Lo stabilimento balneare vieta il cibo in spiaggia? Niente paura, questo è il regolamento
Negli ultimi mesi si sono registrati molti reclami di vacanzieri alle prese con i divieti del cibo in spiaggia da parte degli stabilimenti balneari italiani: ecco tutto quello che c’è da sapere per non incorrere in fastidiosi imprevisti sotto l’ombrellone.
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L’estate prosegue il suo corso e con le temperature ancora altissime in tutta Italia si continua a programmare weekend al mare e numerose gite fuori porta appena possibile, staccando la spina dal tran tran quotidiano. Nelle ultime settimane gli stabilimenti balneari del Bel Paese sono stati presi d’assalto per le consuete vacanze di agosto e le polemiche non sono mancate. Numerosi viaggiatori infatti si sono ritrovati impossibilitati nel portare con sé del cibo in spiaggia, con controlli serrati di zaini e borse all’ingresso, obbligandoli poi ad acquistare i generi di prima necessità ai punti ristoro convenzionati. Ma siamo proprio sicuri che questa regolamentazione sia legittima? Analizziamo insieme la situazione.
Divieti per il cibo in spiaggia negli stabilimenti balneari: tutto quello che c’è da sapere
Nelle scorse settimane è scoppiato un vero e proprio caso in Puglia: a Gallipoli una mamma è stata privata del cibo senza glutine che aveva portato da casa per la figlia celiaca, invitata poi dal personale di riferimento dello stabilimento balneare prescelto, di recarsi al punto ristoro lì in loco per acquistare il pranzo. Casi analoghi sono stati registrati non solo in Puglia ma anche in Toscana, in Campania, in Sicilia e in Sardegna, confermando una politica molto scorretta a riguardo. Al di là della necessità di salute nel portare con sé del cibo particolare, la regolamentazione a riguardo è chiara e presenta nessuna limitazione a riguardo.

La regolamentazione sul cibo in spiaggia
Che siano le bellezze della Puglia o il mare cristallino di un’altra regione, la regolamentazione sul cibo in spiaggia da portare con sé è sempre molto chiara partendo proprio dall’Ordinanza Balneare del 2024 sottoscritta anche dalle spiagge pugliesi, che stabilisce che
“è sempre consentito, sulle spiagge e sulle aree demaniali, introdurre alimenti e bevande per il consumo proprio e/o dispositivi medici di emergenza negli opportuni contenitori, nonché consumare alimenti/bevande anche se non acquistati in loco”.
Il tutto va ancor di più a favore dei vacanzieri considerando la scadenza di molte concessioni balneari e la possibilità di vivere liberamente numerosi tratti di spiaggia anche appartenenti agli stabilimenti più noti.

Il chiarimento di Federconsumatori e Udicon
Anche Federconsumatori è intervenuta sull’annosa questione, chiarendo ancor di più la situazione. Le società che gestiscono i lidi si ritrovano in aree appartenenti al demanio pubblico in concessione e non essendo proprietari di nessun suolo non possono imporre regole specifiche, includendo anche il cibo da poter portare con sé, borse, zaini e altro.
Il tutto, ovviamente, nel rispetto delle regole del saper vivere e dell’ambiente, senza gettare carte in spiaggia, far rumore o esagerare. Gli fa eco anche l’Unione per la difesa dei consumatori che ribadisce come sia illegittimo vietare l’ingresso di cibo in spiaggia, pubblicando sui suoi canali web anche un vademecum dei diritti del consumatore in spiaggia.