Vacanze enogastronomiche: sempre più italiani vanno alla scoperta della cucina tipica di un determinato posto

Sara Perazzo
  • Dott. Storia Medioevale

Salgono i dati registrati a favore del turismo enogastronomico nella nostra penisola: sono sempre di più gli italiani che partono alla scoperta dei prodotti tipici del territorio.

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Cosa ci dice la ricerca condotta da Doxa

Nel budget destinato alle vacanze, la voce che fa da padrona è la gastronomia. Al cibo si destina, infatti, un terzo della spesa complessiva, addirittura maggiore di quella sostenuta per l’alloggio. A renderlo noto è una ricerca Doxa commissionata dal Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina che, nel mese di aprile 2022, ha visto la partecipazione di mille italiani di età compresa tra i 18 e i 74 anni. Secondo i dati, la gastronomia si identifica sempre più con cultura: per un italiano su 2 (il 48%) la cucina tipica locale esprime la vera identità dei luoghi in cui è nata. Per 4 intervistati su 10 (il 38%) le specialità tipiche, in quanto strettamente legate al loro territorio, sono sempre diverse mentre per 1 su 3 sono espressione della memoria locale.

E gli italiani non si fanno mancare niente perché 3 italiani su 10 alternano pasti completi e assaggi tipici “street food” pur di degustare quante più specialità locali possibili. Il finger food tipico è apprezzato soprattutto dalla fascia d’età 18-34 anni. In merito al luogo ideale per concedersi uno spuntino in vacanza, per 1 italiano su 2 coincide con l’immersione nella natura oppure con la contemplazione di un monumento o una bellezza architettonica, contro il 23% che preferisce il momento della passeggiata. Spuntino dolce o salato? Per quasi 4 italiani su 10 non c’è dubbio, il vincitore è lo spuntino salato, mentre il 27% ama alternare con il dolce.

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