Le distese di oro rosso di Navelli: l’evento autunnale da non perdere nel borgo abruzzese
Navelli è il borgo dell’oro rosso d’Abruzzo, una ricchezza tutta particolare che dà i suoi frutti tra settembre e ottobre quando i campi si tingono di meravigliosi colori accesi. Ecco di cosa si tratta.
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L’antichissima Navelli appare come una piramide di case in pietra a controllo del vasto altopiano che porta il suo nome, la Piana di Navelli. Situato tra la conca dell’Aquila e quella di Sulmona, il territorio è attraversato dal tratturo magno L’Aquila-Foggia che conduce le greggi dai massicci del Gran Sasso al Tavoliere delle Puglie. Il borgo fa parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia. A colpire è la bellezza della parte più antica del paese, caratterizzata da una ripida e scenografica scalinata dalla quale si diparte una fitta rete di vicoli. Sulle vie lastricate si affacciano palazzi, archi e piccole cappelle. Un angolo che rimane intatto così com’è dal Medioevo.
Ma oltre alle bellezze architettoniche del borgo, a Navelli in autunno va in scena uno spettacolo suggestivo ed emozionante. Tutto iniziò nel 1230 quando il monaco domenicano Santucci portò alcune piantine di zafferano dalla Spagna al suo paese di origine. Il monaco per primo introdusse in Italia la particolare spezia Crocus sativus, chiamata anche “oro rosso” per quanto è prezioso. Oggi la Piana di Navelli è celebre in tutto il mondo per la produzione di una pregiata qualità di zafferano dal grande potere aromatico che da secoli, nei mesi di ottobre e novembre, accende l’esteso altopiano di un profumato tappeto viola, tutto da fotografare.
Lavorazione dello zafferano

La fase di raccolta dello zafferano avviene nell’ultima settimana del mese di ottobre e si ripete per ogni mattina prima che il sole faccia aprire i delicati fiori, si procede alla raccolta a mano e i fiori vengono sistemati in ceste di vimini. La sera poi, si effettua la divisione degli stimmi dal fiore sempre a mano e il lavoro deve concludersi entro la serata, per evitare che il raccolto si rovini.
La fase più delicata riguarda l’essiccazione, momento in cui gli stimmi vengono riposti su un setaccio adagiato su una brace di legna, facendo attenzione per evitare che si brucino. Questo procedimento va fatto il giorno stesso della raccolta. La fase finale rappresenta anche un momento di condivisione dove i produttori si dedicano alla preparazione di una ricetta locali, la zuppa con ceci e zafferano appena raccolto.
Grazie al gruppo di Tutela dello Zafferano dell’Aquila DOP, è possibile partecipare alle varie fasi di lavorazione dell’oro rosso di Navelli e degustare il prodotto preparato secondo le ricette tipiche.
L’occasione è anche un modo per visitare il borgo e ammirare i tanti palazzi nobiliari antichi e le stradine che si snodano tra le rocce. Sicuramente da vedere la Chiesa Parrocchiale di San Sebastiano, i palazzi dell’epoca rinascimentale e Santa Maria in Cerulis, la chiesa più antica della cittadina, risalente al XI secolo. Allungandosi di poco, nell’annessa frazione di Civitaretenga, piccolo borgo fortificato, si può visitare il Monastero di Sant’Antonio.