Città più care d’Italia dove i prezzi hanno subito una copiosa impennata: la classifica

Sara Perazzo
  • Dott. Storia Medioevale

L’Unione Nazionale Consumatori ha reso nota la nuova classifica delle città italiane dove il costo della vita è cresciuto di più. Scopriamo insieme quali sono.

Inflazione la classifica delle città più care
(ph credit Gerd Altmann, Pixabay)

Inflazione e caro vita: classifica aggiornata delle città più care

L’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle regioni e dei capoluoghi di regione e comuni con più di 150 mila abitanti più cari sulla base dei dati diffusi dall’Istat sull’inflazione da dicembre 2021 a dicembre 2022. Iniziamo da Bolzano dove l’inflazione pari a +12,5% ha significato una maggior spesa aggiuntiva pari in media a 3.322 euro su base annua a famiglia. Al secondo posto c’è Milano, dove i prezzi hanno subito un rincaro del 12%, traducendosi in un incremento di spesa annuo pari a 3.258 euro per una famiglia media. Trento si attesta sul terzo gradino del podio con +12,3% d’inflazione e una spesa supplementare pari a 3.219 euro annui per una famiglia tipo. Al quarto posto Ravenna e a seguire Bologna, Modena, Genova, Brescia. Catania e Palermo sono risultate le città con inflazione più alta d’Italia, rispettivamente del +14,7% e del  +14,6%.

La città dove il caro-vita ha inciso di meno è invece Potenza dove l’inflazione del 9,2% ha generato un spesa aggiuntiva per famiglia di 1.817 euro. Dopo Potenza, si aggiudica il secondo posto delle città più virtuose Catanzaro (+10,2%, +1.905 euro) e medaglia di bronzo per Reggio Calabria (+10,5%, +1.961 euro).

Regioni più costose d’Italia

Passando invece all’analisi delle Regioni d’Italia più “costose”, in testa troviamo il Trentino con un’inflazione pari a +12,3% e un aggravio medio di 3.196 euro annui per famiglia. Segue la Lombardia, dove l’aumento dei prezzi dell’11% ha implicato una spesa media annua per famiglia tipo di 2.858 euro. Terza la Liguria, con un +13,6% e un rincaro annuo di 2.806 euro. La regione più risparmiosa è risultata la Basilicata (+9,3%, pari a 1.801 euro), seguita dalla Calabria (+11,2%, +2.049 euro) e infine la Puglia (+12,7%, +2.056 euro).