Hammerfest e Capo Nord

Hammerfest e Capo Nord racconto di viaggio

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8° giorno Hammerfest/Caponord

Capo Nord guida, itinerario cosa vedere e luoghi da visitare

Partenza verso Nord per raggiungere Honningsvag.

Durante il tragitto il panorama era affascinante, piovigginava ma di tanto in tanto il cielo si apriva e lasciava passare delle lame di luce che illuminavano il paesaggio .

L’isola in cui sorge Honningsvag si chiama Mageroya che significa isola magra perchè qui non ci sono alberi, solo tundra.

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La nostra accompagnatrice ha voluto farci fare una sosta, che io le avevo chiesto, per visitare il famoso ICE BAR, il bar più a Nord del mondo.

Il bar di ghiaccio viene gestito da 2 spagnoli Josè e Gloria.

Poichè i turisti arrivano qui soprattutto in estate, quando la neve ormai si è sciolta, hanno avuto l’idea di far trovare neve e ghiaccio naturale all’interno del bar.

In primavera vengono tagliati 123 blocchi di ghiaccio nel lago lappone Sapmi, a 250 km da Honningsvag.

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Vengono trasportati qui con dei camion e poi inizia tutto un lavoro di abbattimento del bar di ghiaccio dell’anno precedente e la sua ricostruzione con i nuovi blocchi.

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Questo per far vedere cosa è capace di creare l’inverno nelle acque dei laghi: ogni anno la natura crea qualcosa di diverso e di originale.

Si scelgono i blocchi più belli e poi gli artisti creano il nuovo ICE BAR mantenendo sempre l’originale, famoso, moderno ed elegante design creato da Laila Kolostjak.

Il Bar è stato inaugurato nel 2004, difronte al mare, vicino al molo dove approda l’Hurtigruten, il famoso battello postale, in una palazzina di legno emblematica perchè fu la prima ad esser costruita dopo il bombardamento e l’incendio della Seconda Guerra Mondiale.

Noi ci siamo entrati pagando 13 euro: all’interno sedili, tavoli, il bancone del bar, il ponticello con lo slittino, l’igloo in cui si può entrare, la porta d’ ingresso, tutto è di ghiaccio.

Si accede indossando una mantella termica di colore rosso dotata di cappuccio, sembravamo tanti “Cappuccetti Rossi”.

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Nel prezzo sono comprese due consumazioni consistenti in bevande analcoliche fredde servite, la prima, in un bicchiere di vetro, la seconda in un bicchierino di ghiaccio ottenuto versando dell’acqua potabile in una formina speciale.

Sempre sotto una pioggia insistente abbiamo ripreso il nostro viaggio verso Capo Nord e per raggiungerla abbiamo dovuto attraversare un tunnel scavato sotto il mare, 212 m, lungo 6870 m.

Prima che il tunnel fosse costruito c’era un traghetto tra Honningsvag e Kafjord.

Qui le betulle hanno ceduto il posto a muschi e licheni, ogni tanto dei laghetti.

E’ la terra dei Lapponi dove vivono quasi 5000 renne ed anche noi ne abbiamo viste finalmente tante..

Ci sono 4 villaggi dove la gente abita tutto l’anno, pur tra mille difficoltà, soprattutto in inverno.

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Abbiamo alloggiato al Rica Nordkapp Hotel, un 4 stelle che si sviluppa in lunghezza.

Le nostre stanze sembravano quelle degli elfi.

Abbiamo cenato a buffet in un grande salone con al centro un enorme camino dove ardeva della legna.

Abbiamo scattato alcune foto e siamo ripartiti. Siamo arrivati all’ingresso della piattaforma di Caponord latitudine 71° 10’ 21’’.

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E’ un promontorio roccioso che si trova sulla punta Nord dell’isola di Mageroya: è alto 307 m a strapiombo sul mare e fu chiamato così dall’esploratore inglese Richard Chancellor nel 1533.

Capo Nord dall’11 maggio al 31 luglio non vede mai tramontare il sole.

D’inverno per due mesi e mezzo il sole non sorge mai.

Non avrei mai immaginato di poter giungere, un giorno, in un posto così lontano.

Il “centro” di Capo Nord è grandioso ed è in parte sotto terra.

Contiene, oltre a bar e ristoranti, negozi per la vendita di souvenirs e cartoline, l’ufficio postale, una sala cinematografica con un cinerama a più schermi affiancati sul quale viene proiettato un filmato girato qui a Capo Nord ,sia d’estate che d’ inverno.

C’era tanta gente, abbiamo visitato tutto il complesso non senza qualche difficoltà.

Abbiamo imbucato le cartoline perchè da qui partono con, sul francobollo, il timbro speciale di Capo Nord e volevamo far sapere a tutti dove eravamo arrivati.

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Era quasi mezzanotte e nel cielo correvano dei nuvoloni neri, ormai non speravamo più di veder il Sole di Mezzanotte quando, all’improvviso, il cielo si è aperto ed un sole dorato è comparso più su dell’orizzonte e si è riflesso sul mare.

Eravamo tutti lì con le nostre macchine fotografiche e telecamere per immortalare quegli attimi che parecchi ci avranno invidiato (ci hanno detto che il sole lì non lo si riusciva a vedere da parecchie settimane a causa della nebbia).

Abbiamo scattato anche alcune foto al famoso mappamondo rivolto verso il mare infinito e che segnala il punto più a nord dell’Europa.

Dopo abbiamo fatto un giro nei dintorni osservando lo spettacolare paesaggio: ripide ed inaccessibili scogliere dove regnano incontrastati migliaia di uccelli, lo sguardo si perdeva a vista d’occhio e l’orizzonte sembrava farsi un tutt’uno con il cielo.

Siamo ritornati in albergo un po’ stanchi ma felici.

Il viaggio continua..ultima tappa