Una decisione che fa discutere: questo il paese che vuole dire addio al contante prima di tutti
Come annunciato dal suo primo ministro, entro il 2030 l’Albania potrebbe diventare il primo Paese al mondo ad essere cashless. Ecco qui quali sono stati i motivi di questa decisione.
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Qualche giorno fa, Edi Rama il primo ministro dell’Albania, ha annunciato la sua intenzione di eliminare definitivamente i contanti entro il 2030, rendendolo il primo Paese al mondo completamente cashless.
L’obiettivo che ha spinto Rama verso la valutazione di questa importante decisione è quello di abbassare quanto più possibile l‘economia illegale, che ad oggi rappresenta il principale punto debole di questo Paese.
L’Albania è davvero pronta a dire addio al cash?

Diventata in questi anni una delle mete di viaggio molto amate dai turisti di tutto il mondo, entro il 2030 l’Albania potrebbe diventare interamente cashless.
Questa possibile decisione è stata annunciata da Edi Rama, il quale ha dichiarato che, attraverso l’eliminazione del contante, non solo si annullerebbe quasi del tutto l’economia illegale che domina una buona parte del Paese, ma attraverso un metodo di pagamento tracciato come la moneta elettronica, il riciclo del denaro diventerebbe molto più complicato.
Al momento questa ipotesi non sarebbe ancora confermata in quanto, apportare un cambiamento così radicale in un Paese che vive prevalentemente di denaro contante come l’Albania, non è una cosa semplice.
Il segretario generale dell’Associazione Bancaria Albanese, Spiro Brumbulli, ha dichiarato che sia il governo che le istituzioni, lavoreranno ad un piano per portare in modo graduale il Paese verso l’utilizzo del cashless con misure sempre più restrittive, partendo dall’inserimento di un tetto massimo di spesa per i pagamenti in contanti fino ad arrivare all’introduzione dei pagamenti Sepa.
I motivi che spingono la popolazione albanese all’utilizzo dei cash sono davvero tantissimi, il primo fra tutti è la forte sfiducia verso gli istituti di credito. A confermare che questa decisione non è ancora definitiva sono anche le guide turistiche che invitano coloro che si recano a fare un viaggio in Albania, a portare con sé denaro in contanti in modo da effettuare i pagamenti senza problemi.
Secondo gli esponenti politici, questa riforma, per quanto sia ambiziosa, non è sufficiente per mettere l’Albania sullo stesso piano dei Paesi più avanzati. Il cofondatore del Partito Democratico Genc Pollo ritiene che qualora questo progetto entrasse in vigore, potrebbe rappresentare un “attacco” alla libertà di tutti i cittadini che utilizzano il denaro contante.
La poca fiducia dei cittadini verso le banche

Come ha dimostrato un sondaggio eseguito dall’Associazione Bancaria Albanese, soltanto il 34% della popolazione ha fiducia nelle banche, e questa sfiducia è confermata dal fatto che soltanto un cittadino su due è in possesso di un conto corrente.
Questa forte diffidenza è collegata alle molteplici ragione storiche. Dopo la caduta del comunismo, nel Paese nacquero numerose società di investimento che promettevano ai cittadini un ritorno di denaro altissimo con dei tassi di interesse che ad oggi sarebbero altamente improponibili.
Quando questo raggiro nei confronti dei poveri cittadini raggiunse il picco massimo, ad avere investito in questo sistema fraudolento era circa una persona su sei. Al suo crollo definitivo, avvenuto nel 1997, i cittadini iniziarono ad invadere le banche con l’obiettivo di ritirare il denaro investito: al termine di questo fenomeno furono persi complessivamente 1,2 miliardi di dollari una cifra pari alla metà del PIL dell’Albania di quell’epoca.