Centocelle: il quartiere di Roma dove la cucina tradizionale resiste
Siete a Roma e siete stanchi dei soliti locali e ristoranti ‘acchiappaturisti’ del centro? Allora c’è un quartiere che fa per voi, dove la proposta enogastronomica è spaziale e alla portata di tutte le tasche!
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Se si dice ‘Roma’ si pensa subito al centro storico con i suoi monumenti che ricordano la grandezza di tempi passati, i suoi vicoli stretti e tortuosi che si aprono su piazze mozzafiato e i mille ristoranti che affollano le vie laterali.
Ma per quanto ‘il centro’ sia genuino nella sua essenza storica, altrettanto non si può dire dei ristoranti che lì si incontrano: nonostante alcuni siano effettivamente delle eccellenze culinarie, decisamente troppi fanno parte di quella categoria etichettata come ‘trappola per turisti‘, sia per i costi che per le ricette, tutt’altro che originali della tradizione romana e italiana in generale.
Ecco allora che la periferia, snobbata e volutamente evitata dalla maggior parte dei turisti, può invece rivelarsi uno scrigno culturale ricco di posti dove il bere e il mangiare bene viaggiano sullo stesso binario di un’accoglienza calorosa e genuina.
Nella periferia a est di Roma, rimanendo all’interno del Raccordo Anulare e a un non nulla dal centro, collegata molto bene con il centro, c’è un quartiere che ha fatto del buon cibo e delle buone bevute il suo punto di forza.
Centocelle

Il nome Centocelle deriva dalla presenza in questa zona di una cittadella militare fatta costruire dall’imperatore Costantino, chiamata per l’appunto, Centum Cellae.
Dall’aspetto della tipica borgata romana degli anni ’50, con il tempo ha vissuto un’interessante riqualificazione dopo un periodo di abbandono da parte dell’amministrazione locale e dagli abitanti stessi. Da qualche anno a questa parte su Centocelle hanno scommesso tantissimi imprenditori, che hanno portato nel quartiere tantissimi locali e ristoranti di ottima qualità e molto interessanti dal punto di vista della proposta offerta.
Se invece avete delle intolleranze specifiche, vi consigliamo di dare un’occhiata qui.
Menabò Vino e Cucina
Aperto nel 2018 dai fratelli Paolo e Daniele Camponeschi, rispettivamente chef e oste, Menabò è tra le imprese che ha più energicamente contribuito alla rinascita gastronomica di Centocelle.
L’atmosfera è quella informale da osteria contemporanea, completata da una cantina invidiabile, e da piatti che mischiano materie prime del centro Italia e qualche spunto mediterraneo: sempre disponibile, su richiesta, la Carbonara, insieme a piatti meno prevedibili come lo sgombro arrosto con gazpacho di mandorle e crumble a beccafico.
Legs
Legs non solo sorge sulle ceneri di Mazzo (ora spostatosi nel quartiere di San Lorenzo), ma la continuità è data anche dagli stessi proprietari, che l’hanno avviato nel 2020 come posto dedicato allo street food.
Il re del posto è il pollo fritto in varie modalità: dalle alette glassate alla soia, miele e zenzero, oppure affumicate, alla sovracoscia disossata, panata e fritta, servita con polvere di cipolla e cetriolini, salsa piccante oppure porchettata con sale al finocchietto e aglio. Se proprio non sapete cosa scegliere c’è la box ‘tutti i gusti’.
L’Ombralonga dal Veneziano

Spostatosi a via Federico Delpino da qualche anno, questo posto incarna il vero spirito dei bacari veneziani.
L’Ombralonga viene preso d’assalto soprattutto all’ora dell’aperitivo, dove sono serviti oltre 10 tipi di spritz, tra cui l’originale al Select, lo spirito veneziano, e il bianco.
In accompagnamento all’alcool ci sono moltitudini di cicchetti, ovvero delle sorta di tapas di crostini di pane conditi con salumi, formaggi, creme e conserve varie.
I prezzi sono popolari e l’atmosfera è calorosa.
Proloco Dol Centocelle
Dol sta per ‘Di Origine Laziale‘, e questo la dice lunga sulla ricerca quasi maniacale dell’autenticità delle materie prime locali che ha caratterizzato questo posto sia dalla sua apertura, nel gennaio del 2006.
L’offerta enogastronomici comprende, tra altri, i formaggi di Bianca Monticellana e Grigia Ciociara, Pecorini e Conciato di San Vittore, nonché salumi da suini autoctoni dei Monti Lepini e Reatini, possibili anche da acquistare per portarli a casa.
Anche la cucina si basa sui medesimi ingredienti: taglieri misti, primi semplici come le mezze maniche all’amatriciana, oppure ravioli di ricotta, secondi robusti come lo stinco di maiale con patate e le DOLpette di manzo con cuore di formaggio.
Non mancano le pizze, con farciture ad esempio di guanciale, pomodori secchi e provolone di Formia 24 mesi oppure pecorino bio e guanciale di Mangalitza.
Fassangue

Nomen omen: fin dal nome si capisce come la specialità del ristorante sia la carne in tutte le sue forme.
La materia prima arriva dalla Macelleria Caputo, e la cucina si impone di trattarla il meno possibile, proponendola spesso e volentieri cruda, sia in forma di tartare, che carpacci, ma anche varianti alla carne del fashionissimo sushi.
Si va di crudo anche nei bao e nei burger, da affiancare a uova strapazzate al tartufo o insalate di ortaggi.
Ottimo il rapporto qualità-prezzo.
Ma.Mi.Mo.
Un cocktail bar in stile urban completo di uno scenografico bancone centrale e una bottigliera super fornita.
Non bevete alcool? Nessun problema! I bartender saranno molto disponibili in fatto di analcolici, confezionando anche in questo caso dei drink sartoriali.
Il menu del cibo è in continuo cambiamento e si va dai semplici crostini con porchetta di pollo, paté toscano o selezioni di salmone, ai taglieri, ma anche ai burger e ai tacos.
Rude
Rude è uno dei cocktail bar più interessanti di Roma, ed è stato tra i primi a fare da apripista alla miscelazione di qualità nel quartiere.
All’interno ci sono luci al neon e un bel bancone, al quale si aggiunge anche un dehors presente tutto l’anno.
La drink list è tematica e cambia spesso con l’ispirazione del momento.
La cucina è d’ispirazione orientale, infatti è possibile trovare, ad esempio, varianti di ravioli cinesi e tataki.