Dimentica Instagram: questa è la meta anti-social che sta conquistando i viaggiatori
Luoghi remoti, strane usanze, antichi rituali e molto molto altro sono ciò che arricchisce un viaggio in Mongolia, considerata la meta anti-Instragram top del 2026.
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La Mongolia è diventata la destinazione simbolo 2026, per chi cerca un’esperienza insolita e strana, ma allo stesso tempo magnetica ed autentica e soprattutto lontano da caos e connessioni con il resto del mondo.
Infatti è considerata la meta ”anti-Instragram” per antonomasia . A ciò va unito la natura incontaminata e le moltissime usanze e tradizioni, lontane dalla nostra società e dal nostro modo di vivere. Insomma, per chi ambisce ad un viaggio ”non convenzionale”, la Mongolia è la più destinazione scelta nel 2026 .
Mongolia: le esperienze più strane

La Mongolia, con le sue steppe infinite ei luoghi che sembrano fuori dal tempo, è il luogo al mondo in grado di regalare le esperienze più uniche al mondo. Per esempio, nella regione dell’Altai, nel periodo di settembre-ottobre si svolgono i festival delle aquile. Quindi è possibile seguire, e vivere a stretto contatto, con i Berkutchi : i cacciatori kazaki che addestrano le aquile reali per la caccia.

Si tratta di una delle pratiche più spettacolari ed antiche del mondo. Spostarsi a cavallo con un gruppo di cacciatori, partecipando alle loro particolari battute di caccia, non è certo un’esperienza che si vive tutti i giorni! La Mongolia è anche uno dei pochi paesi al mondo, dove lo sciamanesimo non è soltanto folklore , ma parte integrante del loro quotidiano. I viaggiatori possono partecipare a cerimonie di purificazione o benedizione del fuoco , prendere parte a rituali notturni nelle steppe , oppure ricevere consultazioni spirituali e propiziatorie.
Anche imparare il canto armonico khoomei , può risultare un’attività attraente oltre che insolita. E’ una particolare arte vocale, propria di questi luoghi, in grado di produrre due suoni contemporaneamente. Molti maestri locali organizzano workshop proprio per i turisti interessati a questa antica arte. Nel mese di luglio, è possibile invece partecipare al Naadam nazionale .
Un vero e proprio ”festival” ma piuttosto strano, dove si assiste a corse di cavalli guidati da bambini e alla tipica e brutale lotta mongola. Invece, unendosi alle carovane di cammelli che attraversano il Deserto del Gobi , è possibile raggiungere in 3-7 giorni le “dune cantanti” . Si tratta di un fenomeno naturale molto particolare: il vento che soffia sulla sabbia, la fa vibrare, creando un suono molto simile a quello di un organo. Ovviamente, il tutto dormendo in una ”ger” , le tipiche tende nomadi mongole!
Perché è così scelta nel 2026

La Mongolia è l’opposto del classico viaggio rilassante , ed è proprio per questo che nel 2026 è così scelta. Le esperienze che promette di far vivere, sono profondamente trasformative e quindi stimolanti ed attirano viaggiatori di una fascia d’età piuttosto ampia, che va dai 35 ai 55 anni. Tuttavia è anche un paese molto remoto, e difficile , sia da vivere che da raggiungere.
Ad oggi non esistono voli diretti per Ulan Bator , l’aeroporto mongolo, e già questo può rappresentare un deterrente per viaggiatori meno determinati. La Mongolia attira chi intende vivere in modo più primordiale possibile , senza il timore di imprevisti o fatica. Insomma, l’insolita cultura di questo paese, è anche il suo grande punto di forza, amato e scelto da sempre più turisti italiani.