Nel deserto nigeriano ci sono fortezze di sale d’argilla di cui nessuno conosce età e storia

Autore:
Mario Rinaldi
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

Misteri mai svelati e che forse nessuno mai riuscirà a svelare. Ai confini con Libia e Ciad, nel deserto nigeriano sono state rinvenute fortezze di sale d’argilla, di cui nessuno studioso è stato in grado di rivelarne l’età e la storia. Restano un vero mistero e ad oggi sono tra le attrazioni maggiormente richieste da parte dei turisti. Sono abbandonate da 20 anni a causa dell’instabilità dell’area. Solo l’iscrizione al Patrimonio UNESCO potrà salvarle.

fortezze di sale d'argilla
Credit Holger Reineccius Wikimedia

Le misteriose fortezze di sale d’argilla nel deserto nigeriano: cosa sappiamo

È davvero incredibile pensare che, nel bel mezzo del deserto nigeriano, a un certo punto sbucano quasi dal nulla fortezze di sale d’argilla, la cui edificazione risulta del tutto sconosciuta. Le fortificazioni sono situate esattamente a Djado, una regione semidesertica. Di queste costruzioni non si conoscono notizie certe, sembrano essere finite nel dimenticatoio. Eppure, alle loro spalle si snodano stradine, viadotti, punti di vedetta e quanto di più straordinario abbia potuto realizzare l’ingegno dell’uomo. Quando? Per quale motivo? Non è dato saperlo.

Nel linguaggio locale si chiamano ksar. Trattasi di villaggi fortificati i cui resti giacciono nelle oasi del Kawar, regione desertica settentrionale del Paese africano. L’area in questione fino al 2002 ha attratto molti turisti, che si recavano nel deserto nigeriano per ammirare le antiche rovine di queste misteriose fortificazioni. Dal 2014, la forte instabilità della zona ha determinato un netto calo del numero dei visitatori, diventando quasi una zona interdetta. Da quando, infatti, sono stati scoperti alcuni giacimenti d’oro, l’area è stata presa di mira da gruppi fuorilegge che non tutelano affatto questo inestimabile patrimonio architettonico.

Nessuno sa quale sia l’epoca a cui risalgono questi ksar. Le autorità fanno affidamento solo ad alcuni documenti che raccontano l’esperienza di Albert Le Rouveur, un ufficiale francese in carica a Chirfa nel periodo coloniale, che ha provato, invano, a risolvere il dilemma sulle origini di queste fortificazioni. Il dato certo è che già nel corso dei primi insediamenti degli europei, che risalgono al 1906, questi insediamenti fungevano da cinte murarie in difesa del territorio.

fortezze di sale d'argilla Niger
Credit Holger Reineccius Wikimedia

Le diverse etnie insediatesi nei ksar

In questa zona desertica si sono susseguite una serie di etnie diverse che hanno dominato l’area. Prima i Sao, insediatasi nel Kawar in epoca antica. Tra il 13esimo è il 15esimo secolo si stabilirono i Kanuri, che venivano saccheggiati dai nomadi tuaregm arabi e toubou. Attualmente ci sono i “mai” di origine Kanuri, detentori di tradizioni orali e potenzialmente quelli più accreditati a svelare il mistero degli ksar.

Ora l’unica ancora di salvezza è costituita dall’iscrizione di queste strutture nella lista dei Patrimoni UNESCO. Solo così si può sperare di conferire un’origine a queste antiche fortificazioni e magari riaprire in questo modo le rotte turistiche di questa zona. L’Africa, infatti, non è solo viaggi tra Kenya e Tanzania (luoghi turistici più gettonati) ma anche la scoperta di siti come quello di Djado, che ha molto da offrire a coloro che si recano nel “Continente Nero” per avventure uniche ed indescrivibili.