10 migliori città al mondo dove trasferirsi e trovare lavoro. Malissimo le italiane

Sono tanti i professionisti e non, che dopo gli studi, o anche prima, decidono di trasferirsi all’estero per avere migliori opportunità di lavoro. Expat City Ranking è l’annuale classifica realizzata da InterNations che indica le migliori città al mondo nelle quali trasferirsi per lavoro. Male le italiane.


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Valencia (ph credit Pixabay)

Expat City Ranking: classifica 2022

Le migliori città dove trasferirsi per lavoro, secondo questa speciale classifica, sono Valencia, Dubai e Città del Messico, dove è molto più semplice essere impiegati in qualsiasi ambito lavorativo per avviare una carriera nella professione di propria competenza. La classifica si basa sulle opinioni di circa 12mila espatriati che rappresentano 177 nazionalità e residenti in 181 paesi nel mondo. I criteri per stilare la top 50 riguardano: qualità della vita, facilità di inserimento nel mondo del lavoro, prospettive sulla vita lavorativa e soddisfazione economica.

La città migliore per i cosiddetti expat è Valencia. Nella città spagnola è stata rilevata un’ottima qualità della vita in termini economici (si spende meno rispetto ad altre località), c’è sicurezza urbana e facilità di inserimento nel lavoro, anche se per prospettive di carriera risulta essere indietro rispetto ad altri centri. Poi c’è Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, dove è facile inserirsi grazie ai rapporti con i governanti locali e i servizi digitali. Molto conveniente, poi, è Città del Messico con un ridotto costo della vita, anche se pecca in ambiente, clima e sicurezza. Al quarto posto c’è Lisbona, la città portoghese che offre ottime opportunità. A seguire Madrid, la capitale spagnola. La classifica viene completata da Bangkok, in Thailandia (sesta); Basilea, in Svizzera (settima); Melbourne, in Australia (ottava); Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti (nona) e Singapore (decima). Le peggiori sono Johannesburg (Sud Africa), Francoforte (Germania) e Parigi (Francia). Più dietro ancora le città italiane che offrono poco inserimento nel mondo del lavoro.