Turismo sì, ma non per per tutti: quali sono le città a numero chiuso oltre Venezia

Sara Perazzo
  • Dott. Storia Medioevale

Il turismo a numero chiuso è una realtà già presente in molte città d’arte e luoghi d’interesse italiani. Limitare gli accessi da prenotare sembra essere una crescente tendenza. Vediamo quali sono le città a numero chiuso oltre Venezia.

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Overtourism: destinazioni italiane che prenderanno provvedimenti

Venezia dice no all’overtourism e a partire dal 16 gennaio 2023 gli accessi al centro storico avverano solo a numero chiuso, tramite prenotazione obbligatoria, pagando un ticket per l’accesso ai canali e alle piazze della Serenissima. Ma già adesso, in via sperimentale, è attiva la prenotazione per l’accesso, però senza pagamento. Se Venezia sarà la prima città italiana a numero chiuso, stanno andando in questa direzione anche Amalfi che mira a diventare una vera e propria destinazione chiusa. Per questa cittadina si sta mettendo a punto un progetto per renderla meno affollata e più green, controllando e regolando il flusso turistico.

Ma ad Amalfi si è già proceduto a regolamentare il traffico dei mezzi pesanti, bus turistici e auto, eliminando la sosta dei primi a favore delle linee marittime. L’obiettivo è quello di ridurre il più possibile il turismo mordi e fuggi a favore di quello di lungo periodo. Per quanto riguarda invece i luoghi naturali, la Sardegna si sta muovendo verso gli ingressi contingentati a pagamento. Nella spiaggia di Punta Molentis, a Villasimius, il numero massimo di persone che possono entrare ammonta a 500 persone al giorno. Numero chiuso anche per le vicine spiagge di Portu Sa Ruxi, con un massimo di 450 persone, e Riu Trottu, con un totale di 150 accessi. Anche la spiaggia della Pelosa di Stintino è regolamentata con un massimo di 1500 ingressi paganti al giorno.