Crisi climatica: potrebbero sparire tutte le conchiglie per i mari troppo caldi

Sara Perazzo
  • Dott. Storia Medioevale

L’allarme è stato lanciato quest’estate dal report SEAstainable della Worldrise Onlus, associazione specializzata nella conservazione e valorizzazione dell’ambiente marino. Tra 50 anni potrebbero sparire tutte le conchiglie a causa dei mari troppo caldi e acidi.

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Crisi climatica: conseguenze irreparabili

Le conchiglie da sempre accompagnano l’evoluzione della terra e dell’uomo. Basti pensare che il primo monile della storia fu realizzato con perle circa 142 mila anni fa. Sviluppate da alcuni animali ai fini della sopravvivenza, oggi sono presenti 20mila specie di bivalvi, tra i 40 e 100mila gasteropodi e molti altri molluschi. Un patrimonio che rischia di scomparire a causa dell’uomo. Le cause? Si va dai combustibili fossili agli effetti della deforestazione. Gli esperti avvertono che se non ci fossero stati gli oceani, con l’avvento dell’industrializzazione, la temperatura dell’atmosfera sarebbe di 36°C più alta. Più CO2 in atmosfera significa anche più CO2 in mare, quindi una diminuzione del pH che causa un funesto disequilibrio chimico. Con un pH troppo acido, tutte le specie marine sono in pericolo.

Alcuni recenti studi hanno dimostrato come il pH del Mar Mediterraneo si stia abbassando ogni anno. Se questa tendenza continuerà, nel giro di 50 anni assisteremmo a una diminuzione del pH di 0.2 punti, passando dall’attuale 8.1 a un ipotetico 7.9. L’acidificazione legata ai cambiamenti climatici, assieme all’aumento delle temperature, potrebbe dunque causare l’estinzione di migliaia di specie di mitili. Questo perché l’acidificazione delle acque riduce drasticamente gli ioni carbonato, un elemento fondamentale per gli organismi costruttori di conchiglie, ma anche per l’esoscheletro dei crostacei e le madrepore.

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