Il turismo a New York è “in bilico”: perché c’è tanta preoccupazione

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New York ogni anno è invasa da turisti provenienti da ogni parte del mondo. Eppure la restrizioni sui dazi imposti da Donald Trump, starebbero in allarme i commercianti e il turismo. Ma davvero la Grande Mela potrebbe risentirne?

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Skyline New York
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Da sempre New York affascina il turismo internazionale, e lo fa per le curiosità, la storia, i monumenti e gli eventi che la Grande Mela è in grado di offrire. Eppure la mossa sui dazi del Presidente Trump starebbe arrecando forti preoccupazioni.

Fino allo scorso anno i visitatori che avevano scelto la metropoli per trascorrere le loro vacanze erano 65 milioni, generando un interesse economico e un impatto sociale non indifferente. Ma quanto potrebbero inficiare sul turismo le restrizioni commerciali del Presidente americano?

La preoccupazione sul turismo di New York

Osservatorio New York
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Il 2024 è stato un anno record per New York. Indifferentemente tra chi ha organizzato il viaggio nella Grande Mela fai da te e chi si è appoggiato alle agenzie turistiche, la metropoli internazionale ha raggiunto i livelli pre pandemia da Covid 19.

Le stime di chi aveva predetto che il coronavirus avrebbe penalizzato il turismo newyorkese si sbagliavano. L’anno scorso i visitatori sono stati 65 milioni, mentre nel 2019 (prima della diffusione del Covid) 67 milioni.

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Una lieve differenza ma che crea in entrambi i casi un impatto economico significativo. Con l’afflusso turistico del 2024 New York ha potuto contare un’economia circolare dal valore di 79 miliardi di dollari.

La Grande Mela sul filo del rasoio

Aereo su New York
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I commercianti nutrono una grande preoccupazione per le cosiddette “tariff” volute da Trump. Le sue imposizioni sui dazi stanno generando un aumento generale dei prezzi, potendo scoraggiare e rendendo impossibile la visita in città a molti visitatori.

In una metropoli già costosa di suo, dove per una pizza potrebbero servire 20$, per una colazione 15$ e i pernottamenti negli hotel con una media di 300$ a notte, un ulteriore rincaro potrebbe creare dei “disastri turistici“.

Il turismo internazionale non è alla portata di chiunque, e qualunque rincaro globale potrebbe disincentivare i turisti a far visita alla Grande Mela. L’anno scorso la spesa dei viaggiatori a NYC è stata di 23 miliardi di dollari, e se venisse a mancare una simile entrata le ripercussioni economiche sarebbero comunque impattanti.

Paura del fenomeno “canadese”

La paura più grande degli esercenti della Grande Mela è che il turismo possa subire un calo come il fenomeno “canadese”. Un tempo i turisti provenienti dal Canada apportavano un contributo economico significativo alla città, oggi sempre più ridotto per via delle tensioni commerciali.

I viaggi via terra segnano un duro -23%, e anche i voli dal Canada a New York hanno perso un buon 10%. In termini economici la metropoli americana avrebbe perso poco più di 2 miliardi di dollari, mentre sul lavoro ci sarebbero stati circa 14.000 licenziamenti.

Eppure sembra che il Canada, almeno per adesso e anche per fortuna, sia soltanto un “caso isolato“. Anzi, negli ultimi mesi sembrerebbe che soprattutto i turisti italiani abbiano “invaso” New York,  riducendo ma non annullando le preoccupazioni dei commercianti della città.

Nel frattempo New York continua a mantenere le sue radici basandosi sul fatidico “no drama“, anche se la paura che il turismo possa dimezzarsi e i commercianti ritrovarsi costretti a rivedere i prezzi (e sopravvivere al caro vita) è alta.

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