Crisi climatica: ecco quali sono le destinazioni turistiche che potrebbero sparire

Sara Perazzo
  • Dott. Storia Medioevale

La crisi climatica colpisce duramente tutto il pianeta, ma alcuni luoghi più di altri. Tra essi vi sono alcune località turistiche, note e meno note, che a breve potrebbero non esistere più. Ecco quali sono.

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Le destinazioni turistiche a rischio per la crisi climatica

Maldive: si stima che quasi l’80% delle oltre 1200 isole che formano le Maldive si trova a un solo metro sul livello del mare. Questo significa che, se l’innalzamento delle acque dell’Oceano Indiano continuasse ad aumentare, entro il 2100 otto isole su dieci sparirebbero per sempre.

Lo stesso discorso vale per le Bahamas. Queste isole dell’Oceano Atlantico potrebbero non esistere più nel prossimo futuro. L’innalzamento del livello del mare sommergerebbe le spiagge, i villaggi e intere coste.

Perito Moreno in Patagonia. Questo maestoso ghiacciaio, molto frequentato da turisti provenienti da tutto il mondo, potrebbe scomparire a breve. Le cause? L’aumento delle temperature e la mancanza di pioggia.

Las Vegas. L’iconica città del Nevada è messa a rischio dalla penuria di approvvigionamento idrico. Essa sorge nel deserto del Mojave e l’unica fonte idrica è il Lago artificiale Mead, messo a dura prova dal riscaldamento globale.

Glacier Montana Park, tra gli Stati Uniti e il Canada. Il parco un tempo comprendeva 150 ghiacciai ma oggi ne sono rimasti solo 37. E i superstiti sarebbero destinati a scomparire entro il 2030 a causa dei cambiamenti climatici che ne provocano lo scioglimento.

Chicago. La città americana sorge su una palude a metà tra il bacino dei Grandi Laghi e quello del Mississippi. Il delicato equilibrio delle acque di questo complesso sistema idrico ha subito cambiamenti a causa della crisi climatica. Le continue e rapide oscillazioni tra innalzamenti e abbassamenti delle acque mettono a rischio l’esistenza stessa di questa grande e importante città americana.