Equinozio d’autunno 2026: non è il 21 settembre manca pochissimo al vero inizio della nuova stagione

Autore:
Antonia Cataldo
  • Laureata in Scienze della Comunicazione
Tempo di lettura: 6 minuti

L’estate sta per finire anche dal punto di vista astronomico. Mercoledì 23 settembre 2026 arriva l’equinozio d’autunno, l’evento che segna ufficialmente l’inizio della nuova stagione nell’emisfero boreale.

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L’equinozio si verifica nel momento in cui il Sole attraversa l’equatore celeste, passando dall’emisfero settentrionale a quello meridionale. Nel 2026 il passaggio avviene nelle prime ore del 23 settembre.

Da quel momento, nell’emisfero nord, le giornate continueranno progressivamente ad accorciarsi fino al solstizio d’inverno. Nell’emisfero australe accade invece il contrario: l’equinozio di settembre segna l’arrivo della primavera.

Perché l’autunno 2026 inizia il 23 settembre

L’inizio dell’autunno astronomico non cade sempre il 21 settembre, come spesso si pensa. La data dell’equinozio può infatti cambiare leggermente da un anno all’altro e oscillare generalmente tra il 21 e il 24 settembre.

La ragione è legata alla durata dell’anno astronomico, che non coincide perfettamente con i 365 giorni del nostro calendario.

La Terra impiega infatti circa 365 giorni e 6 ore per completare un’orbita intorno al Sole. È proprio questo scarto, compensato periodicamente dagli anni bisestili, a determinare lo spostamento degli equinozi e dei solstizi sul calendario.

Nel 2025, per esempio, l’equinozio d’autunno si è verificato il 22 settembre. Nel 2026 bisogna invece aspettare il giorno successivo.

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Cosa significa la parola “equinozio”

Il termine “equinozio” deriva dal latino aequinoctium, formato da aequus, “uguale”, e nox, “notte”. Il nome richiama una delle caratteristiche più conosciute di questo fenomeno: nei giorni dell’equinozio, la durata del giorno e quella della notte sono molto simili.

In questo periodo il Sole si trova in corrispondenza del piano dell’equatore terrestre e i due emisferi ricevono una quantità di luce pressoché equivalente.Tutto dipende dall’inclinazione dell’asse terrestre, pari a circa 23,4 gradi rispetto alla perpendicolare al piano dell’orbita della Terra intorno al Sole.

È proprio questa inclinazione, insieme al movimento del nostro pianeta intorno alla sua stella, a determinare l’alternarsi delle stagioni.

Gli equinozi si verificano due volte all’anno, a marzo e a settembre. I solstizi arrivano invece a giugno e dicembre.

Il giorno e la notte durano davvero 12 ore?

Non esattamente. L’espressione “12 ore di luce e 12 ore di buio” è utile per descrivere l’equinozio, ma ciò che osserviamo dalla superficie terrestre è leggermente diverso. Uno dei motivi è la rifrazione atmosferica: l’atmosfera terrestre devia i raggi luminosi e permette di vedere il Sole anche quando geometricamente si trova ancora poco sotto l’orizzonte.

Inoltre, per stabilire l’ora dell’alba e del tramonto si considera il bordo superiore del disco solare e non il suo centro.

Il risultato è che, anche nei giorni vicini all’equinozio, le ore effettive di luce possono essere leggermente superiori a quelle di buio.

Autunno astronomico e meteorologico: qual è la differenza?

Il 23 settembre segna l’inizio dell’autunno astronomico 2026, ma per i meteorologi la stagione è già cominciata.

L’autunno meteorologico, infatti, inizia convenzionalmente il 1° settembre e termina il 30 novembre. Comprende quindi per intero i mesi di settembre, ottobre e novembre.

Questa suddivisione permette di confrontare più facilmente temperature, precipitazioni e altri dati climatici utilizzando periodi composti da mesi interi.

L’autunno astronomico, al contrario, dipende dalla posizione della Terra rispetto al Sole e inizia con l’equinozio per terminare con il solstizio d’inverno.

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Persefone e il significato dell’equinozio nelle antiche culture

Molto prima che il fenomeno potesse essere descritto con precisione dall’astronomia, l’equinozio d’autunno rappresentava per diverse culture un importante momento di passaggio.

La diminuzione delle ore di luce, la fine dei raccolti e l’avvicinarsi dell’inverno hanno alimentato nei secoli miti e tradizioni legati al rapporto tra vita e morte, luce e oscurità, abbondanza e riposo della natura.

Uno degli esempi più celebri arriva dalla mitologia greca ed è il mito di Persefone.

Figlia di Demetra, dea dell’agricoltura e delle messi, Persefone viene rapita da Ade e condotta nel regno degli Inferi. Secondo il mito, la sua permanenza lontano dalla madre è collegata al periodo dell’anno nel quale la natura perde progressivamente la propria vitalità, mentre il suo ritorno accompagna il rifiorire della terra.

Dall’Higan giapponese alle feste del raccolto

Anche in Giappone il periodo degli equinozi conserva un significato particolare. Nella tradizione buddista si celebra l’Higan, ricorrenza che cade due volte all’anno, in prossimità degli equinozi di primavera e autunno.

Il termine richiama simbolicamente l’“altra riva” e il passaggio dal mondo dell’ignoranza verso l’illuminazione. Durante questo periodo è tradizione visitare le tombe degli antenati, portando fiori e offerte.

Il raccolto rappresenta un altro elemento ricorrente nelle celebrazioni legate all’arrivo dell’autunno.

Nel mondo romano, per esempio, Pomona era la divinità associata agli alberi da frutto, ai giardini e alla loro abbondanza.

Nelle moderne tradizioni neopagane, invece, l’equinozio autunnale viene spesso celebrato con il nome di Mabon, festività associata al raccolto e al passaggio verso la parte più buia dell’anno.

Autunno
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Cosa cambia dopo l’equinozio d’autunno

Con il passaggio dell’equinozio, nell’emisfero settentrionale il Sole apparirà ogni giorno più basso sull’orizzonte e le ore di luce continueranno a diminuire.

Il processo proseguirà fino al solstizio d’inverno di dicembre, quando si raggiungerà il giorno con il minor numero di ore di luce dell’anno.

Da quel momento la tendenza tornerà lentamente a invertirsi: le giornate ricominceranno ad allungarsi, fino all’equinozio di primavera e poi al solstizio d’estate.

L’equinozio del 23 settembre rappresenta quindi molto più di una semplice data sul calendario: è uno dei quattro momenti astronomici fondamentali che scandiscono il viaggio annuale della Terra intorno al Sole e il continuo alternarsi delle stagioni.

Equinozio d’autunno 2026: immagini e foto