L’Ospedale delle bambole di Napoli: dove i grandi tornano bambini
Sito ad oggi nelle piccole stanze delle vecchie rimesse per le giumente dell’antico e barocco Palazzo Marigliano, presso il centro storico di Napoli, l’Ospedale delle Bambole è un locus amenus in cui anche i grandi ritornano bambini.
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La storia dell’Ospedale delle Bambole
Nato durante gli anni ultimi della Belle Epoque, quando Napoli era scissa tra la miseria del pane nero e gli idilli della canzone, l’Ospedale delle Bambole è stata la “Mecca” per l’infanzia della Napoli che fù, grazie all’attività di ospedalizzazione che il maestro artigiano Luigi Grassi intraprese a pochi passi dalla via dei presepi di S. Gregorio Armeno.
Ma l’opera di cura e salvaguardia dei giocattoli non si è fermata a quell’epoca, nemmeno con l’avvento del gioco interattivo e del digitale.
Ieri, oggi e domani

Ripreso dall’ultima discendente della famiglia Grassi, Tiziana, ad oggi l’Ospedale delle Bambole è uno dei luoghi caratteristici del centro storico campano e che si allega benissimo alle fantasmatiche e favolose scale del Palazzo Marigliano.
Infatti, non ci arrechino biasimo gli adulti, ma i principali spettatori e i primi interessati in questo posto sono i bambini. I più piccoli possono accedere ad un percorso di scoperta del giocattolo, toccare con mano manufatti e oggetti indicativi dell’evoluzione dell’emisfero del giocattolo, sia come materiali e soggetti.
A questo punto si allega anche un altro fattore, quale la possibilità di apprendimento ludico, osservando come sono cambiate col passare del tempo le modalità di fabbricazione e le tendenze, ormai differenti ed obsolete, del giocattolo.
All’interno dello stabile dell’Ospedale delle Bambole, gli spettatori potranno trovare manufatti di peluches, bambole, marionette e pupi da teatro da camera, cavalli a dondolo e tanto altro che attraverso la vista ci trasporta in un’altra epoca, a cui gli adulti spesso hanno indirettamente preso parte dietro i racconti familiari dei nonni.
Oltre a questi feticci del giocattolo del passato, si uniscono alcune caratteristiche che rendono ancor più accogliente per grandi e piccoli questo percorso, come una piccola platea adibita al cinema, in cui viene reso in modo audiovisivo la cronistoria dei vari “dottori” e delle varie vicissitudini che hanno colpito l’Ospedale delle bambole tra fine 800’ e 900’, di come si svolgeva la sua attività nel passato e come persiste nel presente.
E Oggi il Domani guarda a Ieri

Infatti, una delle caratteristiche e degli elementi di continuità tra ieri e oggi e che si rivela arma vincente dell’attuale Ospedale delle bambole è l’aver mantenuto nel suo stabile workshop e laboratori. Tale mantenimento è duplice, in quanto, se da un lato l’attività di restauro e ricostruzione dei giocattoli d’epoca è ancora vivissima, con le sue commesse e richiesta da tutta Italia, d’altra parte l’Ospedale ha aperto nuovi spazi, in cui protagonisti attivi sono i piccoli spettatori odierni, insieme ai loro giocattoli.
All’interno del laboratorio non solo sono conservati alcune giocattoli del passato in attesa di restauro e di modellamento ex novo, ma vi sono allestimenti finalizzati all’intrattenimento di questi. I piccoli spettatori potranno sottoporre a cure, raggi x e medicamenti le loro bambole e i loro peluches, insieme ai genitori e agli addetti ai lavori.
In tal modo il percorso si assume il taglio di esperienza immersiva e totale per grandi e piccoli, giungendo a disperdere ogni vincolo anagrafico. E se volete farvi un giro per Napoli e i suoi quartieri, ecco alcune cose da non perdervi per nulla al mondo.