70.000 Passaporti rubati in hotel: svelate le 4 strutture derubate
Chi ha soggiornato in alcuni hotel italiani, potrebbe trovare i propri passaporti venduti nel dark web. Attualmente il furto si quantifica in 70.000 documenti rubati dai sistemi bancari degli alberghi. Ma quali sono le strutture ricettive finite nel mirino del gruppo hacker Mydocs?
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Il gruppo hacker Mydocs sarebbe riuscito a rubare più di 70.000 passaporti e documenti ceduti agli albergatori durante la fase di check. Al momento sarebbero 4 le strutture ricettive a cui sono stati sottratti i file.
Il blitz da parte delle autorità ha avuto inizio lo scorso giugno, ma soltanto recentemente i criminali digitali hanno diffuso la notizia di aver derubato l’archivio digitale di 4 hotel: ma a quali fanno riferimento?
70.000 Passaporti rubati negli hotel: dov’è successo?

La prima struttura ricettiva vittima del gruppo hacker Mydocs è l’hotel Cà dei Conti, che si trova a Venezia. A riportare il nome e i fatti è stato il Corriere del Veneto, specificando il numero dei furti dei passaporti: ben 38.000.
Seppur in misura ridotta, i criminali digitali avrebbero rubato i documenti anche in altre tre strutture ricettive: a Casa Dorita (che si trova a Milano Marittima), con 2.300 documenti sottratti, a seguire Regina Isabella di Ischia (30.000 violazioni illecite) ed infine l’Hotel Continentale di Trieste (qui ben 17.000 illeciti).
Secondo l’Agenzia per il Digitale il reato sarebbe stato commesso tra i mesi di giugno e luglio, e i responsabili avrebbero messo in vendita i documenti tramite il dark web, proponendo da 800€ fino a massimo 10.000€ per singolo passaporto.
Chiarezza sull’uso dei documenti degli hotel

Per Legge, ci spiega il vice direttore dell’Associazione Veneziana Albergatori (anche nota come Ava), Daniele Minotto, che i proprietari di hotel e strutture alberghiere non hanno il permesso di archiviare i documenti con dati sensibili dei clienti (come le carte d’identità e passaporti).
Il reato commesso ai danni delle strutture sopra esposte (si aggiunge anche l’Hills Boutique Mallorca, albergo nelle Baleari), sarebbe potuto accadere anche con una manomissione e intrusione agli scanner.
Il gruppo di criminali avrebbe potuto accedere agli scanner e durante la scansione di ogni passaporto avrebbe approfittato per rubare i documenti, per poi venderli su un forum underground.
Servono misure protettive
Le piccole catene di alberghi e hotel potrebbero non essere a conoscenza delle adeguate misure di sicurezza informatica, al contrario di strutture ben più grandi e importanti che possono contare su un personale altamente qualificato per proteggere i sistemi elettronici (dagli scanner ai PC).
Per fermare e contrastare queste criticità, il responsabile di Confindustria Turismo Venezia, Salvatore Pisani, ha confermato di aver attivato dei corsi di formazione finalizzati a tutelare i piccoli albergatori (o chiunque lo richiedesse), e di aver stipulato delle convenzioni per aumentare la sicurezza informatica.
I malintenzionati che riescono ad acquisire informazioni personali (come i passaporti di terzi), potrebbero commettere delle truffe significative ai danni dei veri titolari. Ecco perché è importante scoprire tempestivamente se si è stati vittima di furto del documento così da esporre denuncia.