Non è in Egitto né in Messico: questa misteriosa “piramide” è nascosta in un bosco italiano

Autore:
Sara Perazzo
  • Laurea in Storia Medioevale
Tempo di lettura: 6 minuti

Nel cuore della Tuscia, nascosto tra la vegetazione di un fitto bosco, c’è un grande masso scolpito con gradini scavati nella pietra, terrazze e superfici lavorate. Ma ancora oggi non sappiamo con certezza chi lo abbia realizzato e per quale scopo.

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Photo by Lisa Liidemann – Shutterstock

Bisogna raggiungere i boschi intorno a Bomarzo, in provincia di Viterbo, per trovarsi davanti alla cosiddetta Piramide Etrusca di Bomarzo, conosciuta anche come Sasso del Predicatore. Non è una piramide costruita sovrapponendo blocchi di pietra: l’intero monumento è stato ricavato lavorando un enorme masso di roccia vulcanica, probabilmente precipitato in passato dalla rupe sovrastante. Una presenza decisamente insolita persino in un territorio ricchissimo di testimonianze rupestri.

La struttura presenta gradinate, piattaforme, vani, nicchie e canalizzazioni scolpite direttamente nella pietra. La sua funzione rimane incerta, ma una delle interpretazioni più accreditate la considera un altare rupestre utilizzato per cerimonie e funzioni rituali in epoca etrusco-romana. Proprio l’assenza di una risposta definitiva contribuisce al fascino del luogo: davanti alla roccia è facile capire che l’intervento dell’uomo è stato imponente, molto meno semplice è stabilire cosa accadesse realmente sulla sua sommità.

La riscoperta della Piramide di Bomarzo: il gigante nascosto dalla vegetazione

Photo by Mfortini – Wikimedia Commons

Per gli abitanti della zona quel grande masso non era completamente sconosciuto. Veniva chiamato anche “Sasso del Predicatore” o, più semplicemente, “sasso con le scale“. La riscoperta moderna viene generalmente collocata tra gli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, quando ricercatori e studiosi locali iniziarono a interessarsi maggiormente alla struttura. Con il passare degli anni, tuttavia, la vegetazione tornò a nascondere buona parte del manufatto.

La svolta arrivò nel 2008 grazie a Salvatore Fosci, abitante di Bomarzo e profondo conoscitore di questi boschi. Fosci iniziò a liberare l’area dalla vegetazione riportando alla luce parti della struttura che risultavano difficili da distinguere. Recuperò inoltre il vecchio passaggio della Finestraccia, collegato ai percorsi rupestri della zona. Oggi la Piramide è una delle curiosità archeologiche più affascinanti della Tuscia.

Una grande scalinata sale lungo il masso, mentre nella parte superiore compaiono ambienti rettangolari, ulteriori gradini, banchine e incisioni nella roccia. Sono presenti anche canalizzazioni la cui funzione non è stata stabilita definitivamente, ma che fanno pensare a rituali sacrificali. Non esistono quindi elementi sufficienti per ricostruire con certezza la funzione di questo monumento. Con i suoi 16 metri di altezza, la Piramide etrusca di Bomarzo è considerata il più grande altare rupestre a gradoni d’Europa.

Come arrivare alla Piramide Etrusca di Bomarzo e cosa vedere nei dintorni

Bomarzo
Photo by alefolsom – Pixabay

Uno degli accessi più utilizzati parte nei pressi del campo sportivo di Bomarzo. Da qui si procede a piedi verso Via Cupa e successivamente verso Via del Fossatello, seguendo strade sterrate e sentieri che entrano progressivamente nel bosco. L’itinerario più diretto richiede una trentina di minuti a piedi, anche se tempi e condizioni possono cambiare.

Sono consigliate scarpe adatte e una certa attenzione all’orientamento. Inoltre, i gradini scolpiti sulla Piramide sono ripidi e possono diventare particolarmente scivolosi quando la roccia è bagnata. Meglio evitare di salirli in condizioni poco sicure e dedicarsi invece all’esplorazione dei sentieri circostanti, dove il paesaggio della Tuscia offre boschi, forre e numerose testimonianze rupestri. Nei dintorni si possono vedere:

  • Sacro Bosco di Bomarzo: il celebre Parco dei Mostri, ideato nel Cinquecento per volontà di Vicino Orsini, è famoso per le gigantesche sculture in pietra e le creature fantastiche.
  • Borgo di Bomarzo: vale la pena passeggiare nel piccolo centro storico, caratterizzato da vicoli, edifici in pietra e scorci sulla campagna della Tuscia. Tra i suoi monumenti principali spicca Palazzo Orsini.
  • Santa Cecilia: un’affascinante area archeologica immersa nella vegetazione, dove si incontrano tombe scavate nella roccia, resti medievali e tracce di antichi insediamenti.
  • Tagliata delle Rocchette: uno dei suggestivi percorsi rupestri della zona, ricavato incidendo profondamente la roccia vulcanica.
  • Torre di Chia: una torre medievale che domina la valle del Fosso Castello. Il luogo è conosciuto anche per il suo legame con Pier Paolo Pasolini, che acquistò la torre negli anni Settanta e trascorse qui parte degli ultimi anni della sua vita.

Non è in Egitto né in Messico – questa misteriosa “piramide” è nascosta in un bosco italiano: foto e immagini