Dopo l’introduzione dell’euro la Croazia dice addio alle vacanze low cost. Ecco perchè

Sara Perazzo
  • Dott. Storia Medioevale

Il 1 gennaio 2023 la Croazia ha adottato ufficialmente l’Euro, ultimo Paese dell’Unione europea a entrare nell’Eurozona. E le vacanze low cost sembrano già lontane. Vediamo perché.

Croazia euro vacanze low cost
(ph credit John Nature Photos, Pixabay)

La Croazia sarà ancora meta per vacanze economiche?

Basta fare un confronto tra prima e dopo il 1 gennaio 2023 per accorgersi di come i prezzi siano già aumentati in quella che fino a ieri consideravamo una meta per vacanze low cost. L’introduzione dell’Euro conferma ancora una volta come nel passaggio a questa moneta siano estremamente facili gli arrotondamenti, arrivando anche a raddoppiare i prezzi dei beni di consumo rispetto al reale tasso di conversione. Questo a discapito dei consumatori e ovviamente anche di turisti e visitatori. Se ne stanno accorgendo gli stessi croati, alle prese con un salasso, determinato anche dall’aumento dell’inflazione nel Paese. Per tali ragioni, il premier croato Plenkovic ha convocato i ministri, i vertici della dogana e della finanza per mettere in campo politiche che tutelino maggiormente i consumatori da aumenti ingiustificati dei prezzi.

Cosa cambierà per i turisti che sceglieranno la Croazia come destinazione per le vacanze estive? Sono molti gli italiani che iniziano a porsi questa domanda. La risposta sembra andare verso una sola direzione: la Croazia non sarà più così economica ma un soggiorno qui costerà quanto nelle località di villeggiatura italiane. Per fare qualche esempio, in questi giorni di transizione a Fiume o a Zagabria il prezzo medio di un caffè è salito da 13 kune (1,73 euro) a 2 euro (corrispondenti a 15 kune), registrando un aumento del 16%. Per un caffè a Osijek, città d’arte ricca di monumenti ed edifici storici, si è passati da 8 kune (1,06 euro) a 1,20 euro (9 kune), segnando un aumento del 13%. Dunque hotel e ristoranti costeranno di più rispetto a come eravamo abituati: basta pensare che nei servizi di ristorazione si sta registrando un aumento dei prezzi del +45% dovuto ai prezzi lievitati di pane, carne, uova e acqua che hanno subito rincari compresi tra 15% e 35% rispetto al 2022.