Epifania in Veneto, la tradizione del Panevin: ecco tutti i dettagli dell’edizione 2024

La festa dell’Epifania si sa, è quella che chiude il periodo delle festività natalizie e ogni anno ha sempre un suo quid per le tradizioni di ogni città. Anche il Veneto ha le sue tradizioni e tra queste ce n’è una, il Panevin, che si svolge tra il 5 e il 6 gennaio di ogni e che si distingue per l’accensione dei fuochi, oltre 200 per tutto il territorio del Veneto, poco prima dell’Epifania. Nell’edizione del 2024 per la provincia di Treviso l’onore dell’accensione dei fuochi toccherà al Comune di Farra di Soligo, che sarà quindi il primo di 12 centri che vedranno lo svolgimento di questa curiosa tradizione.

Befana
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La storia del Panevin

Prima di parlare dell’edizione del 2024 della tradizione, che nella provincia di Treviso fa seguito all’apertura del primo parco tematico dedicato al Natale, andiamo a vedere quali sono i cenni storici riguardanti essa. Il Panevin nasce come rito propiziatorio durante il periodo dell’invasione celtica in Veneto. Il falò che veniva acceso nell’occasione serviva a ricordare il ritorno del Sole sulla Terra, per la celebrazione dell’allungamento delle giornate. Per questo motivo veniva inizialmente celebrato in coincidenza con il solstizio d’inverno.

Lo spostamento della sua celebrazione per l’Epifania avvenne in occasione dell’evangelizzazione delle campagne venete, anche con lo scopo di ricordare i Re Magi che portavano i doni a Gesù Bambino. Inoltre la leggenda narra che i falò della campagna veneta aiutarono i Re Magi dispersi a ritrovare la via di Betlemme. Quando il falò viene acceso l’usanza impone di osservare l’andamento del fumo e delle faville e in passato i partecipanti a questo rito traevano gli auspici per l’anno appena iniziato a seconda della direzione che fumo e faville prendevano.

Nei tempi moderni la tradizione del Panevin viene celebrata in relazione sia all’Epifania che all’usanza di “ardere la vecchia”. Nelle piazze si vede l’allestimento di un enorme pupazzo fatto di stracci, fascine e legna, che viene dato alle fiamme dopo essere stato posto su una pila di legna. Questa usanza consiste nell’augurio per l’anno nuovo, in quanto la befana rappresenta l’anno appena finito e tutto ciò che si vuole lasciare alle spalle, nella speranza di un domani migliore.

Fra le specialità culinarie che vengono offerte durante il Panevin merita un menzione particolare il vin brulè, ovvero il vino rosso bollito aromatizzato con frutta e cannella, e la pinza (in dialetto veneto), un impasto dolce a base di farina bianca, farina gialla, lievito, zucchero, uova, canditi, uva passa, fichi e semi di finocchio.

I dettagli dell’edizione 2024

Nell’edizione del 2024 del Panevin il comune “capofila” sarà, come abbiamo detto, Farra di Soligo, precisamente nel sagrato della chiesa arcipretale, nella quale alle 18 del 5 gennaio sarà benedetto il grande braciere dal quale i tedofori (come vengono chiamati nel linguaggio i portatori di fiaccola che ricordano un frequente motivo iconografico) delle Pro Loco del Quartier del Piave accenderanno in simultanea alle ore 20 i loro Panevin.

Nell’occasione Farra prenderà il testimone come comune capofila da Mosnigo, che fu il primo comune dell’edizione dello scorso anno. Per quella dell’anno che inizierà tra una settimana inoltre il Comune di Vittorio Veneto ne autorizzerà soltanto un massimo di 12. I Panevin avranno, secondo quanto detto dal Comune di Vittorio Veneto, lo “spiccato carattere collettivo e di aggregazione della comunità, ossia organizzati, ossia dovranno essere organizzati da quartieri, associazioni, comitati e parrocchie”.

Epifania in Veneto: foto e immagini