Airalo svela come stanno cambiando i viaggi degli italiani nel 2026
I viaggi degli italiani nel 2026 saranno parecchio diversi da quelli degli anni passati, e a caratterizzare questo momento travel è principalmente il bisogno di sicurezza, che pilota e dirige le scelte di viaggio. A dare i numeri di questi nuovi trend è una ricerca di YouGov realizzata per Airalo: ecco cosa dice.
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Il momento storico attuale è particolarmente complesso a livello geopolitico, e questa influenza notevolmente moltissimi aspetti della vita quotidiana, e anche le abitudini nel tempo libero. In particolare, il settore turistico è tra i più colpiti dalle tensioni internazionali e dal nuovo sentimento di timore che spinge i viaggiatori ad una maggiore cautela nelle prenotazioni.
Si tratta di un trend figlio del nostro tempo, che però si concretizza in azioni specifiche da parte dei viaggiatori italiani, che quest’anno per le proprie vacanze scelgono modalità e destinazioni diverse da quelle degli anni scorsi. Airalo, per approfondire questa tematica, ha commissionato una ricerca a YouGov, che restituisce una fotografia rappresentativa delle tendenze travel di questo 2026.
I viaggi degli italiani nel 2026

I dati di YouGov per Airalo parlano di un approccio al viaggio nettamente diverso da quello leggero e senza pensieri che si aveva fino a pochi mesi fa. Oggi, con tutto quello che sta succedendo nel mondo, nei viaggiatori convivono voglia di esplorare e una cautela particolare, che prende in considerazione fattori come la sicurezza e la gestione del rischio, e che in base ad essi decide dove andare, quando, e anche in che modalità. Proprio la sicurezza, infatti, è schizzata in cima alla lista delle cose da verificare prima di prenotare un viaggio: il 64% degli italiani dichiara di sentirsi meno sicuro a viaggiare all’estero rispetto ad un anno fa, quando le tensioni venivano percepite come emergenze temporanee o fattori esterni.
In particolare, sono le donne a sentire di più questo timore (70% rispetto al 57% degli uomini), e solo il 4% degli intervistati ha ammesso di sentirsi più sicuro che in passato. Si tratta di un dato importante, poichè si contrappone al desiderio, ancora radicato, di partire per mete lontane. Molti però, hanno deciso di modificare la propria destinazione (circa il 20%) e un cittadino su cinque sta vagliando opzioni alternative; solo il 31% sceglie di confermare i programmi originari, adottando però misure cautelative decisamente maggiori. Le mete principali, così, diventano quelle di prossimità, che non richiedono biglietti aerei o pianificazioni anticipate. Accanto ad esse si trovano:
- mete extra-europee (Americhe, Asia, Africa, Medio Oriente) per il 27% dei viaggiatori;
- assenza di viaggi programmati per l’8% dei viaggiatori.
Generazioni e caro-vacanze

Dal punto di vista del caro-vacanze, il fattore economico è arrivato a rappresentare il fattore principale da considerare per decidere se partire, dove andare e come farlo per la maggior parte degli italiani (62%). I comportamenti dei viaggiatori, ovviamente, variano anche in base all’età. In questo senso, si nota che la Gen Z e i Millennials restano fermi nelle loro pianificazioni oltre i confini nazionali, principalmente perchè i più giovani percepiscono il rischio geopolitico come un dato di fatto con cui convivere e da gestire. Per farlo scelgono di essere più flessibili e dinamici, e di non rinunciare a viaggiare: il 42% dei più giovani dichiara di non modificare i piani, ma di aumentare la vigilanza attiva.
Di tutt’altro avviso sono i Baby Boomers, che si dicono più timorosi di fronte alle incertezze globali, e che preferiscono rivolgersi al turismo domestico per stare più tranquilli. Il 77% delle preferenze di questa fascia d’età, infatti, rimarrà in Italia quest’anno. L’unica cosa che sembra accomunare queste generazioni diverse è la connettività: tutti vogliono rimanere connessi con casa.