Italiani contro l’overturism: alla scoperta di angoli segreti

Autore:
Mauro Armadi
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Il problema dell’overturism è ormai sempre più radicato, tanto da cambiare le abitudini degli italiani che riscoprono angoli nascosti.

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overturism italia borghi
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L’Italia è uno dei paesi più visitati al mondo, con circa 50 milioni di arrivi ogni anno. Questo flusso di persone rappresenta una grandissima ricchezza per il nostro Paese, tuttavia concentrandosi solo in alcune mete specifiche, rischia di danneggiare la loro storia, la loro natura e anche lo stesso tessuto sociale.

Sono infatti molte le città italiane che sono dovute correre ai ripari contro gli effetti del cosiddetto overturism. La parola inglese non ha una precisa traduzione in italiano, ma indica quel fenomeno per cui i turisti vengono percepiti più come degli invasori che come una risorsa.

Venezia, Roma, Firenze, sono solo tre delle città che negli ultimi anni si sono attivate per limitare gli effetti negativi di questo fenomeno, quali ad esempio: diminuzioni delle abitazione per gli abitanti, diminuzioni degli esercizi commerciali pensati per una popolazione residente, continui atti di vandalismo a opere e natura.

La riscoperta degli angoli nascosti contro l’overturism

overturism italia
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Uno degli effetti negativi dell’overturism, che possiamo definire come secondari, è quello di portare gli italiani a non vedere di buon occhio le grandi città come mete dei propri viaggi. Se questo porta tanti italiani verso l’estero, è anche la causa della riscoperta di tanti piccoli borghi del nostro Paese, distanti ancora dal grande turismo di massa.

Ogni regione d’Italia ha infatti centinaia, se non migliaia, di comuni, ognuno con la propria storia, le proprie tradizioni e luoghi da scoprire. Questo lo hanno capito bene i content creator su tutti i principali social network, ma in generale molti italiani che ogni giorno puntano il dito sulla cartina e si dirigono in direzione di uno dei borghi più belli d’Italia.

Più nel dettaglio, uno studio condotto negli ultimi giorni dello scorso febbraio, su un campione di 1000 italiani, ha mostrato questo lento cambiamento inesorabile. I cittadini infatti preferiscono andare alla ricerca di esperienze più autentiche, che siano distanti dalla grande calca di persone e dalle mete più gettonate. Il tutto creando un vero e proprio turismo anticonformista, che ridisegna anche il focus economico dei comuni italiani.

I dati dei turisti italiani in Italia

Insomma, oggi più che mai, i comuni d’Italia devono valutare di investire bene nella propria immagine e nella valorizzazione delle proprie opere e della propria storia. Ma esattamente cosa preferiscono gli italiani?

Il sondaggio condotto ha mostrato come oltre il 54% delle persone preferisca mete poco affollate, distanti dai classici percorsi per turisti delle grandi città. Per fare questo viene anche riscoperta la poesia dell’esplorazione libera e del passaparola, senza farsi condizionare troppo dalla recensioni online o dalla immagini che possono essere pubblicizzate su qualsiasi sito.

In questo modo si va a caccia di città e borghi nascosti, dove mangiare cibo autentico, lasciandosi consigliare dagli abitanti locali, dallo staff degli alberghi o direttamente dai propri amici. Infine gli italiani non rinunciano comunque alla comodità, cercando alloggi che siano in zone centrali e che soprattutto forniscano una colazione inclusa nel prezzo.

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