La Via Appia sarà un nuovo Patrimonio dell’Umanità UNESCO? Ecco cosa sappiamo

Autore:
Sara Perazzo
  • Dott. Storia Medioevale

La Via Appia, la regina delle strade dell’antica Roma, si candida come Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Ecco cosa sappiamo finora.

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(ph credit Paul Hermans, Wikimedia Commons)

Via Appia: informazioni

Circa 900 chilometri da Roma a Brindisi, attraversando quattro regioni italiane, la Via Appia era considerata la regina viarum, la regina delle strade e crocevia culturale e commerciale dell’antica Roma. Universalmente considerata una delle più grandi opere di ingegneria civile in virtù del periodo in cui fu realizzata, tra la fine IV secolo a.C e III secolo a.C., oggi alcuni dei suoi tratti sono ben conservati e percorribili, costituendo una meravigliosa attrazione turistica. Per tutte queste ragioni, in questi giorni si è avanzata la candidatura come Patrimonio Mondiale UNESCO con una cerimonia alle Terme di Diocleziano a cui hanno partecipato numerose personalità istituzionali delle regioni coinvolte.

La richiesta di candidatura della Via Appia sarà sottoposta a una valutazione da parte del Consiglio direttivo della Commissione Nazionale Italiana UNESCO sulla base di un dossier scientifico del Piano di gestione della strada e il tutto sarà inviato a Parigi. Per favorire l’esito positivo della candidatura, il Ministero della Cultura ha già stanziato fondi per effettuare interventi di restauro e valorizzazione degli elementi architettonici e archeologici che si trovano lungo tutto il tracciato. Se la candidatura andrà in porto, la Via Appia sarà il 59esimo sito italiano della lista dei Patrimonio dell’Umanità UNESCO. “La Via Appia è un esempio della grandezza romana, la prima via pubblica e il prototipo, anche dal punto di vista tecnico, di altre strade che hanno poi costruito i romani. Ma è anche molto di più, era un crocevia culturale, parte del sistema culturale e sociale del mondo romano: questa era forse la sua importanza principale e questo sarà l’aspetto sul quale puntiamo” ha spiegato il sottosegretario alla Cultura Giancarlo Mazzi.