Trieste conquista il The Guardian: è tra le mete più affascinanti d’Europa

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Trieste ha conquistato il cuore del The Guardian, e la testata britannica non ha potuto far altro che omaggiarle un articolo in cui la celebra come una enclave geografica a cui non manca nulla. Ma vediamo gli aspetti più apprezzati del capoluogo del Friuli Venezia Giulia.

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Faro della Vittoria Trieste
Photo by: Mazur Travel/Shutterstock.com

Il capoluogo del Friuli Venezia Giulia, Trieste, è una città ricca di storia ma anche di tradizioni e culture differenti. E a notare queste sfaccettature è stata propria la testata giornalistica The Guardian, che ha deciso di regalarle un elogio sottolineando gli aspetti più affascinanti e significativi.

Nonostante le molteplici dominazioni, culture e lingue diverse, Trieste ha avuto la capacità di acquisire un’identità unica diventando un’anima cosmopolita, e il presente viene vissuto in modo flessibile e dinamico. Ma non si tratta delle uniche caratteristiche ben viste dal quotidiano britannico, infatti nell’articolo se ne citano tante altre.

L’elogio del The Guardian a Trieste: tra bellezze e specialità

Porto di Trieste
Photo by: Claudine Van Massenhove / Shutterstock.com

Il The Guardian è rimasto impressionato da Trieste, che l’ha descritta come una città cosmopolita in grado di adattarsi all’evoluzione odierna pur essendo stata governata dall’Impero Austro – Ungarico per 536 anni, divenuta “libera” soltanto nel  XVII secolo.

Ma la caratteristica unica e differenziante di Trieste è la sua cultura del caffè. Nel XVII infatti, in città arrivavano carichi di chicchi provenienti da Yemen ed Etiopia, motivo per cui nel capoluogo nacquero numerose torrefazioni.

Chi pianifica una visita a Trieste non può non far visita ai caffè storici della città, che ancora oggi mantengono la loro storicità: sono stati costruiti ispirandosi alle Kaffeehaus viennesi, e una volta entrati si percepisce subito lo stile vintage che li distingue, con banconi realizzati in legno pregiato e specchi dorati di spicco.

Gli interni ricordano un legame speciale anche con i letterari di un tempo: da James Joyce ad Umberto Saba fino ad arrivare a Italo Svevo.

Ancora oggi il porto triestino accoglie numerosi chicchi di caffè provenienti dai Paesi esteri, motivo per cui viene classificata come la “città che profuma di caffè”.

Le specialità gastronomiche triestine

Strudel di mele
Photo by: etorres / Shutterstock.com

Ma il The Guardian non ha apprezzato soltanto la storia di Trieste, bensì anche le sue specialità gastronomiche, definendo il cibo locale come uno dei più attraenti di Italia. Un’attenzione particolare si è concentrata su quello che in dialetto triestino si chiama rebechin.

Il rebechin è uno spuntino tradizionale di Trieste, molto utilizzato soprattutto dai lavoratori che durante le pause preferiscono mangiare qualcosa di veloce. Di solito si fa mettendo il prosciutto cotto in una crosta di pane e si arricchisce con il formaggio locale Liptauer, acciughe, senape o porzina.

Ma la testata britannica cita con grande soddisfazione altre specialità gastronomiche di Trieste: zuppe calde accompagnate da fagioli e crauti, bolliti misti di carne di maiale con senape e rafano cresco e gli immancabili formaggi del Carso, di malga della Carnia e il pesche freschissimo che arriva dal golfo.

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A completare l’offerta triestina ci sono i dessert, il cui podio per il The Guardian è conquistato dallo strudel di mele, dalle torte al cioccolato e dai dolci lievitati e colmi di frutta secca.

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