La tesi sull’Overtourism in Italia del docente Preiti: colpa dei “social”
L’overtourism in Italia è un fenomeno sempre più dilagante. Eppure sull’argomento al docente ed economista Antonio Preiti, sono sorte diverse perplessità, tra cui la più palese: com’è possibile definire “sovraffollamento” senza dei dati che possano comprovarlo? Vediamo dunque di dare una panoramica più precisa.
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Oramai si parla sempre più di overtourism in Italia, e a quanto pare non ci sarebbero mete che si “salvano” dall’ingente flusso internazionale e nazionale. Dal mare alle montagne, dai sentieri ai campeggi, il turismo di massa avrebbe intaccato chiunque, “nessuno escluso”.
Ma il docente ed economista dell’Ateneo di Firenze, Antonio Preiti, insieme al giornale “il Dolomiti“, avrebbero indagato sul caso.
Secondo il professore Preiti la prima criticità sta nel non aver definito i parametri adeguati per poter attribuire il reale significato di “over”. In secondo luogo l’economista ha supposto delle potenziali strategie per poter ovviare al problema del flusso turistico “ingestibile”. Di seguito vediamo quali sono le soluzioni proposte e le alternative rispetto alle disposizioni attuali.
L’analisi del professore Preiti sull’overtourism in Italia

Il docente Preiti, dopo aver analizzato l’overtourism in Italia, ha escogitato una soluzione che possa definire dei dati reali per poter parlare realmente di affollamento. Dal suo esempio si nota che gli enti locali potrebbero effettuare un rapporto tra i residenti e i turisti presenti in un determinato periodo dell’anno.
Giusto per rendere meglio il concetto Preiti ha ipotizzato che in un periodo di alta stagione le Isole di Venezia potrebbero avere un rapporto “turismo e residenti” pari a 5 a 1, mentre in città i numeri cambierebbero del tutto, e dunque anche le soluzioni per contrastare l’overtourism richiederebbero una pianificazione differente.
Poi però, come ha già fatto Demoskopika, ogni territorio dovrebbe esser valutato secondo l’intensità turistica e successivamente analizzare i numeri del flusso turistico registrati in un determinato periodo dell’anno.
Di esempi se ne potrebbero fare a bizzeffe, come il percorso in partenza da Ortisei e con arrivo finale a Selva di Val Gardena, dove ci sarebbe una sola strada da poter percorrere, mentre soltanto due per arrivare fino a Cortina (altra meta montana molto ambita).
Le due soluzioni “particolari” contro l’affollamento turistico

Il professore Preiti (insieme alla testata Il Dolomiti), ha ipotizzato due soluzioni per poter contrastare l’overtourism in Italia: la prima la definisce come la “spinta gentile“, mirata a disincentivare e incentivare in modo altalenante, il flusso turistico in specifiche mete.
Si possono citare le azioni intraprese dalla Provincia di Bolzano che ha introdotto il ticket obbligatorio per visitare il lago di Braies, oppure il biglietto d’ingresso per visitare Venezia.
Entrambe le iniziative sono state pensate per decongestionare il turismo di massa e limitare le entrate nei vari periodi dell’anno.
L’altra soluzione proposta dal docente universitario è incentivare a visitare anche quei luoghi meno sponsorizzati ma comunque di valore culturale e storico, come Padova, Mantova e Siena.
Infatti l’economista Preiti conclude sostenendo che oggi il problema più grande è cambiare il modello su cui si basa il turismo, cercando di attuare più soluzioni possibili per smistarlo. L’attenzione ai posti Instagrammabili o ai clickbait che favoriscono le mete più “note” dovrebbero spostarsi in destinazioni meno conosciute ma altrettanto affascinanti.