Non è la Luna: questo incredibile paesaggio di grotte e pareti bianche si trova in Italia

Autore:
Sara Perazzo
  • Laurea in Storia Medioevale
Tempo di lettura: 5 minuti

Una dorsale di gesso attraversa le colline tra Imola e Faenza creando falesie, grotte e pareti che brillano al sole. É uno scenario quasi lunare che appare all’improvviso, proprio dove meno ci si aspetterebbe di trovarlo.

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Photo by Giosbriff – Wikimedia Commons

Nel cuore della Romagna esiste un paesaggio che rompe improvvisamente l’armonia delle verdi colline. É il Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola, istituito nel 2005 per proteggere una dorsale gessosa che si sviluppa per circa 25 chilometri tra le province di Bologna e Ravenna. Nonostante la vicinanza a centri abitati e aree coltivate, il parco conserva habitat molto diversi tra loro, con boschi, praterie, rupi e ambienti carsici che ospitano una flora e una fauna particolarmente ricche.

A rendere questo territorio quasi lunare è soprattutto il gesso, che affiora formando pareti ripide, creste e superfici dove sono visibili i cristalli. Sotto terra il paesaggio continua con doline, inghiottitoi e grotte scavate dall’acqua. Dal 2023 la Vena del Gesso fa inoltre parte del sito UNESCO “Carsismo nelle evaporiti e grotte dell’Appennino settentrionale”, riconosciuto per l’eccezionale valore dei fenomeni carsici sviluppati nei gessi e nelle anidriti.

Vena del Gesso Romagnola: una montagna nata milioni di anni fa

Photo by Marinaloconteciaranfi – Wikimedia Commons

L’origine della Vena risale a circa 6 milioni di anni fa, durante la cosiddetta crisi di salinità del Messiniano, quando il Mediterraneo attraversò una fase di forte evaporazione. In quel contesto si depositarono enormi quantità di sali, tra cui il gesso. I successivi movimenti geologici portarono questi strati in superficie, creando la dorsale che oggi attraversa trasversalmente le valli del Santerno, Senio, Sintria e Lamone.

Il risultato è un ambiente ricco di contrasti. Le pareti rivolte a sud sono più aride, rocciose e caratterizzate da condizioni quasi mediterranee. Sui versanti settentrionali prevalgono invece boschi e ambienti più freschi. Anche l’acqua ha avuto un ruolo decisivo: penetrando nelle fratture del gesso ha modellato nel tempo un articolato mondo sotterraneo. L’intero sito UNESCO dell’Appennino Settentrionale comprende oltre 900 grotte per più di 100 chilometri complessivi di sviluppo sotterraneo.

Tra i luoghi simbolo spiccano Monte Mauro, la cima più alta della Vena, e la Riva di San Biagio, spettacolare parete nei pressi di Tossignano dove gli strati di gesso risultano chiaramente visibili. Il parco può essere esplorato attraverso numerosi itinerari, ma alcuni tratti di cresta presentano pendenze e passaggi esposti: difficoltà e condizioni dei sentieri vanno quindi controllate prima della partenza.

Sentieri e borghi da scoprire intorno alla Vena del Gesso

Photo by Urban38 – Wikimedia Commons

Il modo migliore per entrare davvero in contatto con questo territorio è percorrerlo a piedi. Una delle esperienze più complete è la Via del Gesso, cammino che collega Imola a Faenza attraversando il parco in tre tappe e alternando creste, valli, campi coltivati e ambienti carsici.

Chi preferisce escursioni più brevi può scegliere percorsi concentrati intorno ai principali siti di interesse geologico, abbinandoli alla visita dei borghi della zona. Tra le possibilità più interessanti ci sono:

  • Monte Mauro: itinerari panoramici raggiungono la vetta più alta della Vena, attraversando uno dei settori carsici più spettacolari del parco.
  • Riva di San Biagio: da Tossignano si può seguire un percorso di circa 8,5 chilometri verso Ca Budrio, impegnativo in alcuni tratti di cresta.
  • Trans-Parco: trekking di due giorni da Borgo Tossignano a Brisighella, con circa 24,5 chilometri complessivi nelle due tappe principali.
  • Brisighella: borgo medievale della valle del Lamone, ideale come punto di partenza o arrivo per esplorare il settore orientale della Vena.
  • Borgo Tossignano e Tossignano: affacciati sulla valle del Santerno, permettono di raggiungere la Riva di San Biagio e l’estremità occidentale della dorsale.
  • Riolo Terme e Casola Valsenio: due centri vicini al parco da abbinare alle escursioni tra Monte Mauro, Borgo Rivola e la valle del Senio.

Questo incredibile paesaggio di grotte e pareti bianche si trova in Italia: foto e immagini