Le 10 città più pericolose d’Italia nel 2026: al primo posto c’è una meta amatissima dai turisti
La nuova classifica delle città italiane più pericolose riserva alcune sorprese: tra le prime dieci posizioni compaiono città d’arte e destinazioni turistiche molto frequentate. Ecco quali sono e chi occupa il primo posto.
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L’Italia delle città d’arte, dei centri storici affollati e delle piazze frequentate fino a tarda sera mostra anche un altro aspetto. A raccontarlo è l’Indice della Criminalità 2026 de Il Sole 24 Ore che ci svela la distribuzione dei reati denunciati nelle province italiane. Una graduatoria che interessa anche chi viaggia, soprattutto quando si tratta di scegliere una destinazione dove conviene tenere gli occhi ben aperti.
I numeri restituiscono un quadro articolato. Nel 2025 sono stati denunciati circa 2,36 milioni di reati, con una diminuzione dell’1,8% rispetto all’anno precedente. Si tratta della prima flessione dopo quattro anni consecutivi di crescita, favorita soprattutto dalla riduzione dei furti. Aumentano invece altre tipologie di illecito come le truffe informatiche, danneggiamenti ed estorsioni. La classifica considera le denunce ogni 100mila residenti: non misura quindi direttamente il rischio individuale di subire un reato, ma permette di confrontare territori con popolazioni differenti.
Le 10 città più pericolose d’Italia nel 2026: la classifica

Le grandi aree urbane dominano la graduatoria nazionale. Ogni giorno migliaia di persone raggiungono queste città per lavoro, studio o vacanza, aumentando considerevolmente la popolazione presente rispetto a quella residente. Un elemento da considerare quando si leggono le statistiche sulla criminalità.
Nelle prime dieci posizioni figurano sette città metropolitane, ma trovano spazio anche destinazioni balneari e centri di dimensioni più contenute. La distribuzione geografica evidenzia una particolare concentrazione nel Centro-Nord, con alcune località che guadagnano posizioni e altre che arretrano rispetto all’edizione precedente. Ecco la classifica 2026, dalla decima alla seconda posizione, con il numero di denunce ogni 100mila abitanti:
- Livorno: 4.628 denunce. La città portuale toscana, conosciuta per la Terrazza Mascagni e i suoi caratteristici canali, perde una posizione rispetto all’anno precedente.
- Venezia: 4.804 denunce. La città lagunare, interessata quotidianamente da grandi flussi turistici, scende di una posizione.
- Prato: 5.007 denunce. Il centro toscano, celebre per la tradizione tessile, arretra di una posizione.
- Genova: 5.051 denunce. La città della Lanterna, con il suo porto storico e i vicoli medievali, sale di tre posizioni.
- Rimini: 5.377 denunce. Una delle principali destinazioni balneari dell’Adriatico perde una posizione.
- Torino: 5.616 denunce. Il capoluogo piemontese, tra residenze sabaude e grandi musei, guadagna una posizione.
- Bologna: 6.059 denunce. La città dei portici e dell’università mantiene stabile il quarto posto.
- Roma: 6.094 denunce. La Capitale, con il suo straordinario patrimonio archeologico e monumentale, conserva la terza posizione.
- Firenze: 6.374 denunce. La città del Rinascimento, meta di visitatori provenienti da tutto il mondo, si conferma seconda nonostante una diminuzione dei reati denunciati del 2,9%.
La città in cima alla classifica è anche una delle mete più visitate d’Italia

A occupare il primo posto è Milano, che si conferma il territorio italiano con la maggiore incidenza di reati denunciati rispetto alla popolazione residente. Nel 2025 sono state registrate 228.287 denunce, pari a 7.017 ogni 100mila abitanti, con un incremento dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Il capoluogo lombardo presenta valori particolarmente elevati per furti e rapine, mentre si colloca al secondo posto nazionale per danneggiamenti. La città mantiene così il primato già registrato nella precedente edizione dell’indagine.
Dietro questi numeri c’è una metropoli vissuta quotidianamente da lavoratori, studenti e visitatori. Dal Duomo alle eleganti strade di Brera, fino ai Navigli e ai quartieri della moda, Milano richiama persone per motivi molto diversi. Proprio questa intensa mobilità contribuisce a spiegare perché il rapporto tra denunce e residenti richieda una lettura attenta, senza dimenticare che l’indice riguarda l’intero territorio provinciale e non stabilisce quali quartieri o attrazioni siano più rischiosi.