Il Grand Canyon nostrano, a due passi da Biella
Chiamato il Grand Canyon d’Italia, Graglia è una località che vi porta nelle maglie di un insolito e incantevole Piemonte, in cui i viaggiatore potranno provare un curioso e caratteristico fenomeno come l’eco endecasillabo.
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Il Grand Canyon di Piemonte
Tra le terre sabaude, il Piemonte, oltre alla industriosa e antonelliana Torino, i nostri viaggiatori trovano un patrimonio fatto di incantevoli paesaggi e scenari panoramici, uniti ad un crogiolo culturale che unisce arte, enogastronomia e tanto altro.
Per darvene un saggio, vi portiamo a Graglia! Una località della provincia biellese, nascosta tra le vette delle nostre Alpi innevate, ottima per escursioni, trekking e sci, i visitatori avranno dalla loro la Colma di Mombarone, raggiungibile a piedi in poche ore. Una natura che sprizza benessere e salute, come si evince dalle sue acque, ottime per la salute diuretica e considerate le più povere del vecchio Continente.
A fianco delle bellezze naturali, Graglia è una delle mete mariane, con il Santuario ottocentesco e neoclassico dedicato al culto della Vergine “Nera”. La sua solennità e devozione si ritrova nel lungo colonnato della navata e dal ciclo di affreschi di pennelli della corte sabauda.
Graglia è un posto unico per degustare alcune delle eccellenze culinarie più genuine della tavola piemontese e biellese. infatti, non mancherà di prendervi per la gola con alcuni piatti che fanno la storia della cucina locale. Un menù ricchissimo con polenta concia, fundua e ris an cagnun, frità rugnosa, fino alla più rinomata bagna cauda, e per concludere il dessert di pane e cioccolato come palpiton.
L’eco endecasillabo di Graglia

Proprio come l’arida e vasta zona desertica degli Stati Uniti, il Piermonte e Graglia hanno una sorpresa nelle sue maglie più misteriosi. Un fenomeno che attirà per la sua curiosità tantissimi visitatori di passaggio.
Attraversando il lungo sentiero che dal Santuario di Graglia vi porta verso il colle di S. Carlo, potrete imbattervi in un luogo sonoro, dove ritroverete il fenomeno acustico dell’eco endecasillabo.
Un fenomeno acustico che dal secolo dei Lumi impressionava gli studiosi e che prosegue ancora oggi. In questo varco, infatti, avviene la perfetta riproduzione vocale della parola gridata in direzione del Santuario mariano.
Perché è chiamato endecasillabo? Semplice! Se favorito dal clima, con un bel tempo e poco vento, è possibile riprodurre tutte le undici sillabe di una parola italiana. L’eco endecasillabo, data la rarità e il fascino è un mero unicum naturale e naturalistico del nostro stivale tricolore. Una particolarità che è diventata connotativa dello stesso borgo biellese, definito appunto il “Grand Canyon d’Italia” per questo allegro e divertente dettaglio.
Info Utili
Graglia e le sue meraviglie naturali e non solo, come l’eco endecasillabo, sono visitabili a titolo gratuito.
Per i viaggiatori che decidono di arrivare a Graglia con i mezzi pubblici, consigliamo di scendere alla stazione di Ivrea oppure di Biella, per poi proseguire con le linee autobus. Viceversa per esplorare in auto il borgo, potrete prendere l’A4 Torino-Trieste, oppure l’A5 Torino-Monte Bianco.
Il Grand Canyon nostrano: foto e immagini