Dal rendere virali i luoghi al tenerli nascosti, gli influencer cambiano strategia contro l’overtourism
Anche gli influencer stanno contribuendo a contrastare quanto più possibile il fenomeno del turismo di massa. Questa tecnica si chiama “nogeotag”: vediamo qui in cosa consiste.
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Moltissime volte quando un influencer pubblica sui suoi profili social un luogo con tanto di tag, questo luogo rischia di diventare particolarmente popolare e andare incontro al fenomeno del turismo di massa.
Durante il corso degli ultimi giorni però, sui social è nata una nuova tendenza che va contro corrente. Questo fenomeno prende il nome di “nogeotag“, in cui i content creator più famosi decidono di non rivelare più dove sono con l’intento di proteggere quei territori che non sono in grado di reggere grandi flussi turistici.
“Nogeotag”: ecco in cosa consiste la nuova strategia per contrastare il turismo di massa

La scelta che ha portato anche il mondo del web a contribuire attivamente a contrastare quanto più possibile il fenomeno dell’overtourism è molto semplice: quando un luogo ancora poco conosciuto viene pubblicato sui social da una persona con un elevato numero di follower, tende a prendere molta visibilità e viene premiato dall’algoritmo.
Questa popolarità però porta ad una conseguenza non sempre facile da gestire, in quanto molto spesso questi territori passano da essere delle destinazioni di nicchia ad essere prese d’assalto dal turismo di massa nel giro di pochissime settimane, portando a delle conseguenze tutt’altro che piacevoli: sentieri corrosi, pressione sull’ecosistema e parcheggi congestionati.
Questa situazione si è verificata in diversi territori come ad esempio su moltissimi sentieri delle Dolomiti che non reggendo all’altissimo numero di visitatori hanno deciso di contingentare gli ingressi.
Nonostante la buona volontà di moltissimi influencer, coloro che lavorano all’interno del settore turistico, guardano il fenomeno del “nogeotag” con un occhio di riguardo in quanto sono preoccupati che questa strategia possa rivelarsi più dannosa che proficua.

Secondo gli operatori del settore turistico, la semplice mancanza di un “tag” all’interno di un post non sarebbe una soluzione efficace in quanto sarebbe più utile attuare una gestione attiva dei grandi flussi turistici.
A fronte di questo, moltissimi enti che gestiscono i territori hanno inserito delle figure alla quale hanno affidato il compito di monitorare i contenuti social con l’obiettivo di identificare per tempo tutti quei luoghi che potrebbero diventare virali nel giro di pochissimo tempo in modo da attuare fin da subito delle misure per gestire al meglio l’affluenza turistica.
Queste nuovissime figure prendono il nome di ranger digitali, e il loro compito è quello di monitorare attentamente non solo le piattaforme social ma anche i portali escursionistici evitando che il picco di visitatori diventi ingestibile.
Ad oggi il “nogeotag” ha un’efficacia limitata in quanto agisce per lo più sulla visibilità del singolo post piuttosto che sulla causa diretta, in quanto non consente di avere a disposizione i giusti strumenti per monitorare e gestire in maniera attiva la potenziale affluenza turistica.
La figura dei ranger digitali inserita già all’interno di moltissimi parchi sparsi per la Penisola indicano che questa strategia potrebbe rivelarsi efficace nel lungo periodo ma richiede delle competenze specifiche.