Chi li scopre difficilmente torna indietro: d’estate questi luoghi sono un’altra storia
Quando le temperature salgono si pensa subito al mare o alla montagna, ma pochi considerano gli eremi scavati nella roccia: luoghi immersi nella natura dove il microclima e l’ombra rendono le escursioni più piacevoli anche in estate.
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A differenza di castelli e abbazie, gli eremi rupestri non sorgono nei centri storici. Si nascondono lungo sentieri di montagna, sotto pareti di roccia o all’interno di valloni, sfruttando grotte naturali o falesie calcaree. Questi luoghi furono scelti nei secoli da monaci ed eremiti che cercavano solitudine e raccoglimento. Oggi rappresentano una meta perfetta per chi desidera un’escursione diversa dal solito, soprattutto nelle giornate calde, grazie al microclima più fresco garantito da boschi e pareti rocciose.
Tra i più conosciuti ci sono gli eremi della Maiella, in Abruzzo, strettamente legati alla figura di Pietro da Morrone, il futuro papa Celestino V, che nel XIII secolo visse a lungo su queste montagne e contribuì a trasformarle in uno dei principali centri dell’eremitismo medievale. Ma esempi altrettanto suggestivi si trovano anche in Toscana e in Trentino, dove antichi luoghi di culto sono stati ricavati direttamente nella roccia e oggi sono visitabili attraverso percorsi escursionistici.
Cinque eremi scavati nella roccia da visitare in estate

Tra i più affascinanti c’è l’Eremo di San Bartolomeo in Legio, nel territorio di Roccamorice, in provincia di Pescara. Incastonato sotto uno sperone di roccia della Maiella, è documentato già prima dell’XI secolo e venne restaurato da Pietro da Morrone intorno al 1250. Si raggiunge con un sentiero escursionistico immerso nella natura e conserva ancora la piccola chiesa, le celle ricavate nella pietra e la celebre Scala Santa. Poco distante sorge l’Eremo di Santo Spirito a Maiella, antico monastero poi trasformato dai Celestini, dove corridoi, celle e ambienti sono in parte scavati direttamente nella montagna.
Sempre nel Parco della Maiella si trova l’Eremo di San Giovanni all’Orfento, forse il più spettacolare e difficile da raggiungere, nascosto sopra la valle dell’Orfento e scavato all’interno della roccia. In Toscana, invece, l’Eremo di Calomini, in Garfagnana, è costruito sotto una grande parete calcarea e conserva una chiesa addossata alla montagna che sembra fondersi con la roccia. Più a nord, in Trentino, l’Eremo di San Colombano è sospeso sulla parete dell’orrido del torrente Leno e si raggiunge attraverso una lunga scalinata scavata nella montagna, regalando uno dei panorami più suggestivi sulla Vallagarina.
Cosa vedere lungo il percorso e nei dintorni degli eremi

Visitare questi luoghi significa anche scoprire territori ricchi di sentieri, borghi storici e aree naturali protette. Molti degli eremi si trovano infatti all’interno di parchi nazionali o in vallate dove il paesaggio è rimasto quasi immutato nei secoli. Ecco allora alcune tappe che meritano una sosta durante il percorso:
- Valle dell’Orfento (Abruzzo): uno dei canyon più spettacolari del Parco Nazionale della Maiella, attraversato da sentieri ombreggiati, torrenti e ponticelli in legno.
- Roccamorice: il borgo da cui partono i principali itinerari verso gli eremi celestiniani, immerso nel cuore della Maiella.
- Caramanico Terme: storico borgo del Parco Nazionale della Maiella, noto per il centro storico medievale e per gli itinerari naturalistici della valle dell’Orfento.
- Parco Nazionale della Maiella: offre decine di percorsi escursionistici, punti panoramici e numerosi altri eremi legati alla figura di Celestino V.
- Fabbriche di Vergemoli e la Garfagnana (Toscana): il territorio dell’Eremo di Calomini è circondato da boschi, grotte naturali e piccoli borghi montani dove scoprire il lato più autentico della zona.
- Orrido del torrente Leno (Trentino): nei pressi dell’Eremo di San Colombano, il profondo canyon scavato dall’acqua regala scorci spettacolari e sentieri panoramici sospesi sulla valle.