Chiese, campanili ed interi borghi sommersi dall’acqua: ecco dove si trovano i più suggestivi

Sacrificati per il bene comune. E’ il triste destino di alcuni borghi e strutture architettoniche in diverse parti del mondo, sacrificati per la realizzazione di dighe necessarie al funzionamento di centrali idroelettriche per fornire energia alla cittadinanza.

campanile-di-curon
Campanile di Curon (ph credit Pixabay)

Chiese e campanili che spuntano da laghi artificiali

Sembra assurdo, ma il destino di alcuni borghi in diverse località nel mondo è stato sacrificato per favorire la costruzione di dighe artificiali, utilizzate per la fornitura di energia elettrica ad alcuni paesi limitrofi, che altrimenti sarebbero rimasti al buio e senza la possibilità di utilizzare molti degli strumenti di cui le stesse cittadine necessitano. E’ capitato così che chiese, campanili o interi borghi storici siano stati quasi completamente sommersi dall’acqua. Uno di questi esempi è fornito dalla Chiesa di Geamăna in Romania, il cui campanile spunta da un lago di fango, in un luogo dove nel 1978 fu scoperto un giacimento di rame. Per sfruttarlo venne aperta una miniera, ancora attiva oggi, i cui residui tossici sono visibili in questa densa coltre di fango: un disastro ambientale al quale non si è posto ancora rimedio.

Poi c’è il campanile di Potosi in Venezuela, completamente sommerso dalle acque di una diga artificiale costruita nel 1965 ed emersa tra il 2009 e il 2010 a seguito dell’evento atmosferico che prese il nome di “El Niño”. Altre strutture architettoniche sommerse dalle acque sono la Chiesa Madre di Ità in Brasile (oggi restano visibili solo le due Torri), Wat Wang Wiwekaram, Ban Wang Kalang in Thailandia, il campanile di Curon Venosta, Lago di Resia in Alto Adige, il monastero Di San Nicola a Kaljazin (Russia), il campanile di Sant Romà a Sau (Spagna) la Muedra a Saragozza (Spagna), la Chiesa di Mediano a la Fueva (Spagna) e l’Alassa a Cipro.