Il Giappone torna al turismo pre-pandemia e allenta ulteriormente le regole per l’ingresso dei viaggiatori

Sara Perazzo
  • Dott. Storia Medioevale

Dopo le riaperture del 10 giugno, il Giappone allenta ancora di più le regole per l’ingresso dei turisti stranieri. Ecco di cosa si tratta e quali sono le novità.

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Andare in Giappone: cose da sapere

Dopo il 10 giugno scorso, data in cui il Giappone ha riaperto i confini al turismo gestito dai tour operator, ci sono in arrivo novità per chi desidera viaggiare nel Paese nipponico. Dal prossimo 7 settembre il Giappone allenterà ulteriormente le misure per i viaggiatori in entrata. Non sarà più richiesto un test PCR per COVID-19 negativo effettuato entro 72 ore dalla partenza, a condizione che si sia completato il ciclo vaccinale con 3 dosi. E non è finita qui perché durante una conferenza stampa, il Primo Ministro Kishida ha anche annunciato l’intenzione di innalzare il limite degli ingressi giornalieri, che include i cittadini giapponesi di ritorno dall’estero, dagli odierni ventimila a cinquantamila, sempre a partire dal 7 settembre. Inoltre, presto cadrà anche l’obbligo di essere seguiti da un accompagnatore durante la propria permanenza in Giappone, rimanendo all’interno di visite guidate. Tuttavia, il viaggio dovrà sempre essere organizzato da un tour operator.

Si avvicina dunque la data per i turisti e viaggiatori che vorranno visitare il Paese del Sol Levante senza restrizioni, o quasi. Si tratta comunque di una notizia positiva che mira a un ritorno alla normalità dopo due lunghi anni segnati dalle chiusure e dalle rigide regole per i viaggi. Il Giappone è il Paese più severo per gli ingressi alle frontiere tra i Paesi del G7 con una quota di arrivi giornalieri limitata a ventimila persone e la richiesta del test Pcr negativo (non è più necessaria invece la quarantena). E non riconosce come valido il certificato di guarigione da Covid-19 in sostituzione di una dose vaccinale. Dal 10 giugno, i turisti di tutto il mondo possono recarsi in Giappone soltanto in gruppi organizzati con pacchetti turistici e il visto con l’invito di una dmc locale, con il risultato di un test Pcr effettuato prima della partenza e il certificato di avvenuta vaccinazione con tre dosi. Ora il Paese si sta adeguando agli altri Paesi del G7 facendo entrare anche i viaggiatori singoli.