Meteo: quali sono stati gli eventi più estremi del 2022 tra super caldo e cicloni devastanti

Autore:
Sara Perazzo
  • Dott. Storia Medioevale
30/12/2022

Super caldo, alluvioni, cicloni. A causa del cambiamento climatico, anche il 2022 è stato caratterizzata da eventi meteo estremi che hanno toccato tutte le aree del mondo. Ripercorriamo insieme i più significativi e devastanti.

eventi meteo estremi 2022
(ph credit Pixabay)

Eventi meteo più estremi del 2022: cambiamenti climatici

Con la fine dell’anno la World Meteorological Organization lancia l’ennesimo allarme: “Il clima e le condizioni meteorologiche estreme nel 2022 mostrano la necessità di agire di più”. Caldo e siccità, inondazioni e ondate di gelo come stanno sperimentando alcune zone degli Stati Uniti in questi giorni di fine 2022 sono tutti disastri che pesano e hanno pesato sulle casse pubbliche delle nazioni di tutto il mondo e mostrano, ancora una volta, l’urgente necessità di mettere in campo azioni più decise, concrete e immediate per la riduzione delle emissioni di gas serra e di piani per far fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici in atto.

Scopriamo ora quali sono stati gli eventi meteo più estremi e devastanti  che hanno segnato il 2022 in tutto il mondo, i danni e le conseguenze che hanno provocato.

eventi meteo estremi
(ph credit Pixabay)

Tempesta Ana – Gennaio 2022

Il 2022 è iniziato con una serie di cicloni devastanti in Africa meridionale e che nel loro insieme sono stati ribattezzati “Tempesta Ana“. A essere maggiormente colpiti Madagascar, Mozambico e Malawi, provocando la morte di 120 persone e ingenti danni alle abitazioni e alle infrastrutture.

Le forti piogge hanno colpito tutta la costa dell’Oceano Indiano e del Canale del Mozambico con decine di migliaia di persone costrette a lasciare le loro abitazioni crollate sotto il peso dell’acqua. Acqua che ha spazzato via ponti, auto, bestiame e coltivazioni a causa dei campi allagati e dei fiumi in piena. Il più colpito il Mozambico settentrionale e centrale dove la tempesta ha distrutto circa 10.000 case, decine di scuole e ospedali.

Tempesta Ana
Danni provocati dalla Tempesta Ana (ph credit AFP)

Super caldo in India e Pakistan

Una super ondata di calore ha investito l’India e il Pakistan tra aprile e maggio 2022 coinvolgendo circa un miliardo di persone. Non solo super caldo ma anche durata record. In particolare, il 12 maggio le stazioni meteorologiche ufficiali registrarono la temperatura di +50°C a Jacobabad, in Pakistan.

Non che le ondate di calore siano inusuali in questa zona del mondo soprattutto prima dell’arrivo dei monsoni ma nel 2022 sono state più precoci, più intense e più lunghe, con massime medie di 2°C sopra la media climatologica. Il caldo eccezionale ha provocato l’aumento di domanda di elettricità causando interruzioni di corrente e migliaia sono state le persone che hanno sofferto di colpi di calore.

Super caldo India e Pakistan
Super caldo India e Pakistan (ph credit AFP)

Pakistan, diluvi monsonici

E come rovescio della medaglia, tra agosto e settembre 2022 il Pakistan viene letteralmente sommerso da piogge monsoniche torrenziali con 33 milioni di persone colpite dalle alluvioni, 628 mila gli sfollati nei campi di soccorso. Le inondazioni hanno completamente danneggiato 530 mila case. Il tutto accompagnato naturalmente da una grave carenza di cibo, acqua potabile, medicinali.

Le piogge monsoniche sono  state “Come un oceano. C’è acqua ovunque. Queste sono le peggiori degli ultimi 30 anni”, ha dichiarato il primo ministro Shehbaz Sharif, in visita nelle regioni settentrionali più duramente colpite. Le cause? Colpa dello scioglimento accelerato dei ghiacciai per i cambiamenti climatici e di una stagione monsonica anomala come abbiamo visto nel paragrafo precedente.

Alluvioni in Pakistan
Alluvioni in Pakistan (ph credit Fida Hussain AFP)

Regno Unito ed Europa nella morsa del caldo

Tutti ricordiamo le continue ondate di caldo afoso e soffocante che abbiamo sofferto la scorsa estate. Uno dei paesi più colpiti è stato il Regno Unito dove per la prima volta in assoluto sono stati raggiunti e superati i 40 gradi. Ma non solo, perché un po’ tutta l’Europa è stata colpita dal caldo record che ha portato con sé una lunga e pericolosa siccità.

Italia, Portogallo e Romania sono risultate infatti le tre nazioni a risentirne maggiormente. In Italia, oltre all’allarme siccità che ha portato al prosciugamento di fiumi e la razionamento dell’acqua in alcune zone, si sono verificate temperature record sulle Alpi, mettendo in pericolo i ghiacciai. Come è avvenuto con il distacco del seracco dalla calotta del ghiacciaio della Marmolada, una tragedia che ha provocato 11 vittime.

Caldo record distacco ghiacciaio Marmolada
Caldo record: distacco ghiacciaio Marmolada (ph credit AGI)

Europa investita dal derecho

Ma l’Europa questa estate non ha sperimentato solo il grande caldo ma è stata investita anche dal fenomeno del derecho, una serie di tempeste di vento associate a forti temporali e inondazioni improvvise. In particolare, durante l’estate 2022 l’Italia è stata protagonista di numerosi episodi di derecho come quello che ha colpito in agosto la costa tra la Liguria e la Toscana provocando numerosi danni e lo sradicamento di centinaia di alberi.

Questi temporali sono accompagnati da venti distruttivi che possono raggiungere i 200 km/h. Ad alimentare i derecho sono le estreme condizioni climatiche in atto: l’intensità dei temporali infatti è aggravata dalle masse d’aria molto calda e umida preesistenti per settimane nei bassi strati e dalle acque superficiali del mare estremamente calde, come quelle che abbiamo sperimentato in Italia e in Europa.

Derecho in Liguria
Derecho in Liguria (ph credit Rossella Zini)

L’uragano Ian

L’uragano Ian è stato classificato come uno dei più disastrosi ad aver colpito la Florida negli ultimi 90 anni. L’uragano Ian, di categoria 5, si è abbattuto su Cuba e sull’East Coast degli Stati Uniti nel settembre 2022,causando enormi danni nella Florida sud-occidentale e provocando la morte di almeno 107 persone, di cui la stragrande maggioranza proprio in Florida.

L’uragano Ian è stato caratterizzato da venti massimi fino a 240 km/h causando danni catastrofici. Nella città di Naples l’onda di tempesta ha raggiunto i 2 metri sopra il livello medio dell’alta marea, l’ultimo valore registrato prima che la stazione di rilevazione venisse distrutta. Nell’entroterra le piogge torrenziali portate dall’uragano hanno causato inondazioni, con accumuli fino a 318 mm registrati a Orlando nel corso di 24 ore.

Danni dell’uragano Ian in Florida
Danni dell’uragano Ian in Florida (ph credit La Stampa)

Tifone Noru sulle Filippine

Sempre a settembre 2022 sulle Filippine si abbatte il tifone Noru caratterizzato da forti piogge e raffiche di vento fino a 200 km orari. Ma Noru è solo l’undicesimo tifone a colpire le Filippine dall’inizio dell’anno, anche se si rivela il più violento. Infatti, secondo i meteorologi, quella che era all’inizio una semplice tempesta ha subito un’”intensificazione esplosiva” proprio prima di toccare terra, trasformandosi in tifone.

Il tifone ha colpito soprattutto l’isola di Luzon, al nord della capitale Manila, caratterizzata da una densità abitativa sostenuta, provocando l’evacuazione di 70 mila persone e la morte di 40. Le inondazioni hanno causato ingenti danni alle abitazioni e infrastrutture e la perdita di interi raccolti.

Tifone Noru nelle Filippine
Tifone Noru nelle Filippine (ph credit Rolex Dela Pena AFP)

Australia, piogge torrenziali con Niña

Le piogge torrenziali de La Niña colpiscono durante lo stato del Nuovo Galles del Sud in Australia nel mese di ottobre. Migliaia le persone evacuate per le piogge che non hanno avuto precedenti negli ultimi 70 anni e che hanno fatto anche straripare la diga di Wyngala, provocando ulteriori danni per i milioni di metri cubi di acqua che si sono riversati nella valle.

Il fenomeno de La Niña provoca l’accumulo di acque superficiali calde in Oceania, soprattutto tra l’Australia e l’Indonesia, andando ad aumentare i fenomeni temporaleschi tropicali che vanno a colpire anche zone per lo più asciutte come il sud dell’Australia.

Straripamento invado diga di Wyngala
Il momento dello straripamento dell’invaso diga di Wyngala (ph credit Reuters)

Corno d’Africa sull’orlo del baratro per la siccità

Il Corno d’Africa subisce per la quinta stagione consecutiva la grave siccità. A causa dei cambiamenti climatici le piogge scarseggiano. Coinvolte quasi 21 milioni di persone tra Kenya, Somalia ed Etiopia, persone per le quali è fortemente a rischio la sopravvivenza per la mancanza alimentare, mentre intere zone della Somalia iniziano a essere propriamente in carestia.

Secondo l’UNICEF, il numero di bambini che rischiano di soffrire a causa della fame, sete e malattie è raddoppiato rispetto allo scorso luglio. Sempre secondo l’UNICEF, quasi due milioni di bambini in Etiopia, Kenya e Somalia necessitano di urgenti cure per la malnutrizione acuta grave.

Siccità e carestia nel Corno d’Africa
Siccità e carestia nel Corno d’Africa (ph credit Reuters)

Gran freddo negli Stati Uniti

La fine del 2022 è stata funestata dall’emergenza per il gran freddo che ha colpito gli Stati Uniti, provocando la morte di almeno 50 persone. In alcune aree del paese sono state registrate temperature intorno ai -40 °C causate da vere e proprie tempeste di neve e gelo che stanno rendendo impossibile la vita in alcuni Stati a stelle e strisce.

Durante il Natale appena trascorso, nevicate eccezionali e temperature rigidissime hanno colpito buona parte del nord-est degli Stati Uniti, soprattutto l’area di Buffalo ma anche alcuni stati del sud, tra cui la Florida, e più a nord Seattle e il Canada. Oltre un milione e mezzo di persone è rimasto senza elettricità.

Gills Rock nello Stato del Wisconsin
Negozio completamente ghiacciato a Gills Rock nello Stato del Wisconsin (ph credit WFRV)

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