Gita tra la sacralità dell’isola delle Sette Chiese del Lago di Bolsena

Sara Perazzo
  • Dott. Storia Medioevale

Nel celebre lago di Bolsena c’è una piccola isola ammantata di sacralità e misticismo, uniti alle bellezze paesaggistiche. É l’isola Bisentina, detta anche isola delle Sette Chiese.

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Alla scoperta dell’isola Bisentina

L’Isola Bisentina è la più grande isola del lago di Bolsena. Citata da Dante nella Divina Commedia, si trova di fronte al promontorio dove sorgeva l’antica città etrusco-romana di Bisenzio, dal quale trae il suo nome. Oggi è disabitata ma è visitabile in determinati periodi dell’anno, solitamente da luglio a ottobre. Ricoperta da boschi di alberi secolari, sull’isola sono stati rinvenuti numerosi reperti archeologici a testimonianza della sua antica storia, che inizia a partire almeno dall’età degli Etruschi. Negli ultimi anni, questa isoletta affascina per la concentrazione di monumenti, i magnifici paesaggi e una strana nomea come luogo esoterico in quanto identificata come una degli accessi al leggendario regno sotterraneo di Agarthi.

Ma la fama maggiore dell’isola Bisentina deriva dai suoi edifici di culto. É chiamata anche isola delle Sette Chiese per la presenza di sette chiesette lungo il suo perimetro. Le chiese furono edificate dai Frati Minori a somiglianza delle sette chiese di Roma. Ognuna di esse è rivolta a uno dei sette paesi che si affacciano sul lago di Bolsena. Ma non è finita qui perché sull’isola Bisentina si trova anche la chiesa e  il convento dei Santi Giacomo e Cristoforo, risalenti alla seconda metà del Quattrocento e adibiti a tomba di famiglia dei Farnese. L’isola Bisentina compare tra i versi della Divina Commedia in quanto Dante vi citò la presenza della Malta dei Papi. Si tratta di uno stretto cunicolo scavato nelle profondità dell’isola, utilizzato come prigione e tutt’ora esistente.