Il carciofo romanesco diventa il protagonista delle tavole romane dal 7 al 10 aprile
Portato in tavola ‘alla Giudia’ o ‘alla Romana’, il carciofo è un ortaggio che non manca mai sulle tavole laziali, da ottobre fino a maggio. Per celebrare questa prelibatezza nostrana, anche quest’anno è stato organizzato un festival in suo onore nel cuore di Roma.
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È una lunga storia di tradizione quella che lega il carciofo romanesco, diffuso in tutto il territorio laziale, alla cucina romana e in particolare modo del ghetto ebraico.
La conoscenza del carciofo risale addirittura agli antichi Egizi, ma è nel XVI secolo che iniziano a comparire nei in piatti di ricettari che li vedono protagonisti in tutto il loro sorprendente gusto.
Il piatto più famoso è senza dubbio il ‘Carciofo alla Giudia‘ dove questa varietà romanesca, molto grande e dalla forma tondeggiante priva di spine, viene mondato, lavato e fritto nell’olio bollente due volte. Dopo la frittura a testa in giù ne esce fuori con la tipica forma a rosa. Secondo alcune fonti questo piatto veniva consumato alla fine della giornata di espiazione e digiuno prevista dalla religione ebraica.
E quindi, quale miglior modo di celebrare questa bontà se non con un festival culinario nel cuore della capitale?
Il Festival del Carciofo Romanesco vedrà per quattro giorni il carciofo protagonista di piatti della tradizione romana ed ebraica; l’evento è in stretto gemellaggio con la storica Sagra del Carciofo di Ladispoli, arrivata alla sua 71esima edizione, che si terrà i giorni immediatamente successivi, 12, 13 e 14 aprile.
L’evento

Arrivato alla sua terza edizione, il Festival del Carciofo Romanesco di quest’anno si terrà nel centro città ufficiosamente dal 7 al 10 Aprile, ma ufficialmente il taglio del nastro avverrà lunedì 8 aprile alle 11 a via del Portico d’Ottavia.
Durante l’occasione di apertura è prevista la presenza del ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida, nonché dei rappresentanti delle organizzazioni che hanno pensato e voluto l’evento, come Confesercenti, Regione Lazio, Centro Agroalimentare Roma, Azienda speciale Agro Camera, Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare – Ismea, Arsial-Regione Lazio, Comune di Roma e I Municipio, Coldiretti.
Il festival coinvolgerà 20 ristoranti dei rioni storici di Trevi, Ripa e Campo de’ Fiori, e ovviamente quelli del quartiere ebraico; l’idea è quella di servire piatti a base di carciofi secondo le cosiddette ‘ricette della nonna’, tramandate di generazione in generazione e patrimonio della tradizione romana.
Ogni ristorante proporrà il proprio menu al prezzo di 35 euro, mentre al quartiere ebraico saranno presenti anche delle degustazioni; il tutto sarà condito da eventi che evocheranno il vero spirito della romanità, come ad esempio la recita degli stornelli dei figli di Alvaro Amici.
Storia, e curiosità del carciofo romanesco
La varietà del carciofo romanesco, conosciuto anche come ‘cimarolo’ o ‘mammola’, ha un’origine antichissima ed è considerato un vanto territoriale, tanto da essere stato il primo ortaggio in Italia a essere tutelato con il marchio IGP.
Testimonianze indicano che l’ortaggio era conosciuto fin dai tempi degli Egizi, ma è per merito degli Etruschi che inizia la sua coltivazione vera e propria, come testimonierebbero raffigurazioni di foglie di carciofo su alcune tombe della necropoli di Tarquinia.
Poiché la pianta era diffusa in area mediterranea, anche i Greci la conoscevano e da loro veniva utilizzata soprattutto in campo terapeutico, vedendoci lungo.
Infatti le sue proprietà farmacologiche sono state confermate da recenti studi scientifici: oltre al suo utilizzo per la cura di malattie epatiche, il carciofo ha tanto altre proprietà benefiche come la regolazione dell’appetito, lo stimolo della diuresi, aiutano a controllare i problemi di peso e di cellulite, nonché il colesterolo, il diabete e l’ipertensione. Inoltre sono un utile alleato contro i calcoli perché sono ricchi di fibre e di enzimi disintossicanti e antiossidanti.