Boom di vacanze all’aria aperta nel nord Italia: la riscoperta del camping

Autore:
Valentina Bumbaca
  • Laurea in Editoria e Scrittura
Tempo di lettura: 4 minuti

Sempre più turisti scelgono di passare le loro vacanze all’aria aperta. Questo è quanto è emerso dal convegno indetto da Regione Veneto e Regione Friuli-Venezia Giulia a proposito del turismo open air. Un settore sempre più in crescita e su cui queste regioni stanno puntando molto in fatto di accessibilità, innovazione e sostenibilità.

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Tende in una vallata
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I dati presentati durante il convegno “Il turismo all’aria aperta nel Nordest” parlano chiaro: i camping e i villaggi turistici sono il secondo settore più rilevante dopo gli hotel nel nord-est italiano.

È quindi chiaro che sempre più turisti scelgono vacanze a contatto con la natura, meglio se quella a ridosso delle alpi. Infatti tra aria pulita e paesaggi mozzafiato, da dieci anni si registra una forte crescita del turismo all’aria aperta. E la ragione è semplice.

Secondo l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo del Friuli-Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, intervenuto al convegno, nel turismo all’aria aperta “si ritrova infatti consolidata e amplificata la forma più attuale di turismo, quello esperienziale, intimamente legato al territorio, che in Friuli Venezia Giulia vale il 17% delle presenze”.

E prosegue affermando che “proprio per sostenere la crescita di questo settore, nell’ultimo quinquennio l’Amministrazione regionale ha investito complessivamente oltre 15,2 milioni di euro per l’escursionismo, le aree camper e le opere di infrastrutturazione turistica nei comuni. Inoltre, il comparto del camping, dei villaggi turistici e dei marina avrà un ruolo importante nel nuovo testo di legge regionale unico per turismo e commercio, di cui abbiamo da poco presentato l’avvio dell’iter di stesura”.

I dati

panorama montano
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Il convegno, organizzato dall’Associazione interregionale Veneto e Friuli-Venezia Giulia delle strutture turistico ricettive all’aria aperta (Faita Nordest), ha mostrato che camping e villaggi turistici valgono circa il 17% del totale delle presenze turistiche nell’area; parliamo di 1,7 milioni di turisti su un totale di 10 milioni.

Nel 2023 nei camping sono stati registrati 227 mila turisti italiani e 580 mila stranieri, mentre nei villaggi turistici sono stati registrati 156 mila turisti italiani e 743 mila stranieri. L’incremento percentuale rispetto al 2022 è, rispettivamente, pari al 10% e al 5,6%.

Per quanto riguarda le provenienze, le maggiori presenze internazionali si registrano da Austria, Germania, Ungheria, Paesi Bassi e Repubblica Ceca.

Bini afferma che questi numeri fanno ben comprendere “l’importanza che questo settore ricopre per il turismo regionale. Si tratta di una forma di turismo di qualità, perché ad alta fidelizzazione, con un elevato tempo di soggiorno e votata alla sostenibilità ambientale. Per questo il Friuli-Venezia Giulia ne sostiene lo sviluppo e la crescita, non soltanto nell’ambito della costa, che certamente riveste il ruolo più importante per il settore, ma in prospettiva anche nell’area montana e pedemontana. In quest’ottica, è fondamentale la capacità di fare squadra all’interno della nostra Regione e con i territori limitrofi, in particolare il Veneto, con il quale è già stata avviata una collaborazione in ambito turistico.”

Strutture sempre più online

Scommettendo su accessibilità, sostenibilità e innovazione digitale, Veneto e Friuli-Venezia Giulia stanno cavalcando un’onda già avviata da strutture ricettive posizionate sulle coste e sul Lago di Garda, in quanto pioniere in fatto di riqualificazione e nuove offerte per target specifici.

Infatti, la quasi totalità di camping e villaggi turistici del Nordest Italia sono presenti sul web, con il 76% presenze su piattaforme specializzate e il 62% che dispone di un sito e-commerce.

Queste offrono inoltre una media di otto servizi aggiuntivi, gestendone almeno il 50% tramite terzi.

Nell’ottica di ottimizzare le operazioni, le strutture ricettive si stanno avvicinando sempre più all’intelligenza artificiale, come ad esempio Open Air Hub, innovativo software progettato da Faita, Ciset e Jampaa, per semplificare la gestione delle informazioni e migliorare l’interazione con gli ospiti.

Boom di vacanze all’aria aperta nel nord Italia: immagini e foto