Il Bivacco Donati entra nel Guinness dei Primati: ecco il perché
Situato ad un’altitudine di 2.500 metri, il bivacco Donati rappresenta non solo una meta dedicata ai veri alpinisti, ma si è anche guadagnato un posto all’interno del Guinness dei Primati: ecco il perché.
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Sebbene una buona parte dei rifugi di montagna siano perfettamente raggiungibili anche dalle persone meno esperte, ce ne sono altrettanti che per via della loro posizione, possono essere raggiunti solo da alpinisti esperti.
Tra questi troviamo il bivacco Donati, una piccolissima costruzione posizionata tra le rocce, che con la sua posizione a 2.500 metri di quota, rappresenta non solo una meta molto ambita dagli appassionati della montagna ma si è anche conquistato un posto all’interno del Guinness dei Primati.
Bivacco Donati: ecco come raggiungerlo

Situato nel cuore delle orobie valtellinesi, precisamente sull’estremità sud – occidentale del gruppo dell’Adamello, il bivacco Donati è gestito dal CAI ed è noto per essere uno dei rifugi più difficili da raggiungere ed è entrato dei Guinness dei Primati per essere uno dei rifugi più piccoli al mondo.
A differenza di un comune rifugio oppure una baita all’interno della quale è possibile trovare tutti i comfort, il bivacco è una piccola costruzione appositamente pensata per una sosta momentanea. Si tratta molto spesso di una costruzione sperduta nella natura che non offre servizi organizzati come ad esempio un pasto caldo.
Posizionato all’inizio della ferrata del Pizzo Badile, il bivacco Donati è stato realizzato in memoria di Mario Donati un grande appassionato di montagna, noto per il suo impegno per la conservazione della conca del Volano e dei sentieri.
Il bivacco Donati è una piccolissima costruzione in legno incastonata tra le rocce dalle dimensioni di un metro per due, all’interno della quale possono entrare soltanto due persone senza zaini troppo ingombranti. All’interno si trova non solo un piccola finestrella, ma anche il pavimento in terra, inoltre il rifugio è completamente privo di ogni servizio.

Qui non solo non c’è una stufa per scaldarsi, ma nel bivacco non vi è né acqua corrente e né la linea per i cellullari. Nonostante queste “condizioni precarie“, regala, a coloro che lo raggiungono, una vista mozzafiato sulle montagne circostanti.
Il bivacco Donati può essere raggiunto percorrendo un vero e proprio percorso da trekking, la cui durata si aggira intorno alle 2 ore e mezza: si parte da Cimbergo e una volta aver raggiunto il rifugio Volano, posizionato ad un’altitudine di 1430 metri, si intraprende il sentiero numero 77 verso il Pizzo Badie da qui si raggiunge il bivacco Donati.
Trattandosi di un percorso molto complesso, nel tragitto per raggiungerlo, ci sono punti in cui è necessario aiutarsi con le mani. Gli esperti di alpinismo affermano che si tratta di un percorso unico, adatto a quelle persone che sono esperte di montagna e che non hanno problemi ad adattarsi alle diverse situazioni di carattere sia meteorologico che ambientali.
Lo scritto del “Bivacco più piccolo del mondo” Roberto Pegorini, ha detto che, una volta giunti al rifugio ci si ritrova immersi in una realtà che sembra quasi surreale.