Cultura della Difesa, a Trieste gli attestati del primo Master su patrimonio e identità militare
A bordo di Nave Amerigo Vespucci si è chiuso il percorso formativo dedicato alla valorizzazione del patrimonio e della cultura della Difesa: 18 partecipanti tra militari, civili e neo laureati hanno ricevuto gli attestati finali nell’ultima tappa del Tour Mondiale Vespucci.

Il mare di Trieste ha fatto da cornice a un momento simbolico e istituzionale insieme: la consegna degli attestati del primo Master di II livello in “Valorizzazione del Patrimonio e della Cultura della Difesa”, svolta sul ponte di Nave Amerigo Vespucci in occasione dell’ultima tappa del Tour Mondiale Vespucci – Campagna in Nord America 2026. Un contesto suggestivo, scelto non a caso per celebrare un percorso pensato per formare figure capaci di leggere, proteggere e promuovere il patrimonio materiale e immateriale della Difesa italiana.
Il Master, ospitato al Centro Alti Studi Difesa (CASD), ha coinvolto 18 frequentatori provenienti da ambienti militari e civili, inclusi rappresentanti di enti pubblici e aziende private. Il progetto è nato dalla collaborazione tra Ministero della Difesa, CASD — recentemente divenuto Istituto Universitario — Difesa Servizi S.p.A. e il Comitato per lo sviluppo e la valorizzazione della cultura della Difesa, istituito dal Ministro Guido Crosetto. Una formula che punta a mettere in dialogo competenze diverse, con l’obiettivo di trasformare la cultura della Difesa in un ambito di conoscenza, progettazione e valorizzazione concreta.

Un master tra formazione, comunicazione e valorizzazione del patrimonio
Il percorso formativo non si è limitato alle lezioni in aula. Al contrario, ha alternato workshop, seminari, casi studio e uno stage operativo presso Difesa Servizi, costruendo un’esperienza ad ampio raggio, molto vicina alle esigenze del mondo professionale. L’idea di fondo era chiara: offrire ai partecipanti strumenti utili non solo per comprendere il patrimonio della Difesa, ma anche per saperlo raccontare, gestire e rendere più accessibile al pubblico.
Tra i casi di studio analizzati durante il Master hanno avuto un ruolo di rilievo anche il Tour Mondiale Vespucci e il Villaggio Italia, due iniziative che rappresentano bene la capacità della Difesa di dialogare con territori, istituzioni, imprese e cittadini. Non si tratta soltanto di eventi di immagine, ma di veri laboratori di comunicazione e cooperazione, nei quali la componente culturale si intreccia con quella organizzativa e strategica.
Il Master è stato inaugurato il 3 aprile 2026 con una Lectio Magistralis del Ministro Guido Crosetto, dal titolo “Difesa è protezione: la cultura della Difesa e la sfida della complessità geopolitica”. Un intervento che ha dato la linea a tutto il programma, collocando il tema della valorizzazione del patrimonio della Difesa dentro uno scenario più ampio, fatto di nuove sfide internazionali, mutamenti geopolitici e necessità di raccontare in modo efficace il ruolo delle istituzioni.

Il lavoro di gruppo e i progetti finali dei partecipanti
A conclusione del Master, i partecipanti — civili, militari e neo laureati — hanno lavorato divisi in due gruppi, impegnati nella realizzazione di una campagna di comunicazione ciascuno. Il primo gruppo ha sviluppato il progetto “Turismo della memoria – Sacrari militari”, con un focus sulla valorizzazione dei luoghi della memoria e sul loro potenziale culturale e turistico. Il secondo gruppo, invece, ha lavorato su “Base Navale di La Spezia – L’energia rinnovabile al servizio della resilienza energetica della Marina Militare”, un tema che unisce innovazione, sostenibilità e capacità operativa.
Questa impostazione ha dato ai frequentatori l’occasione di misurarsi con un lavoro concreto, vicino alle dinamiche della comunicazione strategica e della progettazione istituzionale. Del resto, il valore di un Master non si misura soltanto nella quantità di lezioni seguite, ma nella capacità di tradurre la teoria in progetti applicabili, utili e replicabili. E proprio qui emerge il tratto distintivo dell’iniziativa: mettere insieme competenze diverse per generare risultati concreti.
Nel calendario del corso ha trovato spazio anche un approccio sperimentale, costruito sull’integrazione tra disciplina accademica e applicazione pratica. Il risultato è stato un percorso che ha favorito il confronto tra mondi differenti, creando un lessico comune tra comunicazione, difesa, valorizzazione culturale e gestione del patrimonio.

Le parole dei protagonisti e le prospettive della seconda edizione
Sottolineo che questo Master ha rappresentato per noi un laboratorio esperienziale. Insieme al Ministro Crosetto e a Difesa Servizi, abbiamo cercato di dare vita a un’iniziativa unica nel panorama accademico nazionale e, posso aggiungere, anche a livello europeo. Ci stiamo infatti confrontando con interlocutori di Paesi alleati e amici sul modello che abbiamo sperimentato, sui contenuti e sulla metodologia adottata per realizzarlo
ha dichiarato il Generale di Corpo d’Armata Stefano Mannino, Presidente del Centro Alti Studi Difesa.
Un giudizio che mette in evidenza la portata del progetto, considerato non soltanto un corso di specializzazione, ma anche un modello replicabile. L’attenzione internazionale, del resto, sembra già esserci. La sperimentazione avviata in Italia viene osservata con interesse anche all’estero, segno che il tema della valorizzazione della cultura della Difesa è percepito come attuale e strategico.
Sulla stessa linea le parole di Luca Andreoli, Amministratore Delegato di Difesa Servizi S.p.A.:
La multidisciplinarietà è il vero valore di questo Master. Il Tour Mondiale Vespucci ci ha insegnato che i progetti nuovi e complessi nascono solo quando competenze diverse lavorano insieme: militari e civili, istituzioni e imprese, operatori culturali, professionisti della comunicazione e management. Pubblici e privati. In sintesi: lavorare in squadra, fare Sistema. È lo stesso approccio che abbiamo voluto trasmettere ai partecipanti. Aver consegnato loro gli attestati a bordo di Nave Vespucci, simbolo di questo modo di lavorare, ha un significato speciale. Siamo certi che porteranno questa visione nel prosieguo del loro percorso professionale e ci auguriamo che possano diventare diretti protagonisti nel processo di valorizzazione del patrimonio della Difesa.
Dal canto loro, i frequentatori hanno sottolineato il valore umano e professionale dell’esperienza: “Questo Master ci lascia molto più di un percorso formativo: l’orgoglio per la nostra storia e la nostra identità, una maggiore consapevolezza del valore della Cultura della Difesa e, soprattutto, la responsabilità di trasformare quanto appreso in un contributo concreto al Sistema Paese. Concludere questo percorso a bordo di Nave Amerigo Vespucci ha reso ancora più forte il desiderio di portare avanti questi insegnamenti e di metterli a frutto nel nostro lavoro quotidiano”.
È già in lavorazione il programma della seconda edizione, che sarà pubblicato prossimamente. Una conferma della continuità dell’iniziativa e dell’interesse crescente attorno a un percorso che unisce formazione, identità istituzionale e valorizzazione del patrimonio della Difesa.