padroni incontrastati del territorio. La capitale sembra una qualsiasi metropoi europea, con il suo traffico, le sue ciminiere, le sue vie non molto pulite. Trascorriamo un solo giorno a Glasgow, pronti a ripartire per Londra. Il viaggio di ritorno è lungo e faticoso, dovuto anche alla pioggia incessante che si abbatte su noi. Ma Paolo, nonostante il buio e le condizioni meteo avverse, se la cava egregiamente. Come del resto ha fatto in tutto il lungo viaggio. Guidare alla sinistra può sembrare una banalità, ma non è cosa semplice. cattedrale di glasgowSvoltare nella corsia giusta ad ogni incrocio può essere particolarmente difficile a causa della nostra abitudine europea. Paolo non commette un solo errore in questo lungo viaggio. Solo una volta siamo stati rimproverati per la nostra guida, ed esattamente quando la nostra auto aveva invaso per pochi centimetri la corsi opposta. Prontamente un uomo della Police inglese, in motocicletta, ci sorpassa intimandoci lo stop: gridando frasi incomprensibili a noi, ci fa capire che dobbiamo prestare una maggiore attenzione alla guida. Annotazione prontamente recapitata. Giungiamo finalmente in piena notte a Londra. Sostiamo davanti all’ aeroporto di Stansted dove il sottoscritto inizia a giocare per un oretta col supertele appena acquistato: un bambino esaltato. Parlare, raccontare, commentare questo lungo viaggio mi ha fatto tornare in mente quei giorni, spensierati e allegri insieme ai miei amici. Merito anche della Scozia!
Amici in questo viaggio: Paolino, Paolo S., Carlo G.
Canzoni: l’ album dei Red Hot Chili Peppers, Californication.


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