Sembrano usciti da un film horror, ma sono in Italia: sette borghi fantasma da scoprire ad Halloween
Case vuote, chiese segnate dal tempo e interi paesi rimasti sospesi nel passato: per Halloween l’Italia offre itinerari decisamente diversi dal solito.
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Non servono scenografie costruite per vivere atmosfere suggestive ad Halloween. In Italia esistono molti borghi abbandonati in seguito a terremoti, frane, trasferimenti della popolazione o grandi opere. Luoghi reali, spesso fragili, nei quali il silenzio e gli edifici vuoti raccontano vicende che appartengono alla storia del territorio.
Da Craco in Basilicata a Roscigno Vecchia in Campania, passando per piccoli insediamenti del Centro Italia e località del Nord, ogni borgo ha una storia diversa. Alcuni sono completamente disabitati, altri sono stati parzialmente recuperati e ospitano attività culturali. Halloween può essere l’occasione per scoprirli, a patto di rispettare divieti, proprietà private e indicazioni di sicurezza.
Sette borghi fantasma da scoprire ad Halloween

Una gita ad Halloween in questi luoghi significa soprattutto entrare in contatto con una storia meno conosciuta dell’Italia. Prima di partire, però, è sempre opportuno controllare modalità di accesso e condizioni aggiornate. Alcuni edifici sono pericolanti e non possono essere esplorati liberamente. La prudenza non è mai troppa.
- Craco, Basilicata: il borgo medievale della provincia di Matera fu progressivamente abbandonato dopo la frana del 1963. Il suo profilo tra i calanchi è diventato una delle immagini più riconoscibili dei paesi fantasma italiani.
- Apice Vecchia, Campania: il nucleo storico in provincia di Benevento venne evacuato in seguito al terremoto del 1962 e subì ulteriori conseguenze con il sisma dell’Irpinia del 1980. Il vecchio abitato conserva ancora vicoli, edifici e botteghe che restituiscono l’immagine di un paese fermo nel tempo, dominato dal Castello dell’Ettore.
- Romagnano al Monte, Campania: il centro storico venne abbandonato dopo il terremoto del 1980. Tra le rovine sopravvivono archi, stradine e tracce delle vecchie abitazioni.
- Roscigno Vecchia, Campania: conosciuta come la “Pompei del XX secolo“, conserva case in pietra, botteghe, stalle e testimonianze della civiltà contadina. Immerso nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, è uno dei borghi fantasma più suggestivi d’Italia.
- Roghudi Vecchio, Calabria: abbandonato definitivamente dopo le gravi alluvioni che colpirono il territorio nei primi anni Settanta, il vecchio paese sorge in una posizione spettacolare nell’area grecanica dell’Aspromonte. Le case ormai vuote, aggrappate alla roccia sopra la fiumara Amendolea, ne fanno uno dei borghi abbandonati più suggestivi della Calabria. L’accesso richiede particolare prudenza per le condizioni del luogo.
- Reneuzzi, Piemonte: piccolo borgo abbandonato della Val Borbera, nel territorio di Carrega Ligure, in provincia di Alessandria. Il progressivo spopolamento delle montagne portò nel corso del Novecento all’abbandono dell’insediamento, oggi raggiungibile soltanto a piedi. Tra vegetazione, ruderi delle abitazioni in pietra e i resti della piccola chiesa, Reneuzzi conserva l’aspetto di un paese rimasto isolato nel tempo.
- Consonno, Lombardia: l’antico paese agricolo fu trasformato negli anni Sessanta in un ambizioso centro turistico. Il progetto fallì e una frana del 1976 contribuì al definitivo declino della località.
Perché in Italia esistono tanti borghi fantasma

Dietro l’abbandono non ci sono necessariamente storie misteriose. A Craco, in provincia di Matera, una grande frana iniziata nel 1963 portò al progressivo spostamento degli abitanti dal centro storico. Il paese è diventato uno dei simboli della Basilicata e anche un particolare set cinematografico, scelto per diverse produzioni.
In altri casi furono i terremoti a cambiare definitivamente la geografia dei paesi. Romagnano al Monte, nel Salernitano, venne completamente abbandonato dopo il sisma dell’Irpinia del 1980. Il vecchio centro domina ancora oggi le gole del fiume Platano, con stradine, archi in pietra, resti di abitazioni, della chiesa e del castello.
Non tutti, però, sono rimasti congelati nel momento dell’abbandono. Ad esempio, Pentedattilo, sotto la caratteristica rupe del Monte Calvario simile a una mano con cinque dita, subì un grave terremoto nel 1783 e si spopolò progressivamente. Dopo essere rimasto completamente vuoto, dagli anni Ottanta è stato interessato da iniziative di recupero e alcune case ospitano nuovamente botteghe e attività.