Capo Nord viaggio

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Capo Nord informazioni e consigli utili

Capo Nord (Nordkapp in norvegese) è un promontorio roccioso che si trova sulla punta nord dell’isola di Magerøya, nel comune di Nordkapp, nella Norvegia settentrionale.

È noto e celebrato per essere il punto più a nord dell’Europa continentale, meta ogni anno di numerosissimi “pellegrinaggi” da parte di turisti e amanti dell’avventura, soprattutto in moto.

Il promontorio, posto a 71° 10′ 21″ di latitudine Nord, è alto 307 metri a strapiombo sul mare e fu chiamato così nel 1533 dall’esploratore inglese Richard Chancellor.

Trovandosi ben oltre il circolo polare artico, Capo Nord durante l’estate non vede mai tramontare il sole: dall’11 maggio al 31 luglio è possibile dunque ammirare il fenomeno del sole di mezzanotte.


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Viceversa d’inverno, per due mesi e mezzo, il sole non sorge mai.

Ciò è dovuto al fatto che l’asse di rotazione terrestre è inclinato di circa 23 gradi rispetto all’equatore solare.

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Da notare che Capo Nord, in realtà, non è esattamente il punto più a nord d’Europa: il “tetto” del continente si trova poco più ad ovest ed è il promontorio di Knivskjellodden, situato sempre sull’isola di Magerøya, a una latitudine di 71° 11′ 08″ e raggiungibile solo tramite un lungo sentiero sterrato.

Inoltre, poiché sia Capo Nord che Knivskjellodden si trovano su un’isola, il punto più a nord dell’Europa continentale è da considerarsi più propriamente Capo Nordkinn, chiamato anche Kinnarodden, che fa parte del comune di Gamvik, nella penisola di Nordkynn.

Capo Nord cosa vedere e luoghi da visitare

1° giorno

Siamo atterrati ad Oslo in perfetto orario, e ad attenderci c’era un bel rappresentante (maschio) della razza nordica, con tanto di cartello “FRANCHINI” che ci ha consegnato la macchina.

Partiamo subito imboccando la “E6” la strada che ci porterà a Capo Nord.

Il clima è splendido, fa caldo ed il sole è ancora alto.

Siamo in Agosto, perciò non vedremo il “sole di mezzanotte“.

Costeggiamo il lago Mjosa ed alle 19.00 decidiamo di fermarci in un camping sulla costa.

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Il costo è basso perché il bungalow pur essendo molto carino, non ha in dotazione né il bagno, né lavandino né lenzuola o cuscino.


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Per fortuna ci siamo portati il sacco a pelo.

Siamo a Gjøvik, e sinceramente non c’è nulla, a parte un ristorante giapponese dove a malincuore ceniamo.

In questo periodo il sole scompare all’orizzonte, ma lascia una penombra piuttosto chiara; in effetti quando ci svegliamo, pensando che sia giorno, sono appena le quattro.

Così , alle 7 siamo già in piedi, ed alle 8 e mezzo siamo a Lillehammer, al Maihaugen museet, un parco con le case norvegesi del 1700.

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Ripartiamo alla volta di Trondheim, 350 km più a nord, sulla E6, a novanta all’ora (rigorosissimi controlli inducono a rispettare i limiti), su una strada a due corsie.

E finalmente alle 20 siamo alla meta.

L’albergo, doveroso dopo il camping, lo troviamo in centro, sulla penisola, e ci costa 165 mila lire, però con la colazione.

2° giorno

L’ impatto con la prima colazione norvegese è quantomeno curioso.

Ci troviamo un buffet con ogni ben di Dio, dove insieme alle classiche marmellate, panini bianchi neri e con ogni tipo di cereali, corn flakes, yogurt, troneggiano pezzi di merluzzo in varie salse, aceto, cipolla, rapa.

Dopo una prima ritrosia ci tuffiamo negli assaggi, e devo dire che sono fantastici e quasi non smetteresti mai.

Satolli, visitiamo la città, con lo splendido Duomo, in stile gotico dalla cui torre si domina tutta Trondheim.

Ripartiti verso Nord, a Volvay ci imbattiamo in un antichissimo disegno di una renna (Bøla Rein), poi ci attendono meravigliose foreste fino a Namsskogan.

3° giorno

Proseguendo sulla E6 troviamo le Fiskemfoss, cascate veramente degne di nota, ed alle 15 siamo al lago Svartisen, dove ci imbarchiamo per andare ad arrampicarci sul ghiacciaio omonimo, il secondo d’Europa.

Sbarcati su di un paesaggio lunare, un percorso appena accennato da bandiere rosseci porta dopo tre chilometri sul ghiacciaio. Fa fresco, e la sudata fatta per arrivare qui ci fa immediatamente rabbrividire e ricoprire.

Ripartiamo, ma subito deviamo per la Grønligrotta, dove troviamo un magnifico appartamentino dove passeremo la notte.

4° giorno

La visita alla grotta è un po’ difficoltosa, ma piacevole devo tuttavia per onestà ammettere che le nostre grotte di Frasassi le diano parecchi punti.

Riprendiamo il nostro viaggio e finalmente siamo al “Circolo Polare Artico” e la temperatura è molto fresca.

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Poi arriviamo a Bodö e la nave per le Lofoten, dove siamo diretti, è appena partita.

Ne approfittiamo per andare a vedere cosa succede quando due fiordi s’incrociano, creando gorghi incredibili, e per ammirare queste foreste davvero meravigliose.

E’ rannuvolato, e siccome Bodö non sembra offrire granchè, decidiamo di imbarcarci alle 21.
5° giorno

L’ arrivo alle Lofoten e’ stato “angosciante”.

Tutto chiuso e buio (siamo arrivati all’una): sembrava tutto completamente disabitato.

Le tre case che costituiscono l’ultimo paesino dell’ isola principale, posteggiamo la macchina, tiriamo fuori i sacchi a pelo, abbassiamo gli schienali e dormiamo.

Alle 7, con un tempo da lupi percorriamo verso nord le isolette e incontriamo Reine, un bellissimo paesino pieno di “Rorbu“, le case dei pescatori, che ora affittano ai turisti.

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Così, fra steccati vuoti (servono ad essiccare i merluzzi), ponti, calette, paesini incantevoli (Flastad merita la citazione, perchè ha una spiaggia bianchissima e molto suggestiva), arriviamo a Leknes alle 10 dove, finalmente, prendiamo un caffè.

Fatti 130 km arriviamo in un paesino da sogno, Henningsvær, dove troviamo un hotel (scartata la Rorbu, molto suggestiva ma scomodissima e carissima, per non avere il bagno).

La cena, poi Fisksuppe (zuppa di pesce), merluzzo salato affumicato per Federico e bollito per me.

Per digerire facciamo un giretto in questo angolo di paradiso, fra lo squittire dei gabbiani (centinaia), l’aroma pungente di pesce, gatti (non proprio norvegesi) molto affettuosi e miagolanti, i silenzi ed il freddo, in verità, data la stagione, pungente (10°).

capo-nord Henningsvær

6° giorno

Lasciamo le Vesteralen, con il rammarico di non aver potuto fare il safari delle balene, per il maltempo, e torniamo sulla terraferma con il ferry-boat a Gryllefjord e dopo aver percorso il fiordo arriviamo a 60 km da Tromsö.

7° giorno

Dopo la visita al museo di Tromsö ed una passeggiata in centro, proseguiamo verso nord, costeggiando bellissimi fiordi.

Siamo già in Lapponia, ed i banchetti turistici sono numerosi, anche se ci aspettavamo qualcosa di più “caratteristico” e meno turistico.

Inoltre oggi, e direi, finalmente, abbiamo incrociato la nostre prime renne.

Sembra non finire mai questa E6, tuttavia ora e’ persino piuttosto noiosa, dato che il paesaggio è mutato.

Ora ci sono solo piccoli arbusti,e tanta tundra e soprattutto la pioggia, continua, che non aiuta di certo il buonumore.

Il museo, all’ aperto, di Alta è una “collezione” di incisioni rupestri che fanno parte del patrimonio mondiale dell’ Unesco, ritenute, cioè,preziosissime.

Proseguendo, troviamo Hammerfest, conosciuta per essere considerata la città più a Nord del mondo, e, curiosità, sede della “Findus“, che naturalmente non troviamo.

capo-nord Hammerfest

Al successivo rifornimento di benzina, scopriamo di essere a 70 km da Kåfjord, imbarco per l’isola di Capo Nord, e presi dall’entusiasmo, arriviamo all’ imbarco, stavolta per tempo.

Sull’isola, lasciata la strada principale, si raggiunge Kamøyvær, delizioso paesino che ci accoglie con un tramonto fantastico.

Capo Nord cosa mangiare, prodotti tipici e specialità

Così come fantastica è l’ accoglienza di questa signora, Havstua, che gestisce una serie di Rorbu super equipaggiati ed un ristorante, il migliore di tutto il viaggio, dove ci propina un tegame (intero) di zuppa di renna e poi del pesce gatto bollito, veramente squisito ancora adesso ne sento l’odore.

Siamo euforici, e percorriamo, dopo cena, i 30 km che ci separano da NordKapp.

Ne visitiamo il museo, e gustato l’attimo, ritorniamo al nostro Rorbu.

Svegliatici con calma, e, fatta l’ennesima super-colazione (oggi anche salmone, fresco e affumicato), ritorniamo a Capo Nord, dove fra un arcobaleno ed un freddo pungente, facciamo le nostre foto.

E’ giunta l’ora di cambiare il senso di marcia, ora si punta a sud, a Stoccolma, ed in fretta, per riuscire a gustare la Norvegia Sud occidentale.

Il viaggio continua..vai alla seconda parte!

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