Dopo 5 anni riapre il Lago rosa in Kazakistan: il più virale sui social network
Ben 5 anni fa il Lago Rosa in Kazakistan (anche noto come Kobeituz) venne chiuso a causa di alcune bufale che divennero virali. Oggi per fortuna questo meraviglioso spettacolo della natura ha riaperto, ma vediamo di dare un maggior approfondimento al riguardo.
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Il Lago Rosa di Kazakistan, chiamato così proprio per la sua tinta particolare, negli anni è stato apprezzato, immortalato in milioni di scatti fotografici e discusso così tanto fino a portarlo alla chiusura (complici le fake news che giravano ai tempi del Coronavirus).
Proprio durante l’anno della pandemia da Covid 19, il Lago Kobeituz è stato chiuso perché alcune bufale diventate poi virali, hanno convinto milioni di turisti a visitarlo non solo per le sue bellezze, ma anche per delle fantomatiche cure dei suoi fanghi contro il Coronavirus.
Naturalmente gli scettici e chi ci sperava davvero, non hanno potuto perdere occasione per visitarlo in massa, finendo poi nel degrado. Ma ecco la sua riapertura e i programmi riservati a questa fonte naturale.
Cos’ha di speciale il Lago Rosa del Kazakistan?

A visitare il Lago rosa del Kazakistan (ai dati stimati al 2025) sono ben 7,5 milioni di turisti. Un numero destinato a crescere per via della sua tinta particolare, ma anche perché è un luogo piuttosto virale sui social network (proprio come le spiagge instagrammabili).
La peculiarità del Kobeituz sta proprio nel suo colore, che in alcuni periodi si tinge di fucsia e in altri di salmone (e da qui nasce l’accorpamento al rosa). Ma il principio che si cela in questa colorazione sta nella produzione di carotenoidi (per via della micro alga Dunaliella Salina) che nascono dopo che il sale contenuto nel lago e il caldo proliferano.
Dato che questa “massa d’acqua dolce” è uno spettacolo della natura, le autorità asiatiche vorrebbero che il Lago Rosa rientrasse nei patrimoni dell’UNESCO del prossimo anno, 2026.
Attualmente il Kazakistan stesso (come miglior meta di viaggi sostenibili odierni) gode di 6 siti inseriti nell’UNESCO: i deserti del Turan, una parte della via della Seta (nello specifico il corridoio di Chang’an-Tianshan), i petroglifi di Tamgaly, il cosiddetto Tien Shan Occidentale, Saryarka e il mausoleo di Khoja Ahmed Yasawi.
Controlli rigidi e più severi

Per non ripetere quanto accaduto nel 2020, il Governo e le autorità asiatiche controlleranno minuziosamente i flussi turistici che visiteranno il Lago Rosa Kobeituz, affinché si possa apprezzare la sua bellezza ma senza trascendere nel degrado e comportamenti irrispettosi.
In occasione del successo del Lago, Olzhas Bektenov, primo ministro, durante un’intervista al Travel Tomorrow ha riferito di voler fare il possibile per mostrare al mondo intero questi “tesoretti naturali”, e fare in modo che si parli di loro nei libri, che compaiano in film e perfino in televisione.
Per chi volesse far visita al Lago Kobeituz, oltre che il rispetto per la natura stessa, ricordiamo che non è balneabile (anche per via dei suoi massimo 20 centimetri di profondità).