La metropoli più stretta del mondo con grattacieli che si affacciano sul fiume si trova in Cina: benvenuti a Yanjin

A guardarla dall’alto sembra l’immagine di una città realizzata a computer. Eppure esiste. Si tratta di Yanjin, la metropoli più stretta al mondo, dove i grattacieli sono costruiti lungo le rive del fiume Nanxi. La densità abitativa è molto elevata, per questo è stato progettato di realizzare gli edifici uno vicino all’altro. Una caratteristica che riguarda un po’ tutta la Cina. Ma nel caso di specie è sorprendente il modo in cui si sviluppa questa metropoli.

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Yanjin Cina (ph credit globaltimes.cn)

Yanjin: caratteristiche ed informazioni

Situata nelle provincia dello Yuannan in Cina, Yanjin è di fatto la metropoli più stretta del modo ed è formata da maestosi grattacieli che si ergono direttamente sulle rive scoscese del Fiume Nanxi.

Questa straordinaria città, unica nel suo genere al mondo, sembra scavare un solco tra due montagne ai cui piedi ci sono questi imponenti grattacieli collocati uno vicino all’altro che insieme alla natura circostante danno vita ad un paesaggio uscito da un film, nel vero senso della parola.

Secondo le misurazioni effettuate, la città di Yanjin ha una larghezza di appena 30 metri nel suo punto più stretto e di circa 300 metri in quello più largo; roba da non credere.

La città di Yanjin è attraversata da un’arteria stradale principale e ciò che la rende ancor più unica e strana è la scarsa presenza di ponti che servono per collegare le due rive del fiume dove, in effetti, si sviluppano gli insediamenti urbani. La zona in cui è stata costruita Yanjin è impervia, difficile da raggiungere proprio perché stretta in mezzo due sistemi montuosi con un fiume che nei periodi di piogge copiose rischia anche di esondare provocando allagamenti e, quindi, enormi disagi a persone e cose. Tuttavia, la popolazione continua ad abitarci, nonostante ci siano possibilità di migliori insediamenti. Le ragioni potrebbero risiedere nel fatto che fino a circa un secolo fa la città possedeva pozzi di sale ed era la dimora del “Popolo Bo”, che ha tramandato usi e costumi anche alle nuove generazioni.