La chiamano la città che muore, ma nel 2028 questo borgo italiano sarà protagonista dell’arte contemporanea

Tempo di lettura: 6 minuti

Civita di Bagnoregio si aggiudica la palma come Capitale italiana dell’arte contemporanea per l’annata 2028! Ad annunciarlo il ministro della cultura Alessandro Giuli. Il borgo rinomato come la “città che muore” della Tuscia laziale è riuscito a superare le altre località come Padova e le campane Pozzuoli e Capri. Una nuova tappa da non perdere per la prossima vacanza nel Belpaese.

Guarda il video


Civita di Bagnoregio
Photo by: marCol66/Shutterstock.com

News straordinaria: il borgo sarà la prossima capitale d’arte 2028

Civita-di-Bagnoregio-Panorama
Ph credits Mlauram, Wikimedia Commons

L’attesa è finita! Il ministro della cultura, Alessandro Giuli ha annunciato che Civita di Bagnoregio, borgo dell’entroterra laziale sarà la Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028. La località della Tuscia, nella provincia di Viterbo è riuscita a superare le altre prestigiose pretendenti come Padova, Pozzuoli e Capri. Civita di Bagnoregio, insieme a Bolsena avranno la possibilità di accedere al contributo di 1 mln di euro per mettere a frutto il programma proposto, nell’arco di un anno.

A dare l’esito positivo infatti è quello che è stato ribattezzato come progetto di “permanenza”. La Giuria di Sala Spadolini ha motivato la scelta della concessione del titolo proprio per l’attuazione in merito alle prospettive che vanno al di là della semplice rassegna. Il progetto, come ribadito dai rappresentanti del MIUR è l’input a dare luogo ad un’opera che coinvolga comunità, identità e territorio in piena linea con gli orizzonti e le proposte dell’arte contemporanea e con i principi della sostenibilità, guardando al futuro.

Cosa vedere e mangiare nella “città che muore”

Pici
Photo by Popo le Chien – Wikimedia Commons

Nascosta nelle alture verdeggianti delle Valli delle Calanchi, Civita di Bagnoregio è tra i borghi più belli dello Stivale. Un titolo che vanta largamente per le attrazioni da mettere sulla vostra tabella di marcia Una destinazione ideale per un soggiorno lento nel cuore del Lazio fatto di arte, enogastronomia e natura. Chiamata la “città che muore” oggi, a causa dell’erosione del tufo su cui giace, il borgo è suggestivo per il carattere silenzioso, taciturno.

La cittadella infatti è quasi fantasma, tra le viottole incontrerete luoghi dove il tempo si è fermato al Medioevo. Palazzi, case, botteghe e altri scorci che lasciano l’impressione di un’epoca ormai lontana. Per un tour delle sue bellezze, entrando da Porta Santa Maria, tra le casette basse avanzate nel centro storico dove potrete ammirare Palazzo degli Alemanni, la chiesa di San Donato con tanto di campanile romanico e i luoghi di San Bonaventura.

Per i buongustai, non ci sarà che l’imbarazzo della scelta. La località presenta i classici della tradizione culinaria tuscia e viterbese. Imperdibili saranno i piciarelli, primo piatto con spaghettoni freschi di acqua e farina da servire con sugo o con cinghiale e funghi. Il sottobosco e la selvaggina rendono le tipicità una delizia i secondi. Dalla carne di cinghiale ai salumi, si passa ai prodotti forti della stagione autunnale.

Oltre a castagne, noci e nocciole i viaggiatori troveranno i porcini e il tartufo nero, ottimi per dare il tono ai sapori rustici e genuini che fanno di questa cucina semplice una vera tappa da mettere in agenda. Bellezze, buon cibo e altre chicche per un soggiorno nostrano da non farsi scappare.

Info utili

Castagne
Photo by Antociano – Pixabay

Il borgo di Civita di Bagnoregio prevede l’acquisto di un titolo d’ingresso pari a 5 euro. La migliore soluzione per raggiungere la vostra destinazione è l’auto percorrendo l’autostrada Autostrada del Sole, uscita Roma – Firenze direzione Orvieto. Per i viaggiatori che scelgono il treno, si consiglia di puntare sulla Stazione Centrale di Orvieto o di Viterbo dove troverete collegamenti autobus per il borgo.

Nel 2028 questo borgo italiano sarà protagonista dell’arte contemporanea: foto e immagini