Alla scoperta degli 8 scali aeroportuali a rischio chiusura in Italia

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Alla scoperta degli 8 scali aeroportuali con pochissimi passeggeri in Italia che pesano elevatamente sull’economia italiana risultando a rischio chiusura per la loro costante inefficacia e con flussi di viaggiatori troppo bassi.

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Ph credits Michele1978rimini, Wikimedia Commons

Quando si vuole organizzare un viaggio o uno spostamento più lungo, la mente va subito a uno dei mezzi di trasporti più comodi e amati: l’aereo. Investendo una piccola somma di denaro è possibile recarsi in poche ore in luoghi lontani, con la comodità di un sedile confortevole, dei bagagli con sé e di avere tutto a disposizione. In Italia vi sono ben 126 aeroporti, di cui 41 civili, distribuiti in tutto il Paese, tranne che in Basilicata e in Umbria dove non ci sono hub. Nonostante l’immenso traffico aereo nel Bel Paese sia interno che esterno verso l’Europa e il mondo intero, numerosi scali sono a rischio chiusura poiché in vertiginoso calo di viaggiatori, pesando in maniera importante sull’economia.

Gli otto scali aeroportuali a rischio chiusura in Italia

In Italia vi sono ben 41 scali commerciali gestiti in gran parte da trenta società tra pubblico e privato e che investono quindi esose somme di denaro per essere portate avanti. Molte di queste raccolgono numeri impressionanti: basti pensare a Roma Fiumicino che convoglia ben 40 milioni di persone, seguito da Milano Malpensa con 26, Napoli Capodichino punto di riferimento del Sud Italia con ben 12 milioni, Bergamo Orio al Serio con 15, Venezia con 11 milioni di visitatori che scelgono l’aero per muoversi. Dall’ultimo report di Aci Europe e Assaeroporti divulgato alla Commissione Europea nel settembre 2024, molti scali figurano con meno di un milione di passeggeri, superando la linea rossa di rischio per la loro sopravvivenza. Scopriamo di quali si tratta e com’è la situazione per il presente e il futuro di queste strutture.

La crisi degli aeroporti di provincia

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Ph credits Perkele, Wikimedia Commons

Gli aeroporti di provincia sono quelli maggiormente in difficoltà. Ce ne sono otto particolarmente a rischio chiusura per i numeri sempre in calo e gli esosi costi di gestione che influiscono troppo sull’economia del paese. Tra questi figurano Trieste, Rimini, Pescara e Perugia che alternano annate più positive ad altre con numeri in rosso ma che riescono a confermarne la presenza. Da bollino esclusivamente rosso si registrano Ancona, Forlì, Parma e Cuneo, tutti stabilmente in perdita da anni e che per salvarsi avrebbero bisogno quanto prima di un piano di rilancio che attualmente non c’è. Sorte diversa invece per la bellissima Trapani, meta turistica in particolar modo in estate, che è riuscita a riportare in verde il suo bilancio con un’operazione di valorizzazione del territorio e delle sue infrastrutture.

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Il caso di Parma e le soluzioni

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Photo by Anestiev – Pixabay

Il caso più singolare è quello dell’aeroporto Giuseppe Verdi di Parma, con 134.000 passeggeri di media all’attivo e con nessuna speranza di ripresa secondo gli esperti. Eppure va avanti, non viene chiuso e resiste, con i soci pubblici, il Comune e numerosi Enti che ne difendono la conferma con le unghie e con i denti, essendo un polo importante per i collegamenti cittadini in Italia e in Europa.

All’interno volano soltanto due compagnie: Ryanair e FlyOne, collegandosi con Cagliari, Palermo, Malta e la Moldavia, molto ridotte rispetto al vicinissimo aeroporto di Bologna che vanta 1 milione di viaggiatori. L’idea è quello di cedere alcune delle nuove tratte emiliane proprio a Parma rispetto che al capoluogo di regione, provando così una super operazione di riqualificazione che dovrebbe però giovare anche allo scalo bolognese.

Gli otto scali aeroportuali a rischio chiusura in Italia: immagini e foto