Tour: Zilupe, Nelidovo e Mosca


Tour Europa dell’Est in camper – SECONDA PARTE: Zilupe, Nelidovo e Mosca

GIOVEDI’ 25 GIUGNO
ZilupeAndiamo verso Zilupe, il posto è talmente piccolo e insignificante da essere totalmente ignorato dal satellitare. Per trovare la strada lo punto su Mosca, deve passare obbligatoriamente da lì. La strada inizialmente scorre abbastanza veloce, poi troviamo una serie infinita di cantieri. Il paesaggio è molto verde e diverso da quello cui siamo abituati. Le città vere e proprie sono poche e molto distanziate fra di loro,nel mezzo piccoli agglomerati o case sparse nella maggior parte dei casi in legno. Ci domandiamo come debba essere qui la vita nel lungo inverno (è una domanda che ci faremo frequentemente da qui in avanti). Arriviamo a Zilupe in pomeriggi. Il paese è pulito e ordinato anche se da l’impressione di essere quasi dimesso. Ha una piccola deliziosa chiesetta con le cupole a cipolla azzurre. Abbiamo parcheggiato in una piazza nella quale ci dicono che domani ci sarà il mercato, la cosa non ci tocca, quella di domani sarà una levataccia. Alle 6 arriverà il nostro accompagnatore, quindi sveglia alle 5 (quattro ora italiana), dovremo attraversare la frontiera con la Russia, si prevedono ore in dogana e poi una tappa di puro trasferimento verso Mosca con sosta notturna a Nelidovo. Abbiamo già portato avanti di un’ora rispetto all’Italia l’orologio, domani lo porteremo avanti di un’altra ora. Sulla piazza insieme a noi ci sono gli altri 5 equipaggi che partecipano al tour, uno di Reggio Emilia, due di Torino, uno di Casale e uno di Vicenza. A differenza di noi sono arrivati in ordine sparso e tali resteranno per tutto il viaggio.



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VENERDI 26 GIUGNO
doganaIl nostro accompagnatore , sig. Ugo della San Pietroburgo, è puntualissimo. Dopo una breve riunione in cui ci ha spiegato le modalità del passaggio alla frontiera e fissato il punto , presso il distributore subito dopo la frontiera dove ci si deve fermare ad aspettare man mano che si passano le operazioni doganali, partiamo incolonnati. La dogana è a pochi km. Fortunatamente non c’è la coda dei tir, siamo preceduti solo da una decina di auto private, meglio di quanto potessimo desiderare! Ci suddividono in due colonne, i lettoni controllano solo i passaporti e ci fanno procedere. I russi controllano i documenti, ritirano la carta di immigrazione (che Ugo aveva precedentemente compilato per noi facilitandoci l’operazione), poi entrano a controllare i singoli camper. L’ispezione del nostro viene fatta da due ragazze che appaiono più curiose che convinte, danno uno sguardo sommario interessandosi all’arredamento, fanno aprire il gavone ma non ad esempio i contenitori che abbiamo dentro, ci fanno aprire sotto i sedili ma l’occhiata è fugace. Siamo in dieci e quindi l’operazione porta via un bel po’ di tempo. Man mano che usciamo ci fermiamo al distributore indicato per il rifornimento, il gasolio costa circa 60 centesimi di euro! Quando siamo tutti pronti Ugo, ci da istruzioni per la sosta a Nelidovo, viaggeremo in libertà per non obbligare nessuno a tenere un ritmo determinato. La sosta dovrebbe essere al km 323 , comunque ci assicura Ugo, che viaggia su una 4×4, lui sarà ad aspettarci sulla strada. Vista l’ora decidiamo di farci un panino, ci aspettano circa 350 km di strada che sappiamo impegnativa, ma non immaginiamo quanto.  I primi 70-80 km sono pieni di scossoni, tutti una buca. percorrere la stradaRimpiangiamo quasi quei limitati tratti di binario delle strade polacche che in confronto sono tavoli da biliardo! La strada fino a Nelidovo è un delirio, dove non ci sono le buche ci sono i cantieri, e che cantieri! Chilometri e chilometri di sterrato a doppio senso, facendo lo slalom fra i tir che procedono in direzione opposta. Questi tratti sono talmente lunghi che non è possibile gestirli con un senso unico alternato, quindi ci si arrangia come si può facendo attenzione a non finire nei fossi di lato. Aveva appena piovuto quindi non vi dico il fango e in quali condizioni fossero ridotti i nostri mezzi; se fosse stato bel tempo la storia non sarebbe stata diversa, polverone da silicosi assicurata! Dopo ore di sofferenza giungiamo a Nelidovo, il km 323 non si vede (scopriremo poi che è leggibile solo provenendo da Mosca , quindi in senso inverso) non si vede neppure Ugo che avrebbe dovuto precederci. Riteniamo quindi in base alle indicazioni e al fatto che Ugo non si sente neppure al CB che si debba andare all’area di sosta successiva, ci sobbarchiamo altri 25 km di sofferenza ma all’area successiva non c’è nessuno. Il CB continua a restare muto nonostante i numerosi appelli, finalmente squilla il cellulare, è Ugo. Ci dice che siamo troppo avanti e quindi dobbiamo tornare indietro, altri 25 km di sofferenza e nervosismo. Quando arriviamo siamo furibondi, finalmente è leggibile il km 323, corrispondeva all’area che avevamo visto in precedenza, Ugo si giustifica dicendo di essere stato fermato dalla polizia e che noi saremmo stati degli insensati a procedere oltre.nelidovo camper Noi però avevamo indicazioni imprecise e la sicurezza di trovarlo ad aspettarci in modo visibile. quindi non pensavamo di essere più avanti. Superate le divergenze, parcheggiamo in questo spiazzo sorvegliato, recintato da un alto muro sovrastato da filo spinato e all’ingresso la torretta con una guardia armata e il cancello. Mi guardo in giro con un po’ di timore, il posto sarà certamente sicuro ma incute un una certa impressione, non è che domattina ci ritroviamo tutti ad ammirare la siberia?? A parte queste considerazioni il motel vicino e il suo ristorante ci accolgono in un ambiente discreto e pulito, la cortesia non è certo una caratteristica dei russi (quando va bene, sono educati ma non cortesi, quando va male sono proprio cafoni, nella normalità mediamente imbronciati e poco disponibili). Mangiamo molto bene , l’approccio con la cucina russa è positivo. Ci sono numerosi antipasti , servono un ottimo salmone all’ananas con patatine , un zuppa di carne molto buona ed infine il gelato. La stanchezza si fa sentire, temiamo di non dormire a causa del rumore del frigo di un tir vicino, ma non c’è pericolo siamo talmente fusi che piombiamo senza sentire nulla.


SABATO 27 GIUGNO

Dobbiamo fare altri 350 km per arrivare a Mosca e i primi 250 sono sempre terribili, la strada che si percorre non è sicuramente degna di una nazione avanzata visto che oltretutto è l’unica strada e non ci sono alternative, le laterali che portano ai paesi spesso costituiti da raggruppamenti casupole di legno nelle quali la vita deve essere veramente difficile, sono asfaltate per il primi 10-20 mt poi si tratta di sterrati degni del camel -trophy! Arrivati a 120- 130 km da Mosca la musica cambia, la strada si allarga a due corsia per senso di marcia e l’asfalto è degno di questo nome. circo moscaNon si può chiamare autostrada nel senso che lo intendiamo qui, è percorribile da qualsiasi mezzo comprese le biciclette, vi si può fare inversione di marcia e qualche volta è attraversata dai pedoni. Nonostante sia sabato, il traffico di Mosca è indicibile, mentre siamo fermi in coda notiamo una delle tante stranezze e contraddizioni di questa nazione, ci sono auto che girano tranquillamente prive di qualsiasi targa (scopriremo il fastidio che dà il senso di impunità evidente di talune categorie che stride con la mania delle regole e con la burocrazia a volte ai limiti della stupidità). Il parcheggio al quale ci appoggiamo è all’interno degli impianti sporti sulla riva della Moscowa, il posto è carino in un bel viale alberato e comodo al centro. Possiamo utilizzare i servizi igenici dell’impianto sportivo. I bagni e le docce sono pulite e ordinate anche se non vicinissime, l’area dedicata al CS si nota che è stata creata come ripiego ma funziona , così come funziona l’allaccio alla rete elettrica. Abbiamo giusto il tempo di darci una rinfrescata che ci aspetta il primo appuntamento, quello col circo di Mosca. Nel tardo pomeriggio prendiamo la metropolitana e andiamo ad ammirare questo spettacolo bellissimo. Peccato non poter capire le battute dei pagliacci, ma in fondo il loro linguaggio mimico è internazionale e le risate sorgono spontanee. A fine serata siamo distrutti ma contenti di non aver rinunciato in nome della stanchezza.

DOMENICA 28 GIUGNO
piaza rossaOggi ci aspetta una giornata molto lunga e intensa, siamo un po’ preoccupati per Zara che dovrà restare molte ore da sola, non ha mai dato problemi è al fresco sotto gli alberi e le lasciamo un filo di aria condizionata una grande ciotola di acqua e il suo cibo ma ci dispiace lo stesso. Partiamo con un autobus turistico alla volta della Piazza Rossa (che in russo vuol dire bella).  Arriviamo giusto in tempo per ammirare il cambio della guardia al monumento del milite ignoto, la cerimonia è sicuramente particolare. Vediamo da fuori il mausoleo di Lenin , il Cremlino e la cattedrale di San Basilio (li visiteremo bene successivamente ). Andiamo a fare una passeggiata nella famosissima Via Arbat, isola pedonale (l’unica di Mosca) con i suoi negozi , compriamo qualche souvenir e dei dolci buonissimi in una pasticceria dall’italianissimo nome “ Costa”. Infine andiamo a visitare il cimitero di Novovidechi, vi sono sepolte moltissime personalità della storia politica e artistica di questo paese. Le nostre cambuse piangono quindi ci portano a rifornirci ad un supermercato, non manca di nulla ,compriamo un po’ di gastronomia pronta e verso le 14 torniamo ai camper in vista dell’uscita lunghissima che ci aspetterà nel pomeriggio. Facciamo uscire un po’ Zara che ci accoglie tutta contenta, verso le 17 andiamo a fare un bel giro sulla Moscowa, le sue rive spesso dotate di prati e passeggiate sono affollate di persone che prendono il sole, qualcuno ha anche il coraggio ( e lo stomaco) di bagnarsi. Via ArbatLa serata continua in un ristorante dove un (come al solito) poco cortese cameriere ci serve una cena a base di insalatine, salmone,un composto di funghi e il solito gelato. La cena di Nelidovo era stata qualitativamente decisamente meglio, questa è anche più cara (25 euro a testa esclusa la birra, a Nelidovo ne avevamo speso 17), la bottiglietta d’acqua è compresa ma attenzione le forniscono da 33 cl, cioè come una lattina! Finiamo la serata in giro By-night, visitando la stazione della Transiberiana dove c’è moltissima gente che affronta questo viaggio fino a Vladivostok di circa 9000 km. Una settimana in treno! Poi andiamo ai giardini della Vittoria dove le spettacolari fontane illuminate di rosso stanno a significare il sangue versato dai caduti in battaglia,in conclusione torniamo nella Piazza Rossa che illuminata ha una suggestione tutta sua e valeva la pena vederla. Torniamo che è luna di notte, siamo un po’ in apprensione per Zara e per gli eventuali disastri ma tutto è a posto e la nostra bambina felicissima del nostro ritorno. Ci sentiamo in colpa per averla dovuta lasciare tanto tempo sola ma non si può fare altrimenti, lei inoltre svolge il suo compito di guardia.


LUNEDI 29 GIUGNO

La guida di stamattina si chiama Helena, è una simpatica signora che parla molto bene italiano ed è preparatissima. Ci porta a vedere la chiesa del Redentore (chiusa, perché qui del fatto che i turisti vadano a visitare le cose non può importargliene di meno), è stata completamente ricostruita e restaurata perché durante il periodo bolscevico era stata trasformata in piscina. Sotto c’è un interessante museo delle icone, paghiamo per visitarlo e prendiamo i biglietti per tutti. San Basilio moscaDopo un po’ che siamo dentro si presenta un usciere che sbraita, Helena ci dice che ha visto Davide con i pantaloni a pinocchietto (bada bene non corti) e secondo lui non sono sufficientemente decorosi, avrebbe la pretesa di farlo uscire, io mi rifiuto di lasciarlo andare, se c’erano problemi dovevano dirlo subito e non farci prendere il biglietto. Il tipo continua con i suoi mugugni ma lo ignoriamo totalmente. Prima di pranzo andiamo a Visitare quella meraviglia di San Basilio, Ugo ci aveva detto che non ne valeva la pena, ma non è assolutamente vero!!! E’ bellissima, forse col suo metro di valutazione sarebbe stato meglio un casinò (magari anche senza accento sulla o………). Noi invece siamo stati entusiasti! Mentre Helena accompagnava il gruppo che aveva acquistato il pacchetto gastronomico al ristorante di destinazione, noi siamo andati a pranzo in un self nei magazzini GUM, abbiamo pranzato benissimo con 7 euro a testa. Nel pomeriggio abbiamo visitato il Cremlino e le sue chiese e quello splendore del museo dell’ Armeria che consiglio di andare assolutamente a vedere. All’interno ci sono numerosi tesori degli Zar, i troni , le carrozze e gli abiti da incoronazione, è veramente splendido. Visitiamo anche parecchie stazioni della metropolitana , alcune sono vere opere d’arte, ricche di mosaici e vetrate liberty. Concludiamo la serata con una bella tavolata sotto gli alberi e con Zara che scorrazza felicemente libera, per fortuna non c’è nessuno che ha paura e non la dobbiamo tenere al guinzaglio. Tutti le assicurano una dose abbondante di coccole.

Il raconto di viaggio continua: TERZA PARTE –> Mosca in direzione San Pietroburgo.

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