Montecalvo Irpino: natura e mistero al Ponte della Malvizza

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Il Ponte della Malvizza, luogo incontaminato e custode di preziose bellezze. Ma anche un luogo di cultura e di scoperta delle nostre antiche origini.

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Il Ponte della Malvizza, si trova nella zona rurale di Montecalvo Irpino, nella provincia di Avellino. Siamo nella contrada Malvizza, un lembo di terra che storicamente fa da raccordo tra più comuni vicini: Ariano Irpino, Montecalvo, Castelfranco in Miscano e Ginestra degli Schiavoni, in un paesaggio che alterna campi coltivati, calanchi argillosi e lembi di vegetazione spontanea. Questo contesto naturale, ha alimentato per secoli un immaginario di “terra sacra e pericolosa”, popolata da poteri invisibili e spiriti da rispettare arricchendo moltissimo la cultura popolare.

Tra storia e leggende

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Si tratta di un antico ponte romano, situato lungo la via Traiana (arteria fondamentale per i romani). Collegava il vicus di Aequum Tuticu con il tratto proveniente da Forum Novum, attraversando il torrente Ginestra.

Fu costruito interamente con una pietra locale e posto in un’area geograficamente instabile. E nonostante ciò, ha resistito a tutti i terremoti dal quattrocento ad oggi! Questo è uno degli elementi che ha alimentato la sua fama di luogo ”soprannaturale”. Infatti, storicamente, la contrada della Malvizza è descritta come ”terra dei misteri”.


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Foto by Giambattista Lazazzera-shutterstock

Questo perché il suo paesaggio è caratterizzato da mofete, crateri di fango, odori sulfurei e fenomeni geologici di varia natura. Per secoli nell’immaginario popolare è stato un luogo sacro e pericoloso, dove il ponte rappresentava un passaggio simbolico sopra una terra instabile e “viva”.

A rendere tutto ancora più ”sinistro”, subentrò anche il secondo nome con cui questo ponte è conosciuto: Ponte del Diavolo. Il particolare nome era legato alla sua struttura considerata ”ardita” per l’epoca, che quindi poteva essere solamente opera del diavolo in persona.

Ovviamente, e non a caso, i romani costruirono in quelle zona un santuario dedicato alla Dea Mefite. Si trattava di una dea degli inferi e delle forze sotterranee, a cui veniva chiesta la benedizione ad ogni passaggio lungo il ponte.

Oggi, è possibile ammirare ancora gli archi superstiti del ponte della Malvizza, perfettamente integrati negli splendidi paesaggi che ne fanno da cornice e regalano al visitatore un’atmosfera magica e di altri tempi.

Turismo lento ed outdoor

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La zona di Montecalvo Irpino, è rinomata e conosciuta come area ideale per il trekking e il cicloturismo. Inoltre, la piattaforma Komoot, che si occupa di raccogliere e rendere noti migliaia di itinerari outdoor, ha inserito il Ponte di Malvizza e le Bolle della Malvizza, tra le 11 attrazione imperdibili di quella zona.

E’ un luogo molto apprezzato anche per la fotografia paesaggistica e il birdwatching. Insomma attività per chi è alla ricerca di lentezza, natura incontaminata ed autenticità dei luoghi in grado davvero di raccontare una storia.

Le bolle della Malvizza

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Le Bolle della Malvizza costituiscono il più esteso complesso di vulcanetti di fango dell’intero Appennino meridionale. Si tratta di vulcanetti di fango di origine sedimentaria, alimentati da gas che risalgono dal sottosuolo. Il fenomeno è più spettacolare dopo le piogge, quando l’acqua infiltrata aumenta la pressione e la quantità di fango espulso. Inoltre, è un sito di grande interesse scientifico per via delle condizioni estreme in cui alghe e microrganismi di vario genere, riescono a vivere. Anche questo è un luogo ricco di vita e di interesse naturalistico assolutamente da visitare!

Ponte di Malvizza: immagini e foto