Zuigudo: il tempio nascosto di Kyoto

Autore:
Valentina Bumbaca
  • Autore specializzato in Viaggi e Turismo

Il Kiyomizu-dera è sicuramente uno dei templi più conosciuti e più riconoscibili, grazie alla sua famosissima terrazza in legno. Ma non tutti sanno che il complesso ha tanti altri edifici e strutture di enorme valore culturale e storico. In questo articolo ne scoprirete alcuni, come lo Zuigudo.

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Kiyomizu-sera Hondo terrace
Photo by jamie_nakamura – Pixabay

Kyoto, letteralmente “Città Capitale”, fu effettivamente la capitale del Giappone dal 794 fino al 1869, anno di spostamento del ruolo a Tokyo. In quanto cuore dell’Impero nipponico per undici secoli, la sua urbanistica si è arricchita nel tempo di palazzi, templi e giardini di immenso valore storico e culturale.

Scrigno della cultura antica autentica giapponese, ad oggi Kyoto è nella lista dei siti protetti dall’Unesco. Con i suoi quasi 2000 templi e santuari, la città è l’ideale per chi vuole respirare l’aria del Giappone del periodo degli shogun, samurai e geishe.

La rinascita nel Kiyomizu-dera Zuigudo

Statua dea Kannon
Photo by ftanuki – Pixabay

Situato nel complesso del Kiyomizu-dera, uno dei templi più amati da giapponesi e turisti, lo Zuigudo rimane anonimo agli occhi dei più, a meno di non sapere dove andare a guardare. Il suo edificio si trova a sinistra all’altezza dell’ingresso del controllo biglietti del Kiyomizu-dera, e il suo ingresso poco illuminato non aiuta ad attirare l’attenzione.

Ma non è detto che questa sia una nota negativa! Quanti di voi, infatti, odiano le folle gremite dei luoghi turistici che non permettono di godere a pieno del sito (e neanche di ottenere scatti da influencer)?

Se siete di questo pensiero, lo Zuigudo fa proprio per voi perché l’esperienza che andrete a vivere, il Tainai meguri, sarà intensamente spirituale e privata.

Il tempio è una costruzione risalente al 1735, e l’immagine principale è quella di Daizuigu Bodhisattva, conosciuta per ascoltare con attenzione desideri e aspirazioni. Alla sinistra dell’entrata del tempio c’è una scala che, scesa, vi condurrà ad un corridoio buio, metafora del ventre materno della divinità. Percorrere il corridoio vuol dire intraprendere un sentiero sensoriale di rinascita, guidati al buio solo da una spessa corda attaccata alla parete.

Terminato il corridoio vi ritroverete in una sala in cui l’unico fascio di luce illumina una pietra posta al centro con inciso un’ideogramma sacro che vi permetterà di esprimere un desiderio alla dea.

La visita terminerà così, risalendo quindi in superficie verso la città, la folla, la luce.

Cosa vedere al Kiyomizu-dera

Questo complesso di Kyoto ospita al suo interno anche altri luoghi di grande interesse storico, spirituale e architettonico. Ecco quali:

  • Nio-mon
  • Sai-mon
  • Hondo
  • Okuno-in
  • Otowa no taki
  • Jojuin

Nio-mon

è l’entrata principale del Kiyomizu-dera. Fu distrutto da un incendio nel 1469 e ricostruito nel 1500. Quello che si può ammirare ora è frutto di un restauro portato a termine nel 2003.

Sai-mon

è la porta occidentale. Ricostruito nel 1633, è stato per lungo tempo considerato come una porta per il paradiso e luogo sacro per la pratica di meditazione che visualizza l’eden, in particolare al tramonto.

Hondo

è la struttura principale e più famosa del complesso. La sua caratteristica terrazza in legno è ritratta in molte foto e cartoline di Kyoto. Costruita nel 1633 con una tecnica tradizionale giapponese, la terrazza non ha neanche un chiodo che la tiene su da quasi 400 anni! All’interno dell’edificio posto su di essa potrete trovare l’immagine di Kannon Bodhisattva.

Okuno-in

si trova immediatamente sopra le tre cascatelle di Otowa. Versione in miniatura della terrazza dell’Hondo, anche questa è stata costruita con la stessa tecnica. La vista che si può godere da qui è spettacolare così come quella della terrazza, con il vantaggio però di essere meno gremita di gente.

Otowa no taki

ovvero la Cascata di Otowa, sono in realtà tre cascatelle usate per la purificazione. Il visitatore può raccogliere l’acqua delle cascatelle, rinomata per la sua purezza, attraverso dei recipienti posti alla fine di lunghi bastoni, e bevendola o sciacquandosi bocca e mani con essa si può pregare o semplicemente esprimere desideri.

Jojuin

era l’alloggio del venerabile Gana, un monaco che dedicò la sua vita alla ricostruzione e al mantenimento del Kiyomizu-dera. Attualmente utilizzato dall’amministrazione e dalla manutenzione del tempio, in pochi sanno che al suo interno, visitabile per periodi limitati all’anno, c’è lo spettacolare Giardino della Luna.

Zuigudo, il tempio nascosto di Kyoto: immagini e foto